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Net Software

È successo alla TV di trasformarsi in Net TV, come già era successo alla Radio di diventare Net Radio, per non parlare della musica! Ora, come anticipato in altri Post, è ufficiale anche per il Software di trasformarsi a breve in Net Software!

Adobe, che come sappiamo ha da poco acquisito Macromedia, ufficializza le Web Application – del Web 2.0 – in vere e proprie RIA (Rich Internet Applications) con l’annuncio di voler portare sul Web il noto software di fotoritocco Photoshop. È recente l’accordo tra Adobe e Photobucket per rendere disponibile online una tecnologia per l’editing e il remix video. Grazie alla nuova tecnologia sviluppata per Flash 9, con ActionScript 3.0, Adobe punta in alto, anticipando che entro sei mesi sarà disponibile online una versione di Photoshop basata, appunto, su tecnologia Flash.

Effettivamente le nuove potenzialità di ActionScript 3.0 (che coinvolgono progetti come Flex e Apollovedi anche Web2.0: Adobe ci prova con Apollo e Ajax: Rich Internet Application) lo rendono il candidato perfetto per l’implementazione di vere RIA sul Web. Ajax, dal canto suo, si vede spodestato dal suo trono in questo nuovo scenario. Nonostante gli innumerevole Framework Ajax, alcuni di ottimo livello, prodotti nel corso di questi ultimi anni, Flash garantisce un’ambiente più evoluto e semplice da manipolare. Inoltre parliamo di uno dei Plugin più diffuso al mondo: Flash ha infatti alle spalle qualche anno in più rispetto ad Ajax e derivati.

Inoltre risulta ovvio che Adobe scelga Flash, essendo oramai lui il produttore. Tuttavia ci sono da considerate questioni tecniche che possono – ad oggi – essere risolte in modo armonico unicamente ricorrendo a tecnologie come quella Flash. Dando uno sguardo al nuovo ActionScript 3.0 ci si rendo subito conto delle enormi possibilità di sviluppo che offre questa nuova piattaforma. Lo standard ECMA del linguaggio e i nuovi oggetti messi a disposizione dal Framework, permettono di arrivare ad un livello di dettaglio impensabile con le precedenti versioni di Flash: una su tutte, ad esempio, la possibilità di accedere ai dati Bitmap di un’immagine caricata da disco!

L’attacco da parte di Adobe sembra svolgerersi quindi su due fronti distinti che hanno in comune la tecnologia Flash (che ricordiamo ha da sempre la capacità di interagire attivamente con il browser e quindi con Javascript lato Client e Scripting lato Server).

Il primo attacco avviene dall’esterno, sul versante browser, dove la tecnologia Apollo si propone di fatto come alternativa ai Kernel usuali delle diverse piattoforme oggi disponibili (Windows, Mac OS, Linux, ecc…); usare Adobe Apollo, quindi, al posto del browser per ottenere prestazioni e applicazioni (vere e proprie RIA) impensabili, aggirando così le incompatibilità tra Internet Explorer, FireFox e compagnia. Inoltre Apollo garantisce una piattaforma unica di sviluppo, al pari di Javascript-Ajax, ma senza i problemi di compatibilità. Quest’ultimo punto è uno scacco notevole a tecnologie come Ajax che ancora oggi soffrono enormemente delle questioni legate alla compatibilità tra browser; non dimentichiamo, inoltre, tutta la questione legata alla resa (rendering) grafica dei CSS!

L’altro attacco avviene direttamente dall’interno, colpendo i Framework Ajax con la carta Flash. L’elemento vincente in questa strategia risiede nell’uso di Flash, della tecnologia Flash, che trova applicazione sia in Flex, sia in Apollo, sia in versione standalone come già siamo abituati a vedere (semplici file SWF per intenderci)! Non c’è dubbio che tale scenario è estremamente invitante per gli sviluppatori, Web e non. Ciò che realizzo in Flash diventa immediatamente riusabile in vari modi, senza costringermi a modificare una sola riga di codice e, inoltre, senza preoccuparmi della compatibilità!

Tutto questo, a mio avviso, è un’importante passo avanti, una svolta di proporzioni notevoli che coinvolge anche il mondo dei giochi e del Marketing. Ne parleremo ancora prossimamente, statene certi!

