Articoli con Tag ‘Net TV’


Dark Resurrection streaming online

Finalmente online lo streaming di Dark Resurrection! Dopo alcuni problemi di server e banda è stata rilasciata la visione di questo capolavoro! Buona visione!

NOTA: il server potrebbe “cadere” di nuovo… la versione ad alta qualità è ancora bloccata!

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WPF/Silverlight e Flash: concorrenza positiva

Microsoft sarebbe in procinto di creare un competitor di YouTube! Tim Sneath, group manager del team di sviluppo Silverlight, punta a realizzare una nuova esperienza per gli utenti, dando la possibilità di gestire video a 720p: “broadcast-quality clips online”!

Adobe, dal canto suo, non sta certo a guardare e rilancia con un nuovo e spettacolare aggiornamento di Flash Player (build 9.0.60.120), superando Microsoft e puntando direttamente al 1080p!

Multi-threaded video decoding. The VP6 video codec will now run in a separate thread if a multi-core system is detected which leaves the main thread to do rendering and post processing of the video. With this true 1080p video is now possible on most modern dual core machines. Also, the responsiveness is improved with this change. The Sorenson codec on the other hand did not get this change for technical reasons.

L’ultimo aggiornamento di Flash Player contiene numerosi miglioramenti: potenziamento del rendering durante l’operazione di scaling, supporto per il Multi-threaded vector renderer (4 Cores/CPUs), Full-Screen mode via hardware e supporto per DirectX su Windows e OpenGL su OSX, e molto altro!

Una competizione, quella tra Silverlight e Flash, che sta sicuramente giovando sia agli sviluppatori che agli utenti finali. Il progressivo avvicinamento all’alta definizione riapre, tuttavia, le questioni legate ai DRM (già affrontati prazialmente in altri Post). L’alta qualità dei video, infatti, preoccupa i grandi produttori e le case cinematografiche che temono di perdere da un lato un’occasione importate per entrare nell’era del video su Internet e della Net TV, e dall’altra sono terrorizzati da un’assenza preoccupante dei DRM, “unico strumento” in grado di garantire la loro sopravvivenza!

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2. Advertising e DRM nella Net TV: cos’hanno in comune?

Audio

Continuando il discorso sui sistemi DRM vorrei fare ora alcune considerazioni sui formati dei file e su cosa può essere “effettivamente acquistato” e come tramite Internet e un PC.

Prima di tutto bisogna tenere a mente che non tutto può essere “davvero” acquistato con Internet, almeno non con la rapida ed efficiente formula del download. Quando il formato MP3 cominciò a diventare popolare, si passò dai 20Mbyte di un brano musicale, estratto da un CD audio, a 2Mbyte di file compresso; un risparmio in termini di tempo-download 10 volte inferiore (con varianti a seconda della lunghezza del brano originale e dal tipo di compressione MP3 utilizzata). All’epoca, poi, lo standard era il dial-up, ovvero il modem a 56K, quindi il formato MP3 è stata una vera e propria rivoluzione che ha prodotto tutto quello che ancora oggi vediamo in campo musicale su Internet: radio streaming, iTunes, P2P Applications, possibilità di ascoltare centinaia di brani nella nostra auto e sul cellulare, etc…

Scaricati gli MP3 su un PC, questi possono nuovamente essere convertiti in formato audio CD e masterizzati, così da essere riprodotti proprio come un CD audio originale e senza l’obbligo di dispositivi che sappiano leggere il particolare formato compresso MP3 (anche se oggi tutti i dispositivi di ultima generazione riconoscono l’MP3 e non solo, come DivX, AVI, JPG, etc…). Contemporaneamente nella rete si è potuto addirittura trovare tutto il corredo per riprodurre le coopertine di un disco originale così, chi aveva tempo e capacità, poteva “ricostruirsi” a casa un notevole facsimile di un CD audio, del tutto simile a quello presente in un qualsiasi negozio. L’evoluzione e il basso costo delle stampanti a getto d’inchiostro (come sta accadendo con la fotografia-digitale), dei CD vergini e delle custodie, hanno prodotto un aumento esponensiale sia della Pirateria Audio che della “produzione fai da te” di CD! È possibile, addirittura, ricreare la stampa sulla superfiecie del CD vergine, rendendo il prodotto finale sostanzialemente identico a quello acquistato in negozio (o acquistato tramite posta ordinaria)!
In pratica, insomma, con una minima spesa è possibile ricreare il completo pacchetto di un CD audio in casa, senza discotarsi troppo dall’originale. Si capisce come tutto questo abbia avuto, e ha tutt’ora, un notevole impatto su tutta l’industria discografica mondiale. Ecco quindi che i sistemi di protezione diventano un elemento centrale, probabilmente in netto ritardo rispetto al fenomeno stesso.

