Articoli con Tag ‘Sviluppo’
Una caratteristica dei fogli di stili (i file .css) è quella di poter essere specificati a seconda del media di output. Gli Style Sheet permettono infatti di specificare la stessa classe, lo stesso ID lo stesso TAG, ecc… per media diversi. Ad esempio posso scrivere un file .css con la seguente sintassi:
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| @media screen {
div#myBox {display:none}
}
@media print {
div#myBox {display:block}
} |
Quello che ne deriva, alla fine, è che il contenuto del DIVcon id myBoxnon sarà visibile sul browser, sullo schermo, ma quando provo a stampare la pagina troverò un contenuto diverso da quello che mi aspettavo.
I motori di ricerca, spider, crawler o aggregatori, normalmente (per ora) non risolvono i file css. A loro interessa il contenuto non la formattazione visiva. Tuttavia questa tecnica potrebbe avere risvolti interessanti se non inquietanti. Proprio per le caratteristiche dei sistemi di indicizzazione una situazione come quella mostrata qui sotto sarebbe quantomeno curiosa:
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| <div id="visibile_a_video">
<p>Contenuto visibile a video </p>
</div>
<div id="visibile_in_stampa">
<p>Contenuto visibile in stampa </p>
</div> |
Correlato con un file .css di questo tipo:
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| @media screen {
div#visibile_a_video {display:block}
div#visibile_in_stampa {display:none}
}
@media print {
div#visibile_a_video {display:none}
div#visibile_in_stampa {display:block}
} |
Google, ad esempio, indicizzerebbe entrambi i contenuti del nostro HTML, anche se a video saremmo in grado di vederne solo uno. Se stampiamo la pagina troveremmo con sorpresa un nuovo contenuto. Il trucco, tuttavia, sarebbe svelato eliminando l’applicazione degli stili nei browser che lo supportano. Normalmente nessuno esegue un’operazione di questo tipo quando naviga su Internet. Tale indagine scaturirebbe solo dopo aver trovato un’incongruenza tra ciò che è visibile a video e ciò che si è stampato!
Ad oggi non mi risultano casi eclatanti di questo tipo di manipolazioni tramite CSS. Un tempo si cercava di aumentare la visibilità su Internet inserendo una serie di testi, parole, dello stesso colore dello sfondo della pagina Web, così da rendere tale artifizio oscuro agli occhi dei navigatori. Con il tempo i motori di indicizzazione si sono cautelati contro queste “frodi”. Sarà forse il momento di anticipare qualche burlone prima di creare un precedente?
Attualmente gli Style Sheet consentono di specificare tutta una serie di media type di output. Per una lista completa vedi il W3C.
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La Net TV – almeno per ora – non è un’alternativa alla televisione tradizionale. In questo momento, o in questa fase, rappresenta qualcosa che viaggia parallelamente alla TV casalinga. Alcuni dei motivi per affermare questo sono, ad esempio, la possibilità di vedere la Net TV nel proprio salone. Ad oggi il PC rimane lo strumento prediletto per la visualizzazione e l’interazione con la Net TV. Questo non vuol dire assolutamente che sarà sempre così, anzi, con tutta probabilità (vedi le multimedia stations) ci stiamo avvicinando sempre più al giorno in cui il PC, o un suo erede, troverà posto proprio sotto il televisore (o monitor?) nel nostro salone.
Tuttavia per ora ci dobbiamo accontentare di risolvere i problemi logistici ognuno a modo suo.
Lineare o non lineare
Una delle caratteristiche fondamentali (se non imprescindibile) della Net TV è la sua capacità di fornire un video a richiesta. Più che di on-demand si parla di non linearità, la caratteristiche che di fatto tutti i navigatori Web sperimentano ogni volta che si muovono sulla rete. Proprio perchè figlia della rete la Net Tv non si discosta affatto dalle odierne dinamiche di navigazione; clicco su ciò che mi interessa e lo vedo ora! E a buon bisogno lo scarico (download) localmente!