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Net TV: cosa sta cambiando e cosa cambierà?

La Net TV – almeno per ora – non è un’alternativa alla televisione tradizionale. In questo momento, o in questa fase, rappresenta qualcosa che viaggia parallelamente alla TV casalinga. Alcuni dei motivi per affermare questo sono, ad esempio, la possibilità di vedere la Net TV nel proprio salone. Ad oggi il PC rimane lo strumento prediletto per la visualizzazione e l’interazione con la Net TV. Questo non vuol dire assolutamente che sarà sempre così, anzi, con tutta probabilità (vedi le multimedia stations) ci stiamo avvicinando sempre più al giorno in cui il PC, o un suo erede, troverà posto proprio sotto il televisore (o monitor?) nel nostro salone.
Tuttavia per ora ci dobbiamo accontentare di risolvere i problemi logistici ognuno a modo suo.

Lineare o non lineare

Una delle caratteristiche fondamentali (se non imprescindibile) della Net TV è la sua capacità di fornire un video a richiesta. Più che di on-demand si parla di non linearità, la caratteristiche che di fatto tutti i navigatori Web sperimentano ogni volta che si muovono sulla rete. Proprio perchè figlia della rete la Net Tv non si discosta affatto dalle odierne dinamiche di navigazione; clicco su ciò che mi interessa e lo vedo ora! E a buon bisogno lo scarico (download) localmente!
C’è chi sostiene che proprio questa caratteristica della Net TV rende sbagliato un paragone con la televisione attuale. Anche in futuro, dunque, si pensa sempre a due modalità di approccio; una classica, lineare, con un flusso video continuo e una divesra, non lineare, incastonata nella Net TV.
Io penso che il flusso video continuo, la linearità, abbia davvero importanza in ben determinati contensti e situazioni. La caratteristica della non linearità non va certo sottovalutata. Tuttavia uno strumento come la Net TV può, a bisogno, implementare anche caratteristiche di flusso o diretta televisiva (streaming in real-time). Nulla vieta ad un sito di proporre una finestra video con un format in diretta, esattamente come succede oggi sul normale televisore.
Mi sembra quindi ovvio, se non scontato, che appena una postazione Net TV si troverà davvero sotto il mio televisore sarà difficile, almeno per me, tornare a vedere l’odierna TV, sempre che i format e l’offerta Net TV sia quantomeno paragonabile a quello che – costretti – vediamo oggi.

Nonostante la Net TV sia profondamente diversa, quindi, dall’attuale media televisivo, alcune dinamiche conitnuano ad interessare la community e le discussioni su tali questioni sono all’ordine del giorno; distribuzione, diritti, pubblicità, marketing, net-working, user-generated-content, sono solo alcuni degli argomenti che orbitano attorno alla “nuova” televisione, o televisione del futuro.
Tuttavia si può riflettere su come potrebbe cambiare il nostro approccio adottando la Net TV in sostituzione dell’odierna televisione. Cosa accadreebbe? Cosa cambierebbe?

1. Le Guide TV

Ecco la prima cosa che mi viene in mente che non avrà più senso nella nuova visione della televisione sulla rete. “Cosa fanno staserà?”. Domanda inutile su un mezzo come Internet: sarà infatti il provider stesso – il fornitore del canale – ad informarci del suo palinsesto, tra l’altro non lineare! Saremo noi a digitare il canale e leggere cosa è possibile mandare in onda! Saremo forse informati tramite Feed RSS, oppure una simpatica Newsletter (caso mai sul cellulare) ci manterrà informati riguardo i nostri programmi preferiti. Quindi domande come “Quando fanno cosa?” diventeranno senza significato alcuno.

2. La morte del WAP: media cross platform

“Cosa c’entra?” dirà qualcuno…? L’esplosione del media più importante di tutti – il video – sulla rete è relativamente recente. Già con i nuovi iPod Video di Apple si doveva apprezzare l’avvicinarsi di una nuova era. Con l’iPhone – e lo scatto immediato della concorrenza (vedi “L’iPhone secondo NOKIA“) – Internet nella sua totalità (posta, voice, mp3, video, ecc…) è entrata nel mobile come mai prima d’ora. Oggi ormai avere FireFox, Opera o Mozilla sul cellulare è uno standard, quindi, ne deriva, che il sito xyz sarà navigabile alla stessa maniera sia da casa (via PC) sia da “strada”, via iPhone per esempio. Un solo sito, due media diversi: Convergent Media! Morale: la Net TV ha tutte le carte in regola per esplodere come mai avrebbe potuto fare solo un paio di anni fa.

