Riflettendo su Joost, Apollo e i Browser

Venerdì 20 Aprile, 2007

Perchè passare ad Apollo per visualizzare HTML e contenuto dinamico quando un browser già lo permette? Perchè usare Joost per vedere la Net TV quando un browser già lo permette?

Perchè chi produce browser non ha inserito due semplici funzioni al loro interno:

  • Finestre Windowless
  • P2P Object

Finestre Windowless

Questa semplice caratteristica permetterebbe di sfruttare al meglio la connessione HTTP e di rendere davvero utili i browser. Poter aprire finestre (popup nella pratica) con il solo titolo e senza bordi, casomai in trasparenza, aumenterebbe la produzione di Widget da sfruttare con i normali browser, al pari di quello che fa oggi Apollo. Con uno studio attento sulla sicurezza (in quanto penso sia oggi l’unico motivo di questo limite) si aprirebbero scenari davvero interessanti.

P2P Object

Come tutti sappiamo oramai tutti i browser supportono l’oggetto XMLHttpRequest, che ha dato vita ad una quantità sconfinata delle cosiddette applicazioni Ajax. Questo oggetto, utilizzabile tramite Javascript, è in grado di fornire un canale HTTP - parallelo - gestibile tramite script client, sia per l’ìinvio che per la ricezione dati.
Primo o poi, come anticipato in vari altri Blog, Adobe inserirà un P2P all’interno di Flash. Perchè non fare la stessa cosa nei Browser? Un oggetto di questo tipo unito a funzionalità Windowless permetterebbe di creare applicazioni simil-Joost senza installare nulla sulla propria macchina, garantendo una cross-compatibilità degna di Internet, aumentando quindi anche l’efficienza della produzione (ad oggi Joost è sviluppato per ogni singolo sistema operativo, cosa assai gravosa - sia in termini economici che temporali - infatti le beta si susseguono…).

Insomma finestre con RSS FEED testo, audio e video da posizionare dove vogliamo sul nostro desktop, in vero standard W3C. Apertura si canali TCP direttamente da Javascript, con possibilità di scambio dati sconfinate. Evidentemente la volontà è poca e la “criminalità” è alta; hackers, Spam e Phishing sono in agguato e mosse di questo tipo terrorizzano un po’ tutti…

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Bollettino sicurezza: WordPress e XBox 360

Mercoledì 7 Marzo, 2007

Chi ha aggiornato ultimamente WordPress è vivamente invitato a passare urgentemente alla versione 2.1.2. Secondo Secunia il problema dell’ultimo aggiornamento di WordPress 2.1.1 Ã¨ giudicato highly critical, consentendo l’esecuzione di codice PHP remoto! Visitare il Blog ufficiale per maggiori dettagli su come aggiornare la versione in quanto sia per la versione italiana che per alcuni file ci sono delle procedure particolari da svolgere.

Anche per le console iniziano in primi problemi legati alla sicurezza. Una vulnerabilità nella console di gioco Microsoft XBox 360, infatti, consentirebbe sia l’esecuzione di codice estraneo, sia la sostituzione del software interno con Linux! L’aggiornamento per risolvere tutto è stato distribuito tramite XBox Live.

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Nascondimi

Lunedì 12 Febbraio, 2007

Una caratteristica dei fogli di stili (i file .css) è quella di poter essere specificati a seconda del media di output. Gli Style Sheet permettono infatti di specificare la stessa classe, lo stesso ID lo stesso TAG, ecc... per media diversi. Ad esempio posso scrivere un file .css con la seguente sintassi:

CSS:
  1. @media screen {
  2. div#myBox {display:none}
  3. }
  4.  
  5. @media print {
  6. div#myBox {display:block}
  7. }

Quello che ne deriva, alla fine, è che il contenuto del DIV con id myBox non sarà visibile sul browser, sullo schermo, ma quando provo a stampare la pagina troverò un contenuto diverso da quello che mi aspettavo.
I motori di ricerca, spider, crawler o aggregatori, normalmente (per ora) non risolvono i file css. A loro interessa il contenuto non la formattazione visiva. Tuttavia questa tecnica potrebbe avere risvolti interessanti se non inquietanti. Proprio per le caratteristiche dei sistemi di indicizzazione una situazione come quella mostrata qui sotto sarebbe quantomeno curiosa:

HTML:
  1. <div id="visibile_a_video">
  2.    <p>Contenuto visibile a video</p>
  3. </div>
  4.  
  5. <div id="visibile_in_stampa">
  6.    <p>Contenuto visibile in stampa</p>
  7. </div>

Correlato con un file .css di questo tipo:

CSS:
  1. @media screen {
  2. div#visibile_a_video {display:block}
  3. div#visibile_in_stampa {display:none}
  4. }
  5.  
  6. @media print {
  7. div#visibile_a_video {display:none}
  8. div#visibile_in_stampa {display:block}
  9. }

Google, ad esempio, indicizzerebbe entrambi i contenuti del nostro HTML, anche se a video saremmo in grado di vederne solo uno. Se stampiamo la pagina troveremmo con sorpresa un nuovo contenuto. Il trucco, tuttavia, sarebbe svelato eliminando l'applicazione degli stili nei browser che lo supportano. Normalmente nessuno esegue un'operazione di questo tipo quando naviga su Internet. Tale indagine scaturirebbe solo dopo aver trovato un'incongruenza tra ciò che è visibile a video e ciò che si è stampato!

Ad oggi non mi risultano casi eclatanti di questo tipo di manipolazioni tramite CSS. Un tempo si cercava di aumentare la visibilità su Internet inserendo una serie di testi, parole, dello stesso colore dello sfondo della pagina Web, così da rendere tale artifizio oscuro agli occhi dei navigatori. Con il tempo i motori di indicizzazione si sono cautelati contro queste "frodi". Sarà forse il momento di anticipare qualche burlone prima di creare un precedente?