C’è chi sostiene che proprio questa caratteristica della Net TV rende sbagliato un paragone con la televisione attuale. Anche in futuro, dunque, si pensa sempre a due modalità di approccio; una classica, lineare, con un flusso video continuo e una divesra, non lineare, incastonata nella Net TV.
Io penso che il flusso video continuo, la linearità, abbia davvero importanza in ben determinati contensti e situazioni. La caratteristica della non linearità non va certo sottovalutata. Tuttavia uno strumento come la Net TV può, a bisogno, implementare anche caratteristiche di flusso o diretta televisiva (streaming in real-time). Nulla vieta ad un sito di proporre una finestra video con un format in diretta, esattamente come succede oggi sul normale televisore.
Mi sembra quindi ovvio, se non scontato, che appena una postazione Net TV si troverà davvero sotto il mio televisore sarà difficile, almeno per me, tornare a vedere l’odierna TV, sempre che i format e l’offerta Net TV sia quantomeno paragonabile a quello che – costretti – vediamo oggi.
Nonostante la Net TV sia profondamente diversa, quindi, dall’attuale media televisivo, alcune dinamiche conitnuano ad interessare la community e le discussioni su tali questioni sono all’ordine del giorno; distribuzione, diritti, pubblicità, marketing, net-working, user-generated-content, sono solo alcuni degli argomenti che orbitano attorno alla “nuova” televisione, o televisione del futuro.
Tuttavia si può riflettere su come potrebbe cambiare il nostro approccio adottando la Net TV in sostituzione dell’odierna televisione. Cosa accadreebbe? Cosa cambierebbe?
1. Le Guide TV
Ecco la prima cosa che mi viene in mente che non avrà più senso nella nuova visione della televisione sulla rete. “Cosa fanno staserà?”. Domanda inutile su un mezzo come Internet: sarà infatti il provider stesso – il fornitore del canale – ad informarci del suo palinsesto, tra l’altro non lineare! Saremo noi a digitare il canale e leggere cosa è possibile mandare in onda! Saremo forse informati tramite Feed RSS, oppure una simpatica Newsletter (caso mai sul cellulare) ci manterrà informati riguardo i nostri programmi preferiti. Quindi domande come “Quando fanno cosa?” diventeranno senza significato alcuno.
2. La morte del WAP: media cross platform
“Cosa c’entra?” dirà qualcuno…? L’esplosione del media più importante di tutti – il video – sulla rete è relativamente recente. Già con i nuovi iPod Video di Apple si doveva apprezzare l’avvicinarsi di una nuova era. Con l’iPhone – e lo scatto immediato della concorrenza (vedi “L’iPhone secondo NOKIA“) – Internet nella sua totalità (posta, voice, mp3, video, ecc…) è entrata nel mobile come mai prima d’ora. Oggi ormai avere FireFox, Opera o Mozilla sul cellulare è uno standard, quindi, ne deriva, che il sito xyz sarà navigabile alla stessa maniera sia da casa (via PC) sia da “strada”, via iPhone per esempio. Un solo sito, due media diversi: Convergent Media! Morale: la Net TV ha tutte le carte in regola per esplodere come mai avrebbe potuto fare solo un paio di anni fa.
3. Consigli per gli acquisti
<>Argomento caldo, anzi caldissimo. La pubblicità è una questione cruciale per la Net TV? Come, quando, dove, come farla digerire agli utenti, sono solo alcune delle domande che l’interà comunità del marketing si sta ponendo. Probabilmente la pubblicità come l’intendiamo adesso è morta. Sicuramente non sarà possibile aggredire la Net TV come è stato fatto con la televisione casalinga, per tutta una serie di motivi praticamente ovvi.
Inserire spot, banner o pubblicità prima o dopo i video è fallimentare in partenza, ci sarà sempre qualcuno in grado di eliminarli in modo rapido; ricordiamoci che siamo su Internet e chiunque può contribuire.