Applicativi Software

La procedura dell’acquista e scarica ha la sua massima espressione con gli applicativi software. Quando si acquista un software, sicuramente, quello che più interessa è proprio il “file”, scatola e corredo, in questo caso, sono del tutto irrilevanti. Negli applicativi software i DRM trovano un’ambiente favorevole in quanto l’unico dispositivo su cui possono funzionare è il Personal Computer. Al momento dell’acquisto, inoltre, l’utente finale indica il tipo di Personal Computer e il sistema operativo che possiede, così da “verticalizzare” tutte le procedure di protezione: come le chiavi di attivazione, spesso funzionanti solo per quella particolare “edizione” dell’applicativo.
Nel prossimo futuro, tuttavia, l’inserimento dei sistemi operativi nei dispositivi mobili (vedi Apple iPhone) potrebbe ripercuotersi sulle procedure di protezione software. Risulta infatti evidente che, a breve, sarà possibile usare, ad esempio, Adobe Photoshop sul nostro cellulare (o sul qualcosa di simile, vista l’evoluzione dei cellulare di ultima generazione)! In questo coso saremo costretti ad acquistare licenze separate per l’uso sul Personal Computer e sui vari dispositivi mobili (e non) in nostro possesso?
La ventata di aria fresca portata dal Web2.0 ha dato il via ad una serie di iniziative “beta” tese a “spostare” il software, come oggi lo conosciamo, direttamente sulla rete. Adobe, ad esempio, ha annunciato una versione di Photoshop utilizzabile tramite il browser Internet. Differenti dispositivi che accedono alla rete avranno quindi la possibilità di utilizzare il medesimo software. E le licenze? Come verrà gestito tutto questo?

Film video

Per i video, o per un film in praticolare, il discorso è ben diverso! Prima di tutto non si è trovato un formato di compressione tale da poterlo paragonare davvero all’MP3. Nonostante si siano fatti notevoli passi avanti, il video, almeno quello di una certa qualità (paragonabile al noto formato VHS), rimane “pesante” e difficile da trattare, sia in termini di occupazione di memoria sia in termini di tempo di calcolo. Un brano musicale dura in media un paio di minuti, secondo più secondo meno, un film, al contrario, arriva mediamente a 90 minuti! In fin dei conti fu proprio questa la ragione dello sviluppo e della diffusione del fratello maggiore del CD: il DVD. Il CD era stato pensato per la musica, quindi 700Mb erano sostanzialmente sufficienti, ma con il video ci voleva qualcosa di più capiente e il DVD è stata la risposta!
Quando abbiamo a che fare con il video la sola operazione di digitalizzazione (conversione dal formato Raw ad un formato video compresso, come l’AVI o l’MP4) richiede macchine e tempi di calcolo fuori dalla portata della gran parte delle persone. Scaricare un film da Internet per poterlo masterizzare richiede ancora tempi discreti, che spesso scoraggiano i più anche dal solo tentativo.
Nei film in formato DVD, poi, il digitale ha aperto nuove forme di presentazione e contenuti. In un DVD, infatti, normalmente non è presente solo il film ma sono inseriti a corredo i sottotitoli in varie lingue (che occupano spazio), traccie audio in diverse lingue (che occupano spazio..), inserti speciali, contenuti aggiuntivi, finali altertnativi, inquadrature personalizzabili , schede dei protagonisti, sezioni utilizzabili su un normale PC! Insomma una bella quantità di dati che, se dovessero essere scaricati da Internet in tempi brevi, richiederebbero una banda “da sogno”! Tuttavia con il tempo, quando le velocità di connessione aumenteranno e i computer saranno sempre più veloci, anche questi ostacoli verranno superati e la possibilità di “acquistare” un film dalla rete potrà diventare fattibile. Non dimentichiamoci, però, che l’era dell’alta definizione è praticamente iniziata. Un film in alta definizione contiene evidentemente molte più informazioni rispetto a quelli oggi in commercio. Assistiamo, quindi, ad una rincorsa tra l’aumento delle dimensioni del video e la banda Internet disponibile.

La metamorfosi del CD in DVD, che ha dato inizio all’era del video digitale, la si ritrova oggi nel passaggio dal DVD al formato Blu-Ray (Sony) o HD-DVD (Toshiba), avanzamento tecnologico richiesto dalla mole di dati che l’alta definizione porta con se!

Molto probabilmente, dunque, in tempi brevi, la convergenza Internet/DVD sarà ardua, al meglio ristretta ad alcune utenze privilegiate, come già accade con SKY (che propone la sua alta definizione) nei confronti del DTT, fermo alle risoluzioni tradizionali.