3. Consigli per gli acquisti

<>Argomento caldo, anzi caldissimo. La pubblicità è una questione cruciale per la Net TV? Come, quando, dove, come farla digerire agli utenti, sono solo alcune delle domande che l’interà comunità del marketing si sta ponendo. Probabilmente la pubblicità come l’intendiamo adesso è morta. Sicuramente non sarà possibile aggredire la Net TV come è stato fatto con la televisione casalinga, per tutta una serie di motivi praticamente ovvi.
Inserire spot, banner o pubblicità prima o dopo i video è fallimentare in partenza, ci sarà sempre qualcuno in grado di eliminarli in modo rapido; ricordiamoci che siamo su Internet e chiunque può contribuire.
L’unica alternativa – pena il collasso dell’intero sistema, o presto o tardi – è un cambio di rotta, una nuova strategia commerciale, un nuovo marketing che sia in grado di evolversi rapidamente quanto la stessa comunità della rete.

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iPhone: il WAP è morto?

iphonebrowser.jpg Chi ha avuto la possibilità e la pazienza di vedere l’ultimo Keynote di Steve Jobs, dove viene presentato il nuovo iPhone Apple, avrà sicuramente trovato affascinante l’ultima meraviglia tecnologia multi-touch di Cupertino.
Fantasticherie alla “Minority Report” a parte (la realtà spesso supera davvero la fantasia), quello che mi ha colpito maggiormente, anche se già presente in molti smart-phone da tempo in commercio, è la possibilità di navigare su Internet alla stregua di un PC casalingo. L’iPhone entra in diretta concorrenza con i classici cellulari e non con gli smart-phone attualmente in commercio. La Apple ha presentato la sua soluzione per il mobile, seguendo le sue classiche line guida: semplicità – quindi – diffusione di massa, come è accaduto con l’iPod.

Se gli smart-phone attualmente in commercio, quelli con Windows Mobile a bordo per esempio, permettono di navigare su Internet, sono tuttavia percepiti dal “mass-market” come soluzione ibrida tra un cellulare e un notebook. Insomma qualcosa di diverso dal “cellulare” di tutti i giorni. Ad oggi un cellulare è un “cellulare”, nel senso che navigare su Internet è relegato a pochi – alcuni nemmeno sanno che è possibile farlo – (visti anche i costi) con soluzioni davvero lontane da quelle casalinghe di un PC; per le dimensioni del display, per la velocità di banda, per la difficoltà di interazione con la tastiera o mouse simulati, ecc…

Tuttavia, quasi in sordina, mi sembra che ci sia una piccola rivoluzione in atto di notevole interesse, almeno per gli sviluppatori Web.

Poter navigare un sito dalla “strada”, senza modificare la tecnologia utilizzata è un grandissimo passo avanti. Ad oggi alcune realtà sul Web sono doppie – se non triple: WAP, Flash Lite (versione per Windows Mobile o Symbian) e Internet standard. Far convergere e unificare le tecnologie di browsing è una conquista importante, l’anticamera alla vera diffusione della navigaione via mobile.
Il WAP, ad esempio, per quanto si sia sforzato di emulare il Web vero e proprio è fallito miseramente. In questo mi ricorda il digitale terrestre!

La Net TV, ad esempio, in questa nuova situazione potrebbe trovare un terreno fertile per attecchire ancor di più rispetto a qualche anno fa. Esistono quindi tutti i presupposti per dare ulteriore slancio alla seconda giovinezza di Internet. Da un lato le nuove forme di aggregazione delle community e dall’altro la possibilità di sfruttare queste “esperienze” oltre che da casa anche nella “mobilità” più totale.

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Ajax: Rich Internet Application?

Domanda: possiamo considerare le applicazioni Ajax come vere e prorie RIA (Rich Internet Application – una RIA è un’applicazione web con tutte le caratteristiche e funzionalità di una tradizionale applicazione desktop per PC)?
Secondo Ryan Stewart, no – o almeno non ora.