L’unica alternativa – pena il collasso dell’intero sistema, o presto o tardi – è un cambio di rotta, una nuova strategia commerciale, un nuovo marketing che sia in grado di evolversi rapidamente quanto la stessa comunità della rete.
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Chris Pederick rilascia la nuova versione di Web Developer, comodo add-on per FireFox ed altri browser, che insieme a FireBug rende la vita degli sviluppatori Web migliore.
Segnalo questa release per le sue ottime novità rispetto alla versione predente. Le icone della toolbar sono state ridisegnate, ora molto più efficaci. È stato aumentato il numero di funzioni disponibili sui menu, come un comodo magnify in tempo reale, rules e linee guida, possibilità di editare l’HTML. Da installare quanto prima…
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Nel Post Creare un RSS Reader in PHP e Javascript abbiamo indirettamente incontrato una tecnica estremamente interessante che permetteva di creare – in pratica – un file Javascript da PHP.
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Chi ha avuto la possibilità e la pazienza di vedere l’ultimo Keynote di Steve Jobs, dove viene presentato il nuovo iPhone Apple, avrà sicuramente trovato affascinante l’ultima meraviglia tecnologia multi-touch di Cupertino.
Fantasticherie alla “Minority Report” a parte (la realtà spesso supera davvero la fantasia), quello che mi ha colpito maggiormente, anche se già presente in molti smart-phone da tempo in commercio, è la possibilità di navigare su Internet alla stregua di un PC casalingo. L’iPhone entra in diretta concorrenza con i classici cellulari e non con gli smart-phone attualmente in commercio. La Apple ha presentato la sua soluzione per il mobile, seguendo le sue classiche line guida: semplicità – quindi – diffusione di massa, come è accaduto con l’iPod.
Se gli smart-phone attualmente in commercio, quelli con Windows Mobile a bordo per esempio, permettono di navigare su Internet, sono tuttavia percepiti dal “mass-market” come soluzione ibrida tra un cellulare e un notebook. Insomma qualcosa di diverso dal “cellulare” di tutti i giorni. Ad oggi un cellulare è un “cellulare”, nel senso che navigare su Internet è relegato a pochi – alcuni nemmeno sanno che è possibile farlo – (visti anche i costi) con soluzioni davvero lontane da quelle casalinghe di un PC; per le dimensioni del display, per la velocità di banda, per la difficoltà di interazione con la tastiera o mouse simulati, ecc…
Tuttavia, quasi in sordina, mi sembra che ci sia una piccola rivoluzione in atto di notevole interesse, almeno per gli sviluppatori Web.
Poter navigare un sito dalla “strada”, senza modificare la tecnologia utilizzata è un grandissimo passo avanti. Ad oggi alcune realtà sul Web sono doppie – se non triple: WAP, Flash Lite (versione per Windows Mobile o Symbian) e Internet standard. Far convergere e unificare le tecnologie di browsing è una conquista importante, l’anticamera alla vera diffusione della navigaione via mobile.
Il WAP, ad esempio, per quanto si sia sforzato di emulare il Web vero e proprio è fallito miseramente. In questo mi ricorda il digitale terrestre!
La Net TV, ad esempio, in questa nuova situazione potrebbe trovare un terreno fertile per attecchire ancor di più rispetto a qualche anno fa. Esistono quindi tutti i presupposti per dare ulteriore slancio alla seconda giovinezza di Internet. Da un lato le nuove forme di aggregazione delle community e dall’altro la possibilità di sfruttare queste “esperienze” oltre che da casa anche nella “mobilità” più totale.
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Visto che siamo su un Blog (Weblog) e lo scambio di file RSS è diventato uno standard, ecco alcuni semplici estratti di codice utili per manipolare Feed-RSS.
Sappiamo tutti che i file RSS sono – alla fine – dei semplici file testuali che rispettano lo standard XML. Ne deriva che manipolarli non è poi così complesso.
La prima classe che presentiamo, in PHP, permette di “leggere” un file RSS da qualsiasi indirizzo, permettendo di elaborare il risultato e di riproporlo da qualsiasi parte.