I primi passi, poi, mossi dalle ultime console Microsoft XBOX 360 e Sony Playstation 3, indicano che l’alta definizione è pronta a diffondersi a macchia d’olio, aiutata anche dall’informatica che già a disseminato monitor per PC da 19 pollici con risoluzione 1280×1024 un po’ dappertutto!

Editoria

L’editoria, in compenso, ha sicuramente subito meno danni di tutti. Replicare un libro, infatti, non è conveniente. Un libro vive per la sua forma, per la qualità della sua carta, per le dimensioni dell’impaginazione, per la particolarità della stampa, tutte caratteristiche difficili da replicare nell’odierno ambiente domestico. Ricreare un libro, dopo averlo scaricato da Internet, è tutt’altro che semplice. Inoltre “digitalizzare” un libro non è così facile, a meno che qualcuno non inventi uno “scanner 3D” in grado di “fotocopiare” un testo senza aprirlo! Nonostante queste sue caratteristiche peculiari, capita di trovare qualche “pezzo” di testo in rete! Ma il danno è minimo, anche perchè leggere su Internet è a tutt’oggi assai scomodo, almeno per determinati contenuti: saggi, romanzi, fumetti ed altro.

Dall’esperienza dell’editoria, alla fine, potremmo scorgere qualche indicazione sulla possibile soluzione del problema dei DRM nei settori audio, video e software in generale. Proteggere un file è da tempo risultato vano. C’è sempre qualcuno pronto a minare le sofisticate protezioni adottate. È evidente che se non è possibile proteggere una file dalla copia, pena impedirne poi l’uso, è meglio lasciar perdere e concentrarsi invece sul “perchè” si acquista prodotto un’originale. Invogliare l’utente finale ad acquistare una copia legale, di un CD, di un DVD o di un software, può essere fatto offrendo quelle caratteristiche che non possono essere replicate da “una copia pirata”!
Per il software, ad esempio, l’assistenza, l’accesso a sezioni riservate in rete, gadgets, promozioni speciali su altri prodotti, inviti gratuiti ad eventi, manifestazioni e presentazioni, sono alcune delle “tecniche” o attività che possono condurre all’acquisto di un “originale” un end-user.

Penso, quindi, che la soluzione del problema potrebbe risiedere nello stesso utente finale. Questo deve desiderare di acquistare un prodotto, sicuro di ricevere quel “servizio” che, alla fine, non potrebbe comunque ottenere in quanto non “replicabile”.

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1. Advertising e DRM nella Net TV: cos’hanno in comune?

Premessa

Essendo l’argomento abbastanza lungo, ho deciso di dividerlo in vari Post che pubblicherò man mano.

Introduzione

Dal punto di vista informatico, e in relazione alle nuove tecnologie, l’advertising e i DRM (Digital Right Management) hanno molto in comune, soprattutto oggi dove entrambi svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione della piattaforma Net TV. In particolare hanno la necessità di esistere, di svolgere un ruolo attivo ma al contempo non invasivo.

Entrambi cercano di non essere “bypassati”!
Entrambi proteggono gli investimenti!

Questi problemi, in fin dei conti, ci sono sempre stati, ma cosa è cambiato oggi?
Perchè è così complicato proteggere una risorsa o posizionare un adv di un brand?

La caratteristica principale della Net TV è quella di essere una tecnologia basata su Internet, estremamente accessibile sia per chi la fa, sia per chi ne fruisce. L’assenza, quindi, di dispositivi particolari per la sua esistenza la rendono un sistema estremamente aperto, soggetto alle note regole della Rete.
Gli strumenti per realizzare Net TV sono disponibili tutti direttamente su Internet: Player Video, sistemi di streaming, sale di regia, ecc… Acquisire un video, poi, con una WebCam o un cellulare, è un’attività ormai alla portata di tutti. In questa fase beta, quindi, tutti possono contribuire all’evoluzione della Net TV, sviluppando componenti o semplicemente dando la loro opinione sull’efficacia o meno di un determinato sistema.

DRM

Proteggere un contenuto digitale da copie indiscrimanate è un problema antico, che risale agli albori dell’era informatica. Se all’inizio la questione riguardava essenzialmente le cosiddette applicazioni, i programmi per computer per intenderci, oggi – in un’era di digitalizzazione di massa – dove tutto viene per l’appunto Digitalizzato (fotografie, film, musica, libri, … ), il problema sta assumendo le sembianze di un vero e proprio incubo, sia per gli Autori dell’Opera che per gli utenti finali!
Anche se è possibile proteggere un contenuto digitale, le nuove forme di fruizione di questi contenuti hanno completamente disarticolato un sistema che, nonostante alcuni suoi limiti, ha permesso sino ad ora di limitare copie illegali di Film in DVD o giochi per Playstation, e ha garantito le transizioni economiche su Internet o nei Bancomat cittadini. La questione, quindi, non è tanto nel sistema di protezione, inteso come algoritmo di cifratura, ma nella sua ubicazione.