The role of the desktop in Rich Internet Applications by ZDNet‘s Ryan Stewart — Rich Internet Applications have helped change the face of the web. It’s more interactive, designers have been able to leave their mark and innovation in web development has soared. Rich Internet Applications helped open up the web to better experiences and now they are doing the same for desktop applications. Where do RIAs fit into the world of desktop development?

In effetti la concorrenza con altri “approcci” – per così dire – è davvero elevata. La recente esplosione del fenomeno Net TV, ad esempio, dimostra che l’unione fa la forza. In “Ajax” non è possibile visualizzare un Video, tanto per dirne una. Come non è possibile realizzare tante altre cosine. Non credo che Ajax sarà il futuro assoluto. Io vedo in Ajax più che altro un’estensione del browser e un nuovo modo per affrontare alcune dinamiche relative all’UI prima neanche prese in considerazione.

Tuttavia, se qualcuno non se ne fosse accorto, esistono ancora degli ostacoli da superare. Ad esempio:

  • Migliorare la compatibilità tra i vari browser in commercio, argomento largamento discusso su questo stesso Blog
  • Permettere una maggiore interazione tra le pagine Web e il sistema operativo “ospitante”, ad esempio un Drag & Drop dal desktop alla pagina Web
  • Standardizzazione degli scripting: JScript, Javascript (1.3, 1.7, …), VBScript
  • Accessibilità, usabilità e sicurezza, vista che stiamo sulla rete!!

Librerie, Prototype/Script.aculo.us e YUI components: il vero intoppo?

Quando uno sviluppatore crea una libreria o un frame-work per risolvere (una volta per tutte) una serie di necessità, inizia a creare un mostro. Spesso non ce ne accorgiamo ma il legame sviluppatore end-user è davvero contorto. Si inizia, ad esempio, con la creazione di una libreria Javascript in grado di creare delle semplici finestre. Basta poco e qualcun’altro crea una libreria simile che permette di creare finestre modali, ridimensionabili e con la gestione dell’ordinamento e sovrapposizione. Dopo un po’ ne arriva un’altro che implementa anche la personalizzazione grafica… e così via.

In pratica quando si ottiene qualcosa, nell’istante immediatamente successivo questo qualcosa sembra non bastare più, sembra diventare lo standard e quindi si cercano nuovi accessori per migliorarne ancora di più le performance o l’aspetto. Tutte richieste dell’end-user! E lo sviluppatore corre, quasi come un cagnolino intimidito; l’end-user ha sempre ragione!

Questa continua corsa, in un universo come quello di Internet, rischia a lunga gettata di portare più confusione che altro.

Web 3.0?

Negli ultimi tempi esperienze (beta) nell’ambito del Web2.0 sono proliferate sulla rete a ritmi impressionanti. Ognuno ha portato all’attenzione la sua applicazione Ajax-style, ognuno con le sue soluzioni embedded, appoggiandosi a librerie note, scrivendo frame-work proprietari, ecc…
Ogni esperienza aveva le sue peculiarità: qualcuna era graficamente accattivante, alcune estremamente veloci, altre estrememente personalizzabili e altre estremamente usabili.
Ma nessuno, fino ad ora, è riuscito ad unire tutto questo in un unico ambiente.

Ragionandoci attentamente risulta evidente che il motivo è nello scarso supporto fornito dal browser stesso e dall’immensa complessità del problema.

Anche se qualcuno ha assimilato il browser ad un sistema operativo, quest’ultimo detiene ancora un’enorme vantaggio. Primo fra tutti è il cosidetto Kernel. Qual’è il Kernel di Explorer o di FireFox? Entrambi, come Opera o Safari, supportano a mala pena quel linguaggio di scripting chiamato Javascript (o JScript a secondo dei casi). Mozilla, nel suo FireFox sta per rilasciare la versione di Javascript 1.7, davvero interessante. Ma Microsoft Explorer che farà? Toccherà installare un ActiveX che lo emuli, attendere il 2012 per l’uscita di IE8 o utilizzare una miriade di if per capire su che piattaforma si sta lavorando?

Non posso che essere d’accordo con Ryan Stewart. Per il momento Ajax è un tecnica di notevole aiuto in ben determinati casi, ma paragonare questa tecnica (e sottolineo tecnica non tecnologia) ad una RIA mi sembra – almeno per ora – davvero eccesivo.