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Web2.0 significa anche software distribuito tramite API (Interfaccia di Programmazione di un’Applicazione). La possibilità di sfruttare funzioni e funzionalità remote altrove risulta estremamente utile in realtà come Internet. Oltre a Yahoo, con il suo ToolKit 2.0 style, anche Google – nell’ambito della geo-referenzazione – propone i suoi strumenti free, in questo caso per la manipolazione e gestione delle mappe.
Google Maps API permette di inserire Google Maps nelle proprie pagine Web tramite Javascript.
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Ecco la risposta alla drammatica incompatibilità con i vari browser attualmente disponibili. Browsershots.org è un servizio – gratuito per ora e open source – che fornisce un modo semplice per verificare se un sito è visualizzato allo stesso modo su varie piattaforme e vari browser.
Grazie ad una piccola server-farm casalinga, gli autori di questo utilissimo servizio mettono a disposizione gli output video delle schermate generate dal vostro Web, così da poter verificare la correttezza dell’interpretazione HTML/CSS su varie macchine e browser: Linux PLD 2.0 (Ac), Windows 2003 (Server), Windows NT 5.1 (XP), Mac OS X 10.4 (Tiger) ed altre.

Il sito è davvero ben curato, con tanto di documentazione wiki, sorgenti, roadmap e timeline. Inoltre è possibile visualizzare gli ultimi screenshots, lo stato delle code-di-processo e lo stato della factories. Unica nota dolente, ma superabile, è il tempo richiesto per la generazione degli screen-shot, un po’ lento! Tuttavia è un grosso aiuto ai Web Developer per verificare la correttezza del loro lavoro, senza dover installare browser e/o macchine virtuali per far convivere – ad esempio – Internet Explorer 6 e 7. Sono supportati praticamente tutti i browser, da FireFox a Safari. Interessante è la possibilità di verifcare IE6 e IE7, insieme alle versioni 5.01 e 5.5.
Bravi!
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Domanda: possiamo considerare le applicazioni Ajax come vere e prorie RIA (Rich Internet Application – una RIA è un’applicazione web con tutte le caratteristiche e funzionalità di una tradizionale applicazione desktop per PC)?
Secondo Ryan Stewart, no – o almeno non ora.
The role of the desktop in Rich Internet Applications by ZDNet‘s Ryan Stewart — Rich Internet Applications have helped change the face of the web. It’s more interactive, designers have been able to leave their mark and innovation in web development has soared. Rich Internet Applications helped open up the web to better experiences and now they are doing the same for desktop applications. Where do RIAs fit into the world of desktop development?
In effetti la concorrenza con altri “approcci” – per così dire – è davvero elevata. La recente esplosione del fenomeno Net TV, ad esempio, dimostra che l’unione fa la forza. In “Ajax” non è possibile visualizzare un Video, tanto per dirne una. Come non è possibile realizzare tante altre cosine. Non credo che Ajax sarà il futuro assoluto. Io vedo in Ajax più che altro un’estensione del browser e un nuovo modo per affrontare alcune dinamiche relative all’UI prima neanche prese in considerazione.
Tuttavia, se qualcuno non se ne fosse accorto, esistono ancora degli ostacoli da superare. Ad esempio:
- Migliorare la compatibilità tra i vari browser in commercio, argomento largamento discusso su questo stesso Blog
- Permettere una maggiore interazione tra le pagine Web e il sistema operativo “ospitante”, ad esempio un Drag & Drop dal desktop alla pagina Web
- Standardizzazione degli scripting: JScript, Javascript (1.3, 1.7, …), VBScript
- Accessibilità, usabilità e sicurezza, vista che stiamo sulla rete!!
Librerie, Prototype/Script.aculo.us e YUI components: il vero intoppo?