Il software (inteso come applicativo), inserito in un ambiente come Internet, ha stravolto il sistema degli standard adottato sino ad oggi. Gli standard, infatti, hanno garantito una reale possibilità di commercio di un prodotto aiutando contemporaneamente i sistemi di protezione.

Quando la Philips inventò il Compact Disk (CD), per capirci, questo fu adottato come nuovo standard per il supporto – e l’ascolto – musicale. Qualsiasi azienda elettronica poteva creare i propri lettori CD (pagando il brevetto alla Philips), ma si dovevano rispettare determinati formati: gli standard appunto! Se le aziende elettroniche adottassero ognuna dei propri standard, cioè delle proprie e uniche caratteristiche tecniche, nella realizzazione di un lettore CD – e quindi anche per i dischi stessi – nessuno ascolterebbe più musica! A seconda del tipo di lettore CD acquistato, si dovrebbe reperire il corrispettivo disco… l’inferno e la fine!
Gli standard, quindi, sono indispensabili per il mercato e la diffusione di un prodotto, in quanto garantiscono l’utente finale. Qualsiasi lettore CD sarà in grado di leggere il nostro disco preferito senza costringerci a cambiare l’intero – o quasi – impianto stereo!
Di recente, ad esempio, la diatriba Blu-Ray (Sony) e HD-DVD (Toshiba), verteva proprio nella direzione di realizzare sistemi che, per quanto diversi, permettessero di non obbligare ad una scelta drastica gli utenti finali. Inoltre, non sempre la tecnologia migliore è quella che poi si affermerà nel mercato. Sono tante, infatti, le variabili che entrano in gioco nell’affermazione di uno standard rispetto ad un altro; come accadde, ad esempio, con il sistema VHS nei videoregistratori!

Sino ad oggi, tuttavia, nonostante le aziende di elettronica non siano certo poche, le proposte di nuove tecnologie e standard vengono mantenute abbastanza sotto controllo. Non tutte le aziende, infatti, investono in “ricerca spinta” e “ricerca pura”. Quindi, alla fine, sono un po’ sempre le stesse aziende ad innovare, in un’altalena che dà il tempo al mercato di consumare le vecchie tecnologie e aprire le porte a quelle nuove.

Così facendo, si ha l’importante possibilità di mettersi d’accordo su dove inserire i sistemi di protezione e scegliere quale tipo di protezione adottare. Tutti i dischi CD, ad esempio, sono uguali, come lo sono di fatto i lettori. Diventa, quindi, abbastanza naturale trovare un accordo per inserire codice e controlli in questi dispositivi.

Cosa accadrebbe se ognuno di noi potesse realizzare un nuovo standard?

In effetti è proprio quello che sta succedendo oggi nell’era di Internet. La tecnologia si è semplificata, sia dal punto di vista Hardware che dal punto di vista Software. I formati audio oggi disponibili (come quelli video) sono numerosi, nonstante – poi – solo alcuni possono definirsi davvero standard.

Se a tutto questo aggiungiamo che, dal “mondo reale” si è passati a quello “virtuale” – o digitale – di Internet, si comprende come sia facile per chiunque accedere, in modo veloce e globale, a tecnologie prima impensabili. Oggi tutti, con un minimo sforzo, possono realizzare il proprio Player Video su Internet. Un tempo, al contrario, realizzare un proprio lettore a laser in garage era un’investimento a dir poco azzardato, sia in termini economici che di tempo!

Non ultimo, poi, a tutto questo, si aggiunge il problema del cross-media, ovvero della possibilità di fruire un medesimo contenuto digitale su più e diversi dispositivi fisici, anche contemporaneamente! L’esplosione di questa eccezionale capacità si è avuta con la diffusione del formato musicale MP3 (e derivati) e il contemporaneo aumento dei dispositivi in grado di leggerlo. Un file MP3, infatti, può essere ascoltato su un Personal Computer, una console per VideoGame, un lettore DVD Video, un impianto stereo con lettore CD, un lettore CD portatile, un iPod Apple, un cellulare e su tutti gli altri dispositivi – mobili – in continua produzione (pennine USB con cuffie incorporate, simil iPod, …). Insomma, una vera manna per l’utente finale, un incubo per gli Autori!

