WPF/Silverlight e Flash: concorrenza positiva

Martedì 12 Giugno, 2007

Microsoft sarebbe in procinto di creare un competitor di YouTube! Tim Sneath, group manager del team di sviluppo Silverlight, punta a realizzare una nuova esperienza per gli utenti, dando la possibilità di gestire video a 720p: “broadcast-quality clips online”!

Adobe, dal canto suo, non sta certo a guardare e rilancia con un nuovo e spettacolare aggiornamento di Flash Player (build 9.0.60.120), superando Microsoft e puntando direttamente al 1080p!

Multi-threaded video decoding. The VP6 video codec will now run in a separate thread if a multi-core system is detected which leaves the main thread to do rendering and post processing of the video. With this true 1080p video is now possible on most modern dual core machines. Also, the responsiveness is improved with this change. The Sorenson codec on the other hand did not get this change for technical reasons.

L’ultimo aggiornamento di Flash Player contiene numerosi miglioramenti: potenziamento del rendering durante l’operazione di scaling, supporto per il Multi-threaded vector renderer (4 Cores/CPUs), Full-Screen mode via hardware e supporto per DirectX su Windows e OpenGL su OSX, e molto altro!

Una competizione, quella tra Silverlight e Flash, che sta sicuramente giovando sia agli sviluppatori che agli utenti finali. Il progressivo avvicinamento all’alta definizione riapre, tuttavia, le questioni legate ai DRM (già affrontati prazialmente in altri Post). L’alta qualità dei video, infatti, preoccupa i grandi produttori e le case cinematografiche che temono di perdere da un lato un’occasione importate per entrare nell’era del video su Internet e della Net TV, e dall’altra sono terrorizzati da un’assenza preoccupante dei DRM, “unico strumento” in grado di garantire la loro sopravvivenza!

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I diritti della Social Network

Venerdì 4 Maggio, 2007

La pubblicazione di contenuti da parte degli utenti è qualcosa di rivoluzionario che, grazie ad Internet, sta mostrando tutti i suoi pregi (molti e belli) e tutti i suoi difetti (pochi e inutili). Un tempo solo un ristretto numero di persone aveva la capacità di diffondere informazione, sotto qualsiasi forma. Il resto dell’umanità apprendeva e stava a guardare, guadagnandosi con fatica la possibilità di replicare o dire la sua. Oggi, tramite la rete, chiunque in pochi minuti è in grado di fornire contenuti: testuali, grafici, video, audio, …

Tuttavia l’essere umano, nella sua immensa ipocrisia, modifica continuamente punto di vista a seconda delle circostanze e dei propri interessi. Così linkare può diventare un reato! Il Copia & Incolla rischia di diventare uno strumento da certificare soli a pochi eletti, così da balzare nuovamente indietro di cent’anni!

Perchè non posso ripetere quello che qualcun’altro a detto? Sopratutto se non ne traggo un diretto e immediato beneficio in denaro?

Internet sta mettendo a dura prova l’intelletto umano riguardo la salvaguardia dei - cosiddetti - diritti d’autore. A chi scrive, comunque, sembra chiaro che ci sia un’errore d’intepretazione, un’evidente confusione tra furto, inteso quindi come violazione dei diritti di un autore, e informazione di massa, dove l’autore mi sembra più che tutelato! Anzi! SKY, ad esempio, non deve agitarsi inutilmente per la sequenza di bit presi in prestito da TG COM. Certamente, il TG COM, è un elemento particolare in questo caso in quanto guadagna con la sua informazione, cioè è un elemento che ha come obiettivo il lucro! Tuttavia, rispettando l’autore originario (citandolo), anche a quest’ultimo ne deriva un - evidente - vantaggio, quantomeno d’immagine.

La tutela di un’opera, poi, è argomento assai complesso e articolato. Prima di tutto bisogna identificare l’opera, che può rappresentare tutto o niente. Immediatamente dopo bisogna capire cosa si intenda per tutela! Un Film (un opera quindi…?!) è tutelato quando non viene copiato? Tuttavia è lecito interrompere un Film con pubblicità! È lecito sovrapporre immagini pubblicitarie a Film e telefilm?!

Permettemi quindi una disgressione per comprendere quanto l’essere umano, in questo caso, sia determinante e affronti la questione con i giusti pressupposti ma con risultati pessimi!

Come sapete tutti una canzone viene da noi percepita come una serie di onde, nella fattispecie onde sonore. Quando ascolto un file MP3 dal mio PC gli altoparlanti trasformano il segnale elettrico in movimento meccanico, tramite delle membrane interne,  che muovendosi rapidamente creano delle onde nell’aria circonstante. Onde che arrivano alla mie orecchie. Paradossalmente quando guardiamo un Film sul nostro televisore abbiamo una situazione del tutto paragonabile. Il tubo catodico, o lo schermo al Plasma per i più fortunati, trasforma un segnale elettrico in onde luminose. Guardare un Film o ascoltare una canzone ha sempre a che fare con onde. Tuttavia le onde visive possono essere deturpate sovrapponendo ad esse banner pubblicitari o interrompendole con altre onde di diverso tipo.
Se applicassi la stessa logica ad una canzone immaginate cosa succederebbe! I banner pubblicitari diventerebbero voci sotto la canzone, le pubblicità diventerebbero altre canzoni - o qualsiasi altra cosa - che interromperebbero l’ascolto ogni n minuti… assurdo… inconcepibile… eppure per il Video lo permettiamo in tutta tranquillità!

