Linguaggi di sviluppo

Mercoledì 5 Marzo, 2008

Ho “riesumato” questo mio articolo scritto un po’ di anni fa. L’ho leggermente rivisto, aggiornando qualcosina qua e là, tuttavia credo sia ancora attuale ed interessante.

INTRODUZIONE

Che cos’è un linguaggio di sviluppo? Un elaboratore elettronico, alias PC (Personal Computer), ha un suo linguaggio personale. Questo linguaggio viene chiamato codice macchina, per intendere che ogni macchina, quindi ogni elaboratore (PC Compatibili, Apple, Unix, ecc…), ne ha uno esclusivo e proprietario. I programmi che vediamo “girare” sul nostro PC vengono principalmente eseguiti da quel misterioso oggetto chiamato microprocessore. Questo rappresenta il cuore, l’unità intelligente, di ogni elaboratore elettronico. In realtà una applicazione non viene eseguita solo dal microprocessore ma si appoggia, per così dire, a quello che viene chiamato sistema operativo: uno strato software fornito dal produttore della macchina (si veda, ad esempio, i Macintosh della Apple). I PC compatibili, ad esempio, che montano i famosi microprocessori Pentium, possono avere come sistema operativo i vari Windows forniti dalla società di Redmond di Bill Gates Microsoft (Windows 95, 98, 2000 ecc…) e, ultimamente, anche sistemi operativi alternativi completamente gratuiti come Linux e derivati. Un’applicazione, quindi, dev’essere scritta per un particolare sistema operativo più che per un particolare microprocessore. Questo perchè il software che si scrive oggi si pone ad un livello più alto rispetto alla macchina stessa (al suo Hardware).
Inoltre il sistema operativo fornisce tutta una serie di funzionalità atte a semplificare la vita dello sviluppatore che non deve, quindi, partire da zero nella stesura di un programma.
I linguaggi di programmazione, come il C, il Pascal, l’Assembly, sono stati inventati per avvicinare il modo di esprimersi degli esseri umani al modo con cui, invece, “ragiona” un computer. Continua a leggere… »

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Classi, Oggetti e Istanze

Martedì 29 Gennaio, 2008

Ho notato spesso confusione quando si parla di Classi, Oggetti ed Istanze. Chi non è particolarmente istruito sulla programmazione ad oggetti spesso confonde il vero significato di questi termini. Sapevo, tuttavia, che esistono due scuole di pensiero riguardo alla definizione di Classe e Oggetto. A me piace la "scuola" che indica la Classe come definizione di un possibile Oggetto e, quindi, l'Oggetto come Istanza della Classe.

Sembra banale, tuttavia mi è capitato - discorrendo con altri - di trovarmi in "conflitto" (per così dire) e poi cadere in equivoci, quando si usano questi termini, partendo casomai dal presupposto che "l'altro" li intenda esattamente come noi.

Io la vedo in questo modo; una Classe è una definizione! Viene appunto definita una classe di possibili oggetti. La Classe è l'insieme di metodi e proprietà (se volete possiamo aggiungere anche gli eventi - che altro non solo che speciali metodi...) che possiederà l'oggetto.

Ad esempio quando scriviamo in Actionscript, o qualsiasi altro linguaggio ad oggetti:

Actionscript:
  1. class MiaClasse {
  2.     function MiaClass() {}
  3.     function MioMetodo() {}
  4. }

Abbiamo definito una Classe e non un Oggetto. Al limite abbiamo "definito" un "possibile" oggetto. Potremmo addirittura sostenere, e non a torto, che l'Oggetto esiste a runtime mentre la Classe no (in verità esistono Classi dinamiche che possono essere definite - e poi usate per creare oggetti - anche a runtime). Escludo le classi statiche, ovviamente che - alla fine - altro non sono che sotto-istanze (o istanze nascoste) e quindi oggetti veri e propri.

Quando invece abbiamo:

Actionscript:
  1. var mioOggetto:MiaClasse = new MiaClasse();

Ecco che mioOggetto è una istanza di MiaClasse()! Cioè mioOggetto è un Oggetto - appunto - di tipo MiaClasse().

Ne deriva, proprio nella filosofia ad oggetti, che di Oggetti di tipo MiaClasse() ne posso avere quanti ne voglio, cosa che non può essere - per la definizione stessa - di MiaClasse(). Ad esempio, se vale ed ha senso la relazione:

Actionscript:
  1. var mioOggetto_1:MiaClasse = new MiaClasse();
  2. var mioOggetto_2:MiaClasse = new MiaClasse();
  3. var mioOggetto_3:MiaClasse = new MiaClasse();
  4. ...
  5. var mioOggetto_n:MiaClasse = new MiaClasse();

Non ha significato:

Actionscript:
  1. class MiaClasse {
  2.     function MiaClass() {}
  3.     function MioMetodo_2() {}
  4. }
  5.  
  6. class MiaClasse {
  7.     function MiaClass() {}
  8.     function MioMetodo_2() {}
  9. }
  10.  
  11. class MiaClasse {
  12.     function MiaClass() {}
  13.     function MioMetodo_3() {}
  14. }

Istanza e Oggetto, quindi, coincidono e sono usate alternativamente per lo stesso significato in diversi contesti.

Probabilmente non frega molto a nessuno... questione di esigenze di completezza... :)

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Prima di tutto l'organizzazione delle classi rende il lavoro di manutenzione del codice estremamente più semplice. Inoltre è possibile creare una vera e propria libreria personale da poter riutilizzare in altri progetti. Flash usa una nomenclatura legata al filesystem, quindi l'organizzazione in cartelle si rifletterà anche sull'importazione delle classi. Se ad esempio creiamo la sequenza di cartelle "mylibrary/grafica/plot" e inseriamo una nostra classe ActionScript "PlotClass.as", quando andremo ad importare la classe dovremmo usare:

Actionscript:
  1. import mylibrary.grafica.plot.PlotClass;

Se la libreria (cartella) "mylibrary" non si trova nella cartella del nostro filmato o progetto, usare l'impostazioni di pubblicazione di Flash per selezionare il percorso:

Impostazione percoroso librerie

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