Il pericolo digitale

Lunedì 5 Febbraio, 2007

Vorrei riprendere un’interessante Post di Tommaso Tessarolo intitolato “Se YouTube non c’è più“, che tratta un’argomento assai curioso ed inquietante per certi aspetti. Poco tempo fa, durante una puntata di Quark di Piero Angela, si è discusso della consistenza delle informazioni digitali in relazione alla neo-fotografia digitale. Negli ultimi anni la fotografia digitale ha evidentemente eclissato la fotografia tradizionale, grazie all’introduzione delle fotocamere nei cellulari e all’abbassamento dei costi per fotocamere digitali di buona qualità. C’è stato, quindi, un cambiamento radicale nella gestione delle fotografie che trovano in CD, DVD - o il PC stesso - il loro ambiente ideale di conservazione, mantenimento e visualizzazione. La domanda principale che scaturiva dalla trasmissione era: riusciranno i nostri figli o nipoti a visualizzare i “vecchi” CD con le nostre fotografie?

Io conservo ancora Polaroid sbiadite degli anni settanta, come mi è capitato di recuperare fotografie - davvero vecchie - scattate tra il 1940 e il 1960! Se da un lato queste foto hanno perso vigore e il tempo ha lasciato i suoi segni, rimane indubbio che si sono conservate più o meno discretamente nell’arco di oltre mezzo secolo. Inoltre non ho avuto nessun problema per “visualizzarle”, essendo proposte su un supporto analogico! Se consideriamo che non riesco più a leggere dischetti da 3 pollici e un quarto scritti nel 1995, la questione potrebbe cominciare a farsi preoccupante.

ALESSANDRIA DOT NET

Quello che accadde alla biblioteca di Alessandria, un incendio che distrusse un’importante patrimonio che nessuno oramai è in grado di quantificare, è forse un evento ripetibile? Cosa accadrebbe se un’onda elettromagnetica di potenza sufficiente si abbattesse sulla Terra azzerrando tutte le informazioni digitali attualmente memorizzate? Certo, di problemi ce ne sarebbero ben altri, vedi conti bancari, stallo (o tracollo) dell’economia occidentale, ecc… ecc… una vera ecatombe. Tuttavia questa - remota - possibilità è accumonata alla stregua di un disastro ambientale provocato dalla caduta di un asteroide! Sarà vero?

Il cerchio si chiude

Quello che potrebbe accedere è, in certo senso, abbastanza curioso. Tra i vari servizi proposti Online su Internet, i Blog sono quelli più diffusi. Immaginate cosa accadrebbe se il server del nostro Blog chiudesse o subisse un danno - backup compresi! I Blog (i Post) vengono normalmente scritti direttamente Online, non esiste una copia locale, almeno io, ad esempio, non la possiedo (dovrò provvedere…).
Bisognerebbe cominciare a pensare di stampare su carta tutti i Post emessi, così da poter un domani ricostruire il Blog a fronte di una distruzione totale del materiale digitale. Il digitale, quindi, è o non è più sicuro dell’analogico?

Una fotografia stampata è soggetta ad usura del tempo, alla polvere, alla luce, ecc… Tuttavia anche un CD o DVD può rovinarsi, nonostante mantenga il dato in maniera - apparentemente - più stabile (non sicura) di un qualsiasi altro supporto analogico.
Sembra che l’unica soluzione sia quella di utilizzare il digitale, anche a scopo di archivio, ma contemporaneamente continuare a sfruttare le classiche modalità di archiviazione.

Analogico -> Digitale -> Analogico

I libri, ad esempio, hanno una durata abbastanza lunga se consideriamo che ancor oggi è possibile leggere testi datati avanti cristo! Inoltre alcune informazioni non vanno perdute con il tempo. In una fotografia, ad esempio, l’informazione predominante è la luce, la cromia, la foto in se stessa. Questa, su un supporto analogico, è quindi soggetta ad un usura maggiore. In un libro, invece, l’informazione è più stabile e duratura. Un testo con le pagine consumate ai bordi o ingiallite dal tempo continua a mentere completa e intatta la sua informazione principale: il testo.

Tuttavia questa soluzione di un ritorno all’analogico può essere applicata con una certa semplicità in contesti ben precisi, come appunto foto o testi. La musica e altre informazioni prettamente digitali impongono soluzioni alternative di non semplice attuazione. Un brano musicale, ad esempio, può essere conservato sotto forma di partitura, come insieme di fogli di carta, ma non è certo una copia dell’originale. I Video sono anch’essi complessi da memorizzare in altre forme.

A mio avviso questo è un argomento assai importante in un era digitale come la nostra. Il fatto che non esistono precedenti che ci allertino a tal riguardo non è una scusa sufficiente per non rifletterci attentamente. Se mai dovesse verificarsi un disastro digitale di proporzioni importanti, ecco che spunterebbero come funghi società e iniziative atte alla salvaguardia dei dati digitali.
Perchè attendere l’inevitabile e non pensare ad una soluzione fin da ora?