Insomma, la tutela mi sembra ad oggi argomento assai vago, conitnuamente sottoposto a revisioni del momento, tanto per far valere i propri interessi. Mettere un Film in DivX su YouTube non danneggia l’opera più di quanto facciano le pubblicità su qualsiasi rete (SKY compresa con i suoi bannerini natalizi).

La copia e lo sfruttamento a scopo di lucro sono ben altra cosa e, mi sembra, non hanno niente a che fare con il Social Network, vera genuina espressione di questa umanità che, a mio avviso, avrebbe altro di cui occuparsi… per ora!

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Il futuro dei Videogame: free controller

Venerdì 16 Febbraio, 2007

Come hanno dimostrato i recenti dati sugli acquisti delle console, la grafica spettacolare generata da potentissimi microprocessori, lettori BluRay, potenze di calcolo strabiglianti, non sempre si dimostrano efficaci nella vendita (e nel marketing) di una console. Nintendo ha superato tutti, puntando tutto sullo straordinario controller (free hand controller o wiimote) senza fili che reagisce alla posizione e all’orientamento del giocatore!

Quest’anno abbiamo assistito all’introduzione del Multitouch, vedi iPhone di Apple ad esempio. La Wii con il suo wiimote è forse un’indicazione di qualche cambiamento più importante. Sono anni ormai che teniamo il mouse tra le mani per lavorare sul PC e i Joypad o controller per distrarci con la Playstion. È forse giunto il momento di concentrarci, oltre che su potenti microprocessori e algoritmi di intelligenza artificiale, su qualche innovazione più semplice, guardando con più attenzione alle modalità con cui si interagisce con un PC o una consolle e non con che cosa si interagisce.


Se non vedete il video

Ecco, quindi, che giocare a Tennis o navigare online su Stumble con Wii diventa davvero un’esperienza nuova e rigenerante, fuori dagli schemi ma attuale più che mai. Speriamo che sia solo l’inizio di una nuova era, dove l’interazione preverrà sull’azione!

Per ulteriori informazioni vedi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Wii

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Google sotto accusa: le responsabilità della Net TV

Lunedì 27 Novembre, 2006

Nell’era della diffusione in massa delle informazioni (Video, audio, testuali, ecc…) c’è chi attacca senza pensare, senza rendersi conto di quello che sta davvero accadendo. L’associazione italiana Vivi Down, giustamente risentita - come tutte le persone civili - dalla “messa in onda” del filmato girato in una scuola torinese dove alcuni alunni maltrattano e umiliano un loro compagno down, denuncia Google Video per aver omesso una necessaria e dovuta funzione di controllo.

Ad oggi è impensabile verificare tutti i contenuti video inoltrati liberamente nella rete, proprio per le sue caratteristiche di “tempo reale” e “globalità”. Risulta invece strano l’attacco dell’associazione e dei PM italiani nei confronti Goggle, ultimo tassello di un degrado che con la rete Internet non ha nulla a che fare.
I ragazzi della scuola torinese hanno fatto quello che hanno fatto non certo per colpa di Google. Anzi! Grazie a Google, almeno, sappiamo chi sono, come hanno operato e abbiamo potuto riconoscerli e punirli. I ragazzi, la professoressa assente e gli altri alunni, devono solo vergongnarsi e essere perseguiti con tutti i mezzi messi a disposizione dalla società, dall’istituzione scolastica e dalla giustizia. In tutta questa faccenda Google non c’entra davvero nulla. Il video, girato con un telefonico (denuciamio quindi anche il gestore telefonico?!…) sarebbe potuto essere diffuso in tanti altri modi.

Non dobbiamo spendere tempo ed energie verso un colpevole “inventato”. La verità è che la vera colpa è nell’educazione che la società, tramite la scuola e la famiglia, non riesce più a dare ai nostri figli. La vera oscenità del video torinese è la professoressa che gira lo sguardo e esce, quello è il nocciolo del problema! Se il “controllore” evade i suoi doveri è ovvio che a cascata ci rimettiamo tutti. Se la professoressa avesse fatto il suo dovere, non avremmo saputo nulla.

Quanti atti di prepotenza vengono perpetuati ai danni dei più deboli continuamente?

Non è certo una novità! Sono gli organi di controllo locale a svolgere il lavoro più importante e fondamentale. Questo è valido in generale dove gli organi di controllo sono i professori e i presidi nella scuola, i genitori all’interno della famiglia, le forze dell’ordine nelle città! E via discorrendo…

Sono loro che devono avere la nostra attenzione e il nostro ascolto quando le cose non procedono nel modo giusto. Dovremmo, quindi, cercare di capire cos’è che non ha funzionato nel meccanismo di controllo della scuola torinese invece di attaccare Google Video.

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