Macromedia/Adobe

Interessanti, invece, sono le tecnologie (e sottolineo tecnologie e non tecniche) Flex/Flash ed Apollo, che dopo l’acquisizione di Macromedia da parte di Adobe stanno per vivere una seconda giovinezza.
Consiglio vivamente a tutti gli interessati di visionare gli Adobe Labs, dove si evince una simpatica nuova politica che ispira sicuramente più fiducia nel futuro di Script.aculo.us – senza offesa e senza nulla togliere allo sviluppatore.

Tuttavia Internet ha una caratteristica unica, quella di sorprendere, quindi non mi stupirei affatto di aver detto – a breve – una miriade di sciocchezze!

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Cos’è la Net TV?

Una definizione esatta di NET TV è probabilmente contenuta nel suo stesso nome; semplice, chiaro, privo di ambiguità e in linea con la straordinaria evoluzione che Internet sta partando all’intera community/umanità.
La televisione è stata una rivoluzione, un potere in continua crescita dal dopo guerra ad oggi. E ora?
Dopo il fallimento del Digitale Terrestre e le confuse proposte di televisione via cavo, via satellite e via discorrendo, la comunità Web ha risolto da sola e in modo armonico la comunicazione video.
La maggiore diffusione della banda larga, l’evoluzione delle tecnologie di compressione e visualizzazione video, una crescente comunità Internet disposta a sperimentare, sono tra le principali cause della nascita di questo nuovo – recente – fenomeno che sta dilagando sul Web.

È la NET TV il futuro della televisione?

Forse addirittura qualcosa in più!
Sarebbe bello, in quanto incorpora tutta una serie di caratteristiche assenti – tutte insieme – in altri tipi di soluzioni proposte (o imposte).
Per esempio:

  • Chiunque può realizzare la sua (NET) TV, o se preferite il suo Network
  • L’offerta dei format e dei content è virtualmente illimitata
  • L’approccio è di tipo on-demand, quindi il migliore possibile
  • Possibilità di approccio al “canale” completamente nuove: ricerca, taggatura, feed-video, e chissà cos’altro
  • Scalabilità del sistema anch’essa virtualmente illimitata, cosa da non sottovalutare rispetto a tutte le altre tecnologie estremamente vincolate a satelliti, decoder, ecc…
  • Pluralità di formati: vedi alta definizione, ad esempio
  • Partecipazione attiva dello spettatore! Questo è sicuramente il punto più importante ed interessante, completamente assente nelle versioni attuali della televisione. L’utente finale diventa attivo in modi prima impensabili, non foss’altro in quanto può egli stesso essere “costrutture” del “canale”, inviando video realizzati personalmente! Una vera e straordinaria innovazione nell’espressione delle comunità

Queste sono solo alcune delle caratteristiche che si rivelano vincenti nell’universo NET TV. Ed altre sono proprio adesso in fase di creazione e mutamento. Questo è un’altro aspetto vincente della NET TV: è snella è le innovazioni e le proposte viaggiano a velocità warp rispetto ai canoni televisivi attuali!
Come sottolineano nel Blog di Tommaso Tessarolo, che si occupa da tempo anche di questo fenomeno, (vedi “Cos’è la NET TV“) «Internet sta cambiando la TV», il che dimostra come le sorti di questi media si siano da tempo ivertite.

È stata – dopo tutto – proprio la televisione il primo grande sponsor di Internet. Tutto è iniziato quando le trasmissioni televisive, come telegiornali, giochi a premi, rubriche, tutte, insomma, nessuna esclusa, hanno iniziato a lasciare i loro indirizzi e-mail e i siti Web collegati. Ecco che Internet ha iniziato a cambiare la televisione (e non il contrario come qualcuno all’epoca ha pensato), aprendo nuove prospettive con uno strumento già radicato nelle case.

Sicuramente Internet ha prodotto una crescita esponenziale dei PC all’interno delle mura domestiche. Se prima il televisore era l’elettrodomestico per eccellenza, oggi lo scettro è passato decisamente al Computer, utilizzato per comunicare, vedere e registrare la TV, fotocopiare, lavorare, scrivere, disegnare, giocare, suonare … … …

Probabilmente il PC è l’elettrodomestico – senza offesa – più versatile mai concepito dall’uomo, se pensiamo che potrebbe “fare anche il caffè” o tenere sotto controllo l’intera nostra abitazione (domotica). Già oggi è difficile pensare una vita senza Computer, figuriamoci a breve.