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DVD o RAM?

Mercoledì 17 Gennaio, 2007

L’evoluzione della tecnologia legata all’informatica è in continua evoluzione. Tanto più che oggi tra palmari, notebook, telefonini di ultima generazione, foto-camere digitali, è sempre più difficile identificare una tecnologia duratura. Tutto si è “fuso”, e “informatica” è diventato davvero limitativo.
Oramai i cosiddetti standard hanno vita davvero breve. Se analizziamo ad esempio i tempi che sono intercorsi tra “Vinile”, “CD”, DVD e l’ultima disputa tra Blu-Ray (Sony) e HD-DVD (Toshiba) (dove sembra aver vinto Blu-Ray…?), ci accorgiamo che sono sempre più brevi.
Cosa ci attende quindi per il futuro? Seremo costretti continuamente a rincorrere i vari formati per mantenere la nostra “videoteca” aggiornata allo stato dell’arte?

L’evoluzione delle tecnologie flash, come le note pennine (oggi disponibile da 2Gb e oltre) o le schede di memoria usate nei cellulari e nelle macchine fotografiche digitali (SD Card), potrebbero essere una soluzione per risolvere l’eterna disputa?

Inoltre ci sono da considerare i tempi fisiologici che ogni nuova tecnologia deve rispettare. Come accadde con i CD, all’inizio il costo per il loro acquisto (sia dei dischi che dei lettori/masterizzatori) era riservato ad un ristretto pubblico. Con il tempo (appunto fisiologico) la diffusione al grande pubblico ha portato ad un notevole abbassamento dei costi. Ne deriva che maggiore è la diffusione di una tecnologia minore è il costo, o il contrario se preferite. Tuttavia rimane il fatto che del tempo va investito. Dunque la tecnologia - nella veste delle grandi case di produzione tecnologica - è in grado di controllare questa corsa? O a farne le spese saremo noi consumatori?
Vale la pena, quindi, acquistare una tecnologia Blu-Ray (lettori, masterizzatori, dischi vergine) sapendo che a breve uscirà qualcosa di nuovo e strabigliante; riporto come esempio un articolo del 2004 estratto a PCSELF:

In futuro DVD da 1 Terabyte di dati

I nuovi dischi MODS (Multiplexed Optical Data Storage) potranno contenere fino a 472 ore di video con qualità DVD

Un team di ricercatori inglesi appartenenti al Dipartimento di Fisica dell’Imperial College di Londra, che in stretta collaborazione con dell’Istituto di Microtecnologia dell’Universita di Neuchotel e con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica dell’Aristotle University di Tessalonica, sta lavorando ad un progetto che consentirà la memorizzazione di un Terabyte di dati (1000 GB) su un disco a doppia faccia e doppio layer nello stesso spazio di un comune CD.

I nuovi dischi MODS (Multiplexed Optical Data Storage) potranno contenere fino a 472 ore di video con qualità DVD e dovrebbe essere possibile produrli con costi comparabili a quelli dei DVD. I nuovi player manterranno la compatibilità gli attuali CD e DVD.

La nuova tecnologia MODS, basandosi su una particolare conformazione asimmetrica dei “pit” (microfori) e dei “land” (area piatta) incisi con circa 330 angolazioni differenti, permette di leggere e decodificare i dati riflessi da queste diverse angolazioni assegnando molte più informazioni di quanto sia possibile averne oggi con le attuali tecnologie.

Se il gruppo di ricercatori sarà in grado di acquisire in futuro sufficienti fondi per continuare ed approfondire la ricerca, si stima che i primi dischi MODS saranno disponibili sul mercato tra il 2010 e il 2015.

Tutto ciò è abbastanza sconcertante…
La PS3 - essendo Sony - si è giustamente autoimposta il suo Blu-Ray a differenza di Microsoft che per la sua XBox 360 ha scelto tutt’altra strategia; il lettore DVD è standard e se volete acquistate separatamente un HD-DVD!
La comodità delle “memory-card” (pennine, SD Card, Flash Memory, ecc…) è indubbia, ma ciò non è detto che risolve il problema. Tutto sommato la “guerra” potrebbe spostarsi a breve dai DVD alle “memory-card”, e quindi non cambierebbe sostanzialmente nulla!
Tuttavia l’approccio pennina-USB, dove la porta (USB) che accetta la periferica rimane uguale per un tempo maggiore, potrebbe giocare a nostro vantaggio. Infatti le prime pennine da 64Mega vengono inserite nella stessa identica porta che oggi vede pennine da 2Gb (escluso il passaggio da USB1.0 a USB2.0)! Quantomeno si avrebbe una situazione più accomodante.
Staremo a vedere…

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