Quando uno sviluppatore crea una libreria o un frame-work per risolvere (una volta per tutte) una serie di necessità, inizia a creare un mostro. Spesso non ce ne accorgiamo ma il legame sviluppatore end-user è davvero contorto. Si inizia, ad esempio, con la creazione di una libreria Javascript in grado di creare delle semplici finestre. Basta poco e qualcun’altro crea una libreria simile che permette di creare finestre modali, ridimensionabili e con la gestione dell’ordinamento e sovrapposizione. Dopo un po’ ne arriva un’altro che implementa anche la personalizzazione grafica… e così via.
In pratica quando si ottiene qualcosa, nell’istante immediatamente successivo questo qualcosa sembra non bastare più, sembra diventare lo standard e quindi si cercano nuovi accessori per migliorarne ancora di più le performance o l’aspetto. Tutte richieste dell’end-user! E lo sviluppatore corre, quasi come un cagnolino intimidito; l’end-user ha sempre ragione!
Questa continua corsa, in un universo come quello di Internet, rischia a lunga gettata di portare più confusione che altro.
Web 3.0?
Negli ultimi tempi esperienze (beta) nell’ambito del Web2.0 sono proliferate sulla rete a ritmi impressionanti. Ognuno ha portato all’attenzione la sua applicazione Ajax-style, ognuno con le sue soluzioni embedded, appoggiandosi a librerie note, scrivendo frame-work proprietari, ecc…
Ogni esperienza aveva le sue peculiarità: qualcuna era graficamente accattivante, alcune estremamente veloci, altre estrememente personalizzabili e altre estremamente usabili.
Ma nessuno, fino ad ora, è riuscito ad unire tutto questo in un unico ambiente.
Ragionandoci attentamente risulta evidente che il motivo è nello scarso supporto fornito dal browser stesso e dall’immensa complessità del problema.
Anche se qualcuno ha assimilato il browser ad un sistema operativo, quest’ultimo detiene ancora un’enorme vantaggio. Primo fra tutti è il cosidetto Kernel. Qual’è il Kernel di Explorer o di FireFox? Entrambi, come Opera o Safari, supportano a mala pena quel linguaggio di scripting chiamato Javascript (o JScript a secondo dei casi). Mozilla, nel suo FireFox sta per rilasciare la versione di Javascript 1.7, davvero interessante. Ma Microsoft Explorer che farà? Toccherà installare un ActiveX che lo emuli, attendere il 2012 per l’uscita di IE8 o utilizzare una miriade di if per capire su che piattaforma si sta lavorando?
Non posso che essere d’accordo con Ryan Stewart. Per il momento Ajax è un tecnica di notevole aiuto in ben determinati casi, ma paragonare questa tecnica (e sottolineo tecnica non tecnologia) ad una RIA mi sembra – almeno per ora – davvero eccesivo.
Macromedia/Adobe
Interessanti, invece, sono le tecnologie (e sottolineo tecnologie e non tecniche) Flex/Flash ed Apollo, che dopo l’acquisizione di Macromedia da parte di Adobe stanno per vivere una seconda giovinezza.
Consiglio vivamente a tutti gli interessati di visionare gli Adobe Labs, dove si evince una simpatica nuova politica che ispira sicuramente più fiducia nel futuro di Script.aculo.us – senza offesa e senza nulla togliere allo sviluppatore.
Tuttavia Internet ha una caratteristica unica, quella di sorprendere, quindi non mi stupirei affatto di aver detto – a breve – una miriade di sciocchezze!
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Microsoft ha rilasciato la Beta 3 di IE Developer Toolbar, la sua versione di FireBug, il noto Add-in per FireFox utilizzato per il debugging e controllo delle pagine Web. IE Developer Toolbar è tuttavia ancora allo stato embrionale rispetto al suo diretto conconrrente FireBug. Sono assenti molte funzionalità, come il tracking della rete ad esempio. Inoltre, almeno sulla mia macchina, è andato in crash un paio di volte…
Comunque l’impegno va premiato e visto che siamo alla Beta 3 siamo fiduciosi di poter – a breve – ottenere uno strumento almeno paragonabile a FireBug, per ora il migliore nel suo genere.
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