Articoli con Tag ‘browser’


Resa nel ridimensionamento delle immagini sui browser

In linea di principio quando si inserisce un’immagine in un documento HTML bisognerebbe utilizzare le sue dimensioni originali. Tuttavia il TAG IMG permette di forzare la larghezza (width) e l’altezza (height) di una qualsiasi immagine, indipendemente dalle dimensioni originali. Questa operazione di ridimensionamento viene svolta – ovviamente – dal browser.
Usare le dimensioni orginali di un’immagine è buona cosa, nonostante in alcuni casi comporta un doppio lavoro per il Web Designer e/o i motori dinamici (CMS ad esempio o librerie di manipolazione grafica) presenti sul Web Server. Un classico slide show, ad esempio, di norma mostra delle anteprime o thumbnail (immagini di dimensione ridotta) che se selezionate mostrano l’immagine originale più grande.

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Editor WYSIWYG per il Web

TynyMCE 2.1.2 (3.01 alpha)

TinyMCE Giunto alla versione 3.01a (l’ultima stabile è la 2.1.2), TinyMCE supporta i seguenti browser: browser supportati: Mozilla, MSIE, FireFox, Opera and Safari (experimental) (Mozilla, MSIE, FireFox, Opera and Safari (experimental)).
Grazie al supporto dei Plugins è completamente configurabile, sia a livello di Skin (vedi immagin in basso per due esempi) sia a livello di caratteristiche supportate (vedi Plugins). Completo di language pack permette di personalizzare l’output XHTML 1.0. Utilizzabile da PHP/.NET/JSP/Coldfusion GZip compressor supporta anche Ajax per le operaqzioni di Load/Save.

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Riflettendo su Joost, Apollo e i Browser

Perchè passare ad Apollo per visualizzare HTML e contenuto dinamico quando un browser già lo permette? Perchè usare Joost per vedere la Net TV quando un browser già lo permette?

Perchè chi produce browser non ha inserito due semplici funzioni al loro interno:

  • Finestre Windowless
  • P2P Object

Finestre Windowless

Questa semplice caratteristica permetterebbe di sfruttare al meglio la connessione HTTP e di rendere davvero utili i browser. Poter aprire finestre (popup nella pratica) con il solo titolo e senza bordi, casomai in trasparenza, aumenterebbe la produzione di Widget da sfruttare con i normali browser, al pari di quello che fa oggi Apollo. Con uno studio attento sulla sicurezza (in quanto penso sia oggi l’unico motivo di questo limite) si aprirebbero scenari davvero interessanti.

P2P Object

Come tutti sappiamo oramai tutti i browser supportono l’oggetto XMLHttpRequest, che ha dato vita ad una quantità sconfinata delle cosiddette applicazioni Ajax. Questo oggetto, utilizzabile tramite Javascript, è in grado di fornire un canale HTTP – parallelo - gestibile tramite script client, sia per l’ìinvio che per la ricezione dati.
Primo o poi, come anticipato in vari altri Blog, Adobe inserirà un P2P all’interno di Flash. Perchè non fare la stessa cosa nei Browser? Un oggetto di questo tipo unito a funzionalità Windowless permetterebbe di creare applicazioni simil-Joost senza installare nulla sulla propria macchina, garantendo una cross-compatibilità degna di Internet, aumentando quindi anche l’efficienza della produzione (ad oggi Joost è sviluppato per ogni singolo sistema operativo, cosa assai gravosa – sia in termini economici che temporali – infatti le beta si susseguono…).

Insomma finestre con RSS FEED testo, audio e video da posizionare dove vogliamo sul nostro desktop, in vero standard W3C. Apertura si canali TCP direttamente da Javascript, con possibilità di scambio dati sconfinate. Evidentemente la volontà è poca e la “criminalità” è alta; hackers, Spam e Phishing sono in agguato e mosse di questo tipo terrorizzano un po’ tutti…

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Accessibilità e Usabilità: unobtrusive Javascript

Permettere agli utenti di interagire con una pagina Web ha prodotto negli ultimi anni un notevole aumento nell’uso di script lato client: codice Javascript in grado di rispondere e manipolare in tempo reale tutta una serie di informazioni. Il Web2.0 è la massima espressione di questa capacità di interazione, dove l’utente finale – il navigatore -partecipa attivamente alla costruzione e all’evoluzione del sito Web, interagendo con esso e contribuendo personalmente. Si parla quindi di User-Generated Content (o UGC – contenuto generato dagli utenti) che vede il “navigatore” sicuramente meno passivo!