I tentativi di inserire i DRM nel neo-universo musicale ha dato risultati alquanto disastrosi. L’uso dei sistemi di protezione, come quello proposto da iTunes di Apple, limitano di fatto la libertà dell’utente finale di poter utilizzare il “prodotto acquistato” come meglio crede: se acquisto un brano musicale su un determinato store, non posso essere costretto ad ascoltarlo solo con particolari strumenti (hardware o software), i soli a determinarne l’autenticità. In questo modo viene meno il concetto di “acquisto dei diritti d’uso” del brano stesso; in questo caso, infatti, sarebbe più corretto dire che si acquista un servizio (limitato) di ascolto di un brano musicale con particolari dispositivi hardware e software. Tutto ciò porta con sè l’ulteriore problema: la garanzia – minima – della continuità temporale di ciò che si è acquistato! C’è chi, ad esempio, riesce ancora ad ascoltare i “vecchi vinile” a 33 giri che, paradossalmente, si stanno rivelando più longevi di quello che si potrebbe pensare. Se lo store mi deve fornire il Player (cioè mi vincola a determinate modalità di ascolto per validare i DRM), quando il Player non sarà più disponibile cosa accadrà al brano che ho acquistato? Se mi trovo in circonstanze, tali da non poter rispettare le modalità di ascolto imposto, come faccio ad ascoltare il mio brano musicale? In quest’ottica sarebbe più corretto parlare di “brani usa e getta”, con un costo massimo di 5 centesimi e non l’euro – e più – di oggi!
Questo scenario risulta devastante in un’ottica cross-media: se acquisto un brano musicale voglio e pretendo di poterlo ascoltare sul cellulare invece che sullo stereo di casa, o in qualsiasi altro dispositivo disponibile. Altrimenti “uccidiamo” questa fantastica opportunità figlia dell’era del mobile! Mobile, quindi, non significa “cellulare” o “telefonino”. Sono sempre di più i dispositivi “mobili”: computer portatili, iPod, notebook, Pen-Drive, ecc… Non è quindi possibile, in questo scenario, acquistare lo stesso brano musicale per i diversi dispositivi, solo per dar “credito” ai DRM. Nessuno lo farebbe e nessuno, infatti, lo farà.

Oggi non è più possibile sapere con certezza dove e con cosa un contenuto verrà fruito! (Questione di estrema importanza che investe, come vedremo più avanti, sia la tipologia di contenuti che l’advertising)

Inoltre, tutti questi dispositivi mobili, insieme a quelli fissi (come Personal Computer, Televisori di nuova generazione, DVD/CD/DivX/xxx-Player), sono interconnessi tra loro in svariati modi: tramite Internet, Wi-Fi, Bluetooth, P2P, con un cavetto in peer-to-peer!!

La mobilità diventa anche cooperazione tra dispositivi o aggregazione di dispositivi diversi, così è possibile usare l’iPod come Player ed inviare l’audio del brano musicale ad un NoteBook o ad un’impianto stereo!

Risulta quindi improbabile trovare l’univocità del dispositivo in questa era!

Già questo sarebbe sufficiente a demolire i DRM per sempre, in quanto il sistema dei diritti per funzionare dev’essere presente sia sul dispositivo che sul contenuto digitale. Su quest’ultimo elemento, poi, la questione diventa ancora più complessa. Prima di tutto, parliamo sostanzialmente di file, sia essi audio, video, applicativi, documenti PDF o chissà cos’altro. Secondo, per definizione, un file è estremamente facile da copiare e trasportare ovunque, come abbiamo già accennato. Terzo, l’attacco di un Hacker, quindi l’alterazione del file stesso, è più che mai alla portata di tutti!

Alla fine lo scenario che si dipinge agli occhi degli Autori è il seguente:

  • Impossibilità di agire sul dispositivo, essendo questo troppo vario e mutevole: bloccarlo sarebbe l’anticamera della fine della portabilità intesa come mobilità
  • Impossibilità di agire sul file, essendo questo troppo manipolabile e accessibile

Insomma, essendo l’essere umano, alla fine, colui che acquista (è la persona, l’utente finale, che acquista i diritti d’uso), fineremo per doverci innestare sotto pelle (o portare sempre con noi) un RFID per validare i nostri contenuti digitali! In questo modo solo chi possiede questa “firma-digitale” potrà fruire di quel contenuto con qualsiasi dispositivo. Tuttavia, anche questa soluzione, che apparentemente semplifica le questioni legate al dispositivo e al file-contenuto, può avere delle controindicazioni importanti, come quella di impedire la fruizione del contenuto in nostra assenza – cioè in assensa del diritto e quindi del DRM. In pratica, se qualcuno vuole fruire dei contenuti da noi acquistati, siamo costretti a prestargli il nostro RFID-DRM, collega, amico o parente che sia! Privandocene però noi stessi!

Tutti i dispositivi, quindi, dovrebbero supportare l’RFID, eseguendo un controllo incrociato tra contenuto digitale e le informazioni presenti nell’RFID stesso. Un terzo incomodo, comunque, che non risolve affatto il problema! Non ci vorrebbe molto per hackerare il sistema, agendo o sul file-contenuto o sull’RFID.