Attualmente gli Style Sheet consentono di specificare tutta una serie di media type di output. Per una lista completa vedi il W3C.

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Il pericolo digitale

Lunedì 5 Febbraio, 2007

Vorrei riprendere un'interessante Post di Tommaso Tessarolo intitolato "Se YouTube non c'è più", che tratta un'argomento assai curioso ed inquietante per certi aspetti. Poco tempo fa, durante una puntata di Quark di Piero Angela, si è discusso della consistenza delle informazioni digitali in relazione alla neo-fotografia digitale. Negli ultimi anni la fotografia digitale ha evidentemente eclissato la fotografia tradizionale, grazie all'introduzione delle fotocamere nei cellulari e all'abbassamento dei costi per fotocamere digitali di buona qualità. C'è stato, quindi, un cambiamento radicale nella gestione delle fotografie che trovano in CD, DVD - o il PC stesso - il loro ambiente ideale di conservazione, mantenimento e visualizzazione. La domanda principale che scaturiva dalla trasmissione era: riusciranno i nostri figli o nipoti a visualizzare i "vecchi" CD con le nostre fotografie?

Io conservo ancora Polaroid sbiadite degli anni settanta, come mi è capitato di recuperare fotografie - davvero vecchie - scattate tra il 1940 e il 1960! Se da un lato queste foto hanno perso vigore e il tempo ha lasciato i suoi segni, rimane indubbio che si sono conservate più o meno discretamente nell'arco di oltre mezzo secolo. Inoltre non ho avuto nessun problema per "visualizzarle", essendo proposte su un supporto analogico! Se consideriamo che non riesco più a leggere dischetti da 3 pollici e un quarto scritti nel 1995, la questione potrebbe cominciare a farsi preoccupante.

ALESSANDRIA DOT NET

Quello che accadde alla biblioteca di Alessandria, un incendio che distrusse un'importante patrimonio che nessuno oramai è in grado di quantificare, è forse un evento ripetibile? Cosa accadrebbe se un'onda elettromagnetica di potenza sufficiente si abbattesse sulla Terra azzerrando tutte le informazioni digitali attualmente memorizzate? Certo, di problemi ce ne sarebbero ben altri, vedi conti bancari, stallo (o tracollo) dell'economia occidentale, ecc... ecc... una vera ecatombe. Tuttavia questa - remota - possibilità è accumonata alla stregua di un disastro ambientale provocato dalla caduta di un asteroide! Sarà vero?

Il cerchio si chiude

Quello che potrebbe accedere è, in certo senso, abbastanza curioso. Tra i vari servizi proposti Online su Internet, i Blog sono quelli più diffusi. Immaginate cosa accadrebbe se il server del nostro Blog chiudesse o subisse un danno - backup compresi! I Blog (i Post) vengono normalmente scritti direttamente Online, non esiste una copia locale, almeno io, ad esempio, non la possiedo (dovrò provvedere...).
Bisognerebbe cominciare a pensare di stampare su carta tutti i Post emessi, così da poter un domani ricostruire il Blog a fronte di una distruzione totale del materiale digitale. Il digitale, quindi, è o non è più sicuro dell'analogico?

Una fotografia stampata è soggetta ad usura del tempo, alla polvere, alla luce, ecc... Tuttavia anche un CD o DVD può rovinarsi, nonostante mantenga il dato in maniera - apparentemente - più stabile (non sicura) di un qualsiasi altro supporto analogico.
Sembra che l'unica soluzione sia quella di utilizzare il digitale, anche a scopo di archivio, ma contemporaneamente continuare a sfruttare le classiche modalità di archiviazione.

Analogico -> Digitale -> Analogico

I libri, ad esempio, hanno una durata abbastanza lunga se consideriamo che ancor oggi è possibile leggere testi datati avanti cristo! Inoltre alcune informazioni non vanno perdute con il tempo. In una fotografia, ad esempio, l'informazione predominante è la luce, la cromia, la foto in se stessa. Questa, su un supporto analogico, è quindi soggetta ad un usura maggiore. In un libro, invece, l'informazione è più stabile e duratura. Un testo con le pagine consumate ai bordi o ingiallite dal tempo continua a mentere completa e intatta la sua informazione principale: il testo.

Tuttavia questa soluzione di un ritorno all'analogico può essere applicata con una certa semplicità in contesti ben precisi, come appunto foto o testi. La musica e altre informazioni prettamente digitali impongono soluzioni alternative di non semplice attuazione. Un brano musicale, ad esempio, può essere conservato sotto forma di partitura, come insieme di fogli di carta, ma non è certo una copia dell'originale. I Video sono anch'essi complessi da memorizzare in altre forme.

A mio avviso questo è un argomento assai importante in un era digitale come la nostra. Il fatto che non esistono precedenti che ci allertino a tal riguardo non è una scusa sufficiente per non rifletterci attentamente. Se mai dovesse verificarsi un disastro digitale di proporzioni importanti, ecco che spunterebbero come funghi società e iniziative atte alla salvaguardia dei dati digitali.
Perchè attendere l'inevitabile e non pensare ad una soluzione fin da ora?

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La cifratura RSA

Martedì 30 Gennaio, 2007

Prima di tutto, come accennato nel Post Crittografia il sistema RSA è una cifratura a chiave pubblica e sfrutta le proprietà dei numeri primi. Inoltre l'aritmetica adottata (nei calcoli) non è quella ordinaria, bensì la cosidetta artirmetica finita o modulare. Iniziamo proprio da quest'ultima per procedere passo dopo passo nella realizzazione di una cifratura RSA.

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