Sempre più spesso i telegiornali mostrano comunicati stampi prelevati dal Web. Addirittura video presenti solo sul Web (come oggi, 8 gennaio 2007, un incdente nella metropolitana di WASHINGTON trasmesso su CNN live Web e ripreso da Canale 5 – paro paro, con tanto di player…).

Insomma, cos’è la NET TV? È il futuro! È il nuovo modo di fruire un mezzo – la televisione – che ci ha accompagnato negli ultimi 50 anni. Le premesse sono ottime, grazie anche al sub-strato Internet che ha dimostrato di essere già di per sè una grande rivoluzione. La NET TV è quindi figlia di questa grande innovazione del nostro secolo e rappresenta un’ottima alternativa alla televisione corrente.

Considerando anche il cross-platform che si preannuncia all’orizzonte, dove cellulari, palmari, notebook, mini-console, PSP, iPod, ecc… sono tutte perferiche – già – pronte ad ospitare la NET TV?!
Visto quello che è accaduto con la musica, la rivoluzione di iTunes e il formato MP3, ecco scorgere all’orizzonte il nuovo evento, qualcosa che sarà ricordato nella storia della comunicazione come un grande passo in avanti, verso una più ampia e democratica (veramente) pluralità d’informazione.

Lunga vita alla NET TV, quindi, lunga vita ad Internet.

Da visitare:

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Google sotto accusa: le responsabilità della Net TV

Nell’era della diffusione in massa delle informazioni (Video, audio, testuali, ecc…) c’è chi attacca senza pensare, senza rendersi conto di quello che sta davvero accadendo. L’associazione italiana Vivi Down, giustamente risentita – come tutte le persone civili – dalla “messa in onda” del filmato girato in una scuola torinese dove alcuni alunni maltrattano e umiliano un loro compagno down, denuncia Google Video per aver omesso una necessaria e dovuta funzione di controllo.

Ad oggi è impensabile verificare tutti i contenuti video inoltrati liberamente nella rete, proprio per le sue caratteristiche di “tempo reale” e “globalità”. Risulta invece strano l’attacco dell’associazione e dei PM italiani nei confronti Goggle, ultimo tassello di un degrado che con la rete Internet non ha nulla a che fare.
I ragazzi della scuola torinese hanno fatto quello che hanno fatto non certo per colpa di Google. Anzi! Grazie a Google, almeno, sappiamo chi sono, come hanno operato e abbiamo potuto riconoscerli e punirli. I ragazzi, la professoressa assente e gli altri alunni, devono solo vergongnarsi e essere perseguiti con tutti i mezzi messi a disposizione dalla società, dall’istituzione scolastica e dalla giustizia. In tutta questa faccenda Google non c’entra davvero nulla. Il video, girato con un telefonico (denuciamio quindi anche il gestore telefonico?!…) sarebbe potuto essere diffuso in tanti altri modi.

Non dobbiamo spendere tempo ed energie verso un colpevole “inventato”. La verità è che la vera colpa è nell’educazione che la società, tramite la scuola e la famiglia, non riesce più a dare ai nostri figli. La vera oscenità del video torinese è la professoressa che gira lo sguardo e esce, quello è il nocciolo del problema! Se il “controllore” evade i suoi doveri è ovvio che a cascata ci rimettiamo tutti. Se la professoressa avesse fatto il suo dovere, non avremmo saputo nulla.

Quanti atti di prepotenza vengono perpetuati ai danni dei più deboli continuamente?

Non è certo una novità! Sono gli organi di controllo locale a svolgere il lavoro più importante e fondamentale. Questo è valido in generale dove gli organi di controllo sono i professori e i presidi nella scuola, i genitori all’interno della famiglia, le forze dell’ordine nelle città! E via discorrendo…

Sono loro che devono avere la nostra attenzione e il nostro ascolto quando le cose non procedono nel modo giusto. Dovremmo, quindi, cercare di capire cos’è che non ha funzionato nel meccanismo di controllo della scuola torinese invece di attaccare Google Video.

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