Inoltre, in caso di dispositivi software, come Player sul browser Internet ad esempio, l’hackeraggio sarebbe immediato!

L’esperienza acquisita con anni di Pirateria Software (o comunque di Pirateria in generale, quella su DVD e altri formati) permette oggi di sapere, quantomeno in anticipo, cosa potrà essere bypassato o no. Esclusi, quindi, i sistemi proprietari o di modesta diffusione (come ad esempio i Decoder Digitale Terrestre con carta prepagata o Sky), che sono per ora un mondo a parte, proteggere i contenuti digitali provenienti dalla Rete, sia essi audio o video, è quantomai arduo, se non impossibile.

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Net TV: come Internet cambierà la televisione per sempre

Seguire la presentazione del libro di Tommaso Tessarolo, ”NET TV: come Internet cambierà la televisione per sempre“,  è stato particolarmente interessante, per chi ha avuto la fortuna, come il sottoscritto, di essere presente . Tutto estremamente curato: rinfresco (bravi quelli di Fattoria Italiana – iniziativa audace da vedere assolutamente), video al plasma, ospiti e protagonisti!
Questo evento ha offerto un’occasione rara, se non unica, di confrontarsi su un tema più che mai attuale, la neo Net TV per l’appunto!

Gli interventi a commento del libro e delle dinamiche ad esso collegate sono stati tutti, e indistintamente, davvero molto interessanti ed illuminanti: dallo stesso Tessarolo, che ha commentato i capitoli del libro, agli ospiti che hanno detto la loro secondo i rispettivi punti di vista.

Particolarmente significativo, a mio parere, è stato l’intervento di Roberta Enni di RAI (vedi intervista all’evento a cura di Antonio Pavolini di RadioImago), che è riuscita a spostare l’attenzione ad un livello più alto, forte della sua esperienza in RAI, broadcaster – pubblico e di massa – per eccellenza.

Le prospettive e le problematiche sollevate nel libro di Tessarolo, dalle potenzialità di una TV non lineare (on-demand) alle questioni legate all’advertising e al DRM (Digital Right Management), hanno coinvolto tutti i partecipanti, anche quelli più scettici, su un’imminente stravolgimento della televisione come noi tutti la conosciamo – o siamo abituati a conoscerla. Questo fenomeno, dunque, interessa, viene osservato e seguito con attenzione, senza tuttavia gridare necessariamente alla rivoluzione, come sottolineato – giustamente – da David Bogi, Responsabile Nuovi Progetti Digitale Terrestre di Mediaset

Roberta Enni, nel suo intervento, ha evidenziato alcuni aspetti importanti, sia riguardo all’attuale situazione televisiva (DTT, SKY, broadcast pubblico) sia ad un possibile scenario legato – anche – alla Net TV. Questa, evidentemente, soffre ancora di alcune importanti mancanze:

  • È una tecnologia “abbastanza” evoluta, almeno per la media cultural-informatica del nostro Paese, che la rende articolata, non tanto nella realizzazione (in fin dei conti è più semplice fare Net TV che televisione tradizionale), quanto nella fruizione. Siamo, dunque, un paese con una bassa cultura tecnologica (ringrazio la Enni per il complimento fatto a tutti noi partecipanti, sottolineando che “se una bomba esplodesse alla presentazione del libro di Tessarolo, il livello culturale-tecnologico italiano si abbasserebbe di molto”) non sempre, tuttavia, per colpa di noi utenti finali.
  • Il Digital Divide, che scaturisce dal punto precedente, rende la questione ancor più delicata. Risulta quindi imbarazzante – di punto in bianco – investire ingenti somme di denaro e tempo su una tecnologia che ha, alla base del suo funzionamento e della sua diffusione, necessità di connessioni broadband. Nonostante l’aumento (fortunatamente) delle connessioni a banda larga, siamo ancora un Paese a 56 Kbps e, in alcune zone, nemmeno a quello!
  • Non è del tutto chiaro, e forse addirittura sbagliato, come intraprendere una migrazione dal PC – sulla scrivania – ad un televisore (o monitor) da salotto. La Net TV deve sostituire la televisione tradizionale?
  • Non sono chiare le regole di mercato riguardo all’advertising, pubblicità e sponsor! Tutte le dinamiche applicate alla televisione tradizionale (e non solo) non possono -  e molto probabilmente non devono – essere applicate in questo contesto, pena naufragare, come già è accaduto in passato.
  • I DRM, come è accaduto con la musica, minano i contenuti che, a parte l’esperienza UGC (User Generated Content - vera rivoluzione del Web2.0) rimangono tutt’oggi di scarsa qualità, salvo rare eccezioni.

Giudicare, a breve o a lungo termine, una tecnologia come la Net TV, cercando di sovrapporla, evidenziandone pregi o difetti, alla televisione tradizionale, è forse quello che non andrebbe assolutamente fatto. Tuttavia, sia per chi lavora già nel settore televisivo, sia per chi ne entra a far parte provenendo da altre esperienze, è indubbio che da qualche parte bisognerà pur inziare…

Come è già accaduto con la musica e l’editoria, il video su Internet può evolversi e maturare parallelamente alla televisione tradizionale. Le differenze, positive e negative, insieme alle difficoltà di incastrare a tutti i costi dinamiche collaudate in altri contesti, come DRM e advertising, non fanno altro che dimostrare che la Net TV è qualcosa di assai nuovo e diverso, che ha davvero poco a che fare con la televisione tradizionale.

Potremmo cadere in inganno, a causa del video così simile all’amata TV, ma questa tecnologia, ovvero la possibilità di esprimersi attraverso suoni ed immagini in movimento sulla Rete, ha ben altro da offrire che un semplice (e poco redditizio) scontro con la televisione (generalista) tradizionale.

David Boggi (vedi intervista all’evento a cura di Antonio Pavolini di RadioImago), ad esempio, sottolinea attentamente come uno stesso format possiede livelli diversi di penetrabilità e audience in relazione alla user experience, ovvero al dispositivo e al contesto utilizzato per fruirne. Questo, quindi, significa che alcuni content per la Net TV potranno essere totalmente diversi dai content che conosciamo adesso, quantomeno lo stesso contenuto potrà avere sulla Net TV un risultato diverso ed inatteso.

Ciò non significa, comunque, che la televisione da salotto non cambierà, tutt’altro! Quello che è certo, è che dovrà evolvere, sia in tecnologia che in offerta di contenuti.
Dal punto di vista tecnologico, la televisione come elettrodomestico, deve migliorarsi incorporando strumenti e periferiche digitali (come il DTT embedded e periferiche digitali  standard di ingresso: vedi USB). Deve permettere una fruizione dei contenuti cross-media, come accade oggi con la musica e gli mp3.
Dal punto di vista dei contenuti, l’avvento della Net TV non potrà che far bene, visto il crollo degli ascolti della TV generalista negli ultimi anni.

 

Nota sull’on demand
La possibilità di poter scegliere un contenuto, decidere quando e dove vederlo (PSP, TV, Monitor PC, iPod, …), sono caratteristiche note ai navigatori Internet, i quali hanno già sperimentato questa libertà.  Ad esempio,  con la musica: scaricando un mp3, masterizzandolo su un CD da ascoltare nello stereo o copiandolo sul proprio iPod, per ascoltarlo all’aria aperta; nell’editoria elettronica: andando sul sito di Repubblica.it per stampare un articolo in PDF o leggerlo online.
Tuttavia, scegliere, decidere cosa guardare e dove guardarlo, è un’azione che richiede energia, una volontà che la televisione tradizionale non ha mai richiesto. La TV – al massimo – propone degli appuntamenti (palinsesto), un “incontro di massa.
A chi non è capitato, accendendo la TV, di  imbattersi in un Film posseduto nella propria videoteca?! Eppure, proprio perchè trasmesso su quel canale, a quell’orario, si viene alla fine catturati, coinvolti nella tradizionale rete televisiva.
Può darsi che le nuove generazioni siano portate (o dotate) più a scegliere e meno a fruire in modo passivo.
Credo, tuttavia, che a volte non si ha voglia di scegliere! Si ha la necessità, invece, che sia qualcun’altro a scegliere per noi, che decida cosa, quando e dove essere presenti.
Perchè? Per non finire come l’asino di Buridano. Per capirci, è lo stesso meccanismo che anima le radio – anche quelle tematiche su Internet – ovvero il piacere di “adesso cosa fanno”? L’inaspettato, quindi, è anch’esso – a mio giudizio – un elemento essenziale che non si dovrebbe perdere. Ne deriva che la possibilità, e ribadisco possibilità, di scegliere è un passo avanti che tuttavia non può e non deve cancellare le dinamiche odierne. Lo stesso Tessarolo, infatti, sottolinea «[...] che la Net TV sarà prevalentemente non lineare, quindi di fatto che prevarrà la modalità a richiesta. Cosa significa questo? Che finirà la pratica dello zapping o che non ameremo più avere degli appuntamenti con la TV? Assolutamente no, anzi. Entrambe le abitudini, anche nell’era della Net TV, rimarranno profondamente radicate. Solo, in alcuni casi, tenderanno a essere “esercitate” in modo doverso.» 

Per concludere, l’argomento Net TV si dimostra vasto, ricco ed estremamente interessante, principalmente perchè spinge sia chi se ne occupa a livello tecnico/informatico, sia chi fa televisione da anni e chi ne usufruisce, a cambiare il modo di pensare. In particolare l’advertising e i DRM andranno rivisti in un’ottica totalmente nuova e  – ad oggi – quasi imprevedibile.

Dunque, il libro di Tommaso Tessarolo può ben considerarsi un must,  da avere e leggere assolutamente, per chi vuole intraprendere il viaggio verso questa nuova frontiera, apertasi in maniera quasi inaspettata, figlia della Rete, che molto probabilmente rappresenta, senza esagerare, la più grande rivoluzione globale mai avvenuta nella storia dell’umanità.

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ICTv: la WebTv sulla tecnologia tutta italiana

Il gruppo HTML.it propone un’esperienza davvero interessante che si lega, nonostante non sia esplicitamente citata, alla nuova Net TV che oramai invade il Web. Il nuovo sito ictv.it appena rilasciato si propone come “piattaforma video on demand gratuita focalizzata su tecnologia e digital life“.

I contributi video sono davvero interessanti e ben realizzati, ognuno con la trascrizione testuale utile ed accessibile. Sono presenti tutti gli strumenti Web 2.0, come la possibilità di commentare un video, ricerca per TAG e l’elenco dei video correlati. Per concludere segnalo la breve, ma interessante presentazione del nuovo, e straordinario, Adobe Flash CS3:


- Link al Video

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Auto inviti per Joost

Con l’uscita della Friends Edition di Joost i precedenti beta tester avevano ottenuto la possibilità di infiniti inviti (999)… Comunque adesso è possibile autoinvitarsi a Joost, così da evitare richieste e suppliche. Andate su: http://joost.com/presents/gigaom-newteevee/

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Spiderman 3: dal Film al Videogame

Io ho comprato la Playstation 2 solo per due giochi: Final Fantasy e Spiderman! Essendo impegnato nella saga Square aspetto (non vedo l’ora) ad acquistare Spiderman 3, che si preannuncia davvero interessante.

Per quanto riguarda il Film, che ho visto il 5 maggio, continuo a criticare leggermente alcuni effetti visivi! Nonostante oramai siamo arrivati al top degli effetti speciali, la realizzazione del “pupazetto” di Spiderman lascia ancora un po’ a desiderare. L’impressione è quella di movimenti poco naturali, forse troppo rapidi in alcuni momenti, che mi ricordano tanto la vacchia tecnica dello stop-motion usata in King Kong negli anni cinquanta (o addirittura prima?!)! Insomma, con tutta la tecnologia disponibile sarebbe il caso di perfezionare questi piccoli dettagli che, almeno a me, risaltano immediatamente alla vista.

A parte ciò, il terzo episodio è stato davvero bello, sostanzialmente come l’aspettavo, nonostante la critica cinematografica l’abbia leggermente affossato! Bello il finale per chi ha letto Spiderman dal 1970! Ora non resta che attendere l’uscita del Film in DVD (con qualche director’s cut e/o edizione speciale) così da riassaporarlo meglio e distrarsi con il gioco in attesa del quarto episodio: sempre che qualcuno non realizzi uno Spiderman amatoriale solo per la Net TV!! ;)

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Dark Resurrection: passione italiana

Cosè:

DR è un cortometraggio senza scopo di lucro, ispirato all’universo creato da George Lucas.
Il corto sarà diviso in due capitoli della durata di circa 40 minuti l’uno. Cronologicamente collocato alcuni secoli dopo epVI, DR narra le vicende di una giovane apprendista e del suo mentore in un periodo di mutamenti negli equilibri della galassia. Il resto della trama è al momento segreta, sveleremo altri dettagli prima dell’uscita del trailer, prevista per settembre.
DR è scritto e diretto da Angelo (Atilak) Licata e prodotto da Davide Bigazzi e Angelo Licata

Chissà cosa ne penserà il grande George Lucas quando vedrà questa meraviglia. L’uscita è prevista a breve, maggiori dettagli sul sito: http://www.darkresurrection.com/

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OnAir: la diretta su Internet

Apro una nuova sezione chiamata OnAir, sfruttando – per ora – un fantastico servizio di streaming video (UStream.tv), con il quale è possibile , tra l’altro, trasmettere in diretta su Internet (grazie Tommaso per la dritta!). Sulla sidebar qui a destra troverete una nuova scheda (OnAir)  dove indicherò le prossime trasmissioni in diretta (mi sento la RAI ;) ) che pubblicherò a breve.

Per intervenire in diretta si può sfruttare sempre la rete, appoggiandosi allo stesso UStream.tv per creare conferenze o partecipando via e-mail.

L’indirizzo per gli streaming di undolog.com è: http://ustream.tv/channel/undolog

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