Per realizzare questa interazione, per permettere quindi all’utente finale di aggiungere il suo contributo, sono state sviluppate una serie di tecniche che hanno modificato l’aspetto e il comportamento delle pagine Web (statiche sino ad oggi, mentre adesso simili alle tradizionali applicazioni dei Desktop) negli ultimi anni. Modificare il contenuto di una pagina, inviare dei file, dare il proprio voto ad un video o a un documento, registrarsi o modificare i propri dati, sono solo alcune delle operazioni richeste in tanti servizi (2.0 beta) presenti sul Web.

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Adobe Apollo Alpha Release

Finalmente Adobe ha rilasciato la versione Alpha di Apollo. Siamo ancora lontani dalla versione finale, tuttavia è possibile verificare alcune delle sue funzionalità grazie ai Demo delle applicazioni (file .air) proposte online. L’installazione (Apollo runtime) di questa Alpha pesa circa 6Mb – per Windows. I Demo (Apollo sample applications) non arrivano a pesare nemmeno 600Kb. Dopo aver installato il runtime di Apollo nulla sembrerà cambiato sul vostro PC (non viene aggiunto nessun link sul desktop o sulla barra delle applicazioni), nonostante abbiate installato – di fatto – il nuovo browser di Adobe! Vedi Web2.0: Adobe ci prova con Apollo? 

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Web2.0: Gran Paradiso-Firefox 3.0 e Apollo

È disponibile online la versione Alpha 2 di Firefox 3.0, nome in codice Gran Paradiso. Tra le novità annunciate (la versione definitiva è attesa per fine 2007) troviamo la possibilità di utilizzare il browser in modalità off-line. Tutto questo ricorda Adobe Apollo che, nonostante non si presenti come browser, ne evoca i tratti essenziali.

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Browser War: la guerra continua?

A Sunnyvale, California, Yahoo riunisce al Silicon Valley WebBuilder Mike Shaver di Mozilla, Chris Wilson del team Microsoft di IE e Hoon Lie di Opera, per confrontarsi sull’attuale state dell’eterna guerra tra i browser.

Da sottolineare sono le parole di Mike Shaver di Mozilla:

Don’t look to the W3C for the future

E le critiche alla mancata presenza di Apple:

They refused to send someone saying that “we are busy writing software”.

Che, tra l’altro, dista 10 miglia da dove si è tenuto l’incontro!

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Web2.0: Adobe ci prova con Apollo?

Apollo è il nome in codice (per ora) di un ambizioso progetto Adobe destinato al mondo  RIA (Rich Internet Applications) e Web2.0, Ajax compreso. A qualcuno ricorda Macromedia Contribute, a qualcun’altro Macromedia Central. C’è, altresì, chi vede in Apollo la mera unione -  o possibilità – di far convivere elementi Flash e PDF (cosa tra l’altro già fattibile con Flash Paper)!

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Nascondimi

Una caratteristica dei fogli di stili (i file .css) è quella di poter essere specificati a seconda del media di output. Gli Style Sheet permettono infatti di specificare la stessa classe, lo stesso ID lo stesso TAG, ecc… per media diversi. Ad esempio posso scrivere un file .css con la seguente sintassi:

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@media screen {
div#myBox {display:none}
}

@media print {
div#myBox {display:block}
}

Quello che ne deriva, alla fine, è che il contenuto del DIVcon id myBoxnon sarà visibile sul browser, sullo schermo, ma quando provo a stampare la pagina troverò un contenuto diverso da quello che mi aspettavo.
I motori di ricerca, spider, crawler o aggregatori, normalmente (per ora) non risolvono i file css. A loro interessa il contenuto non la formattazione visiva. Tuttavia questa tecnica potrebbe avere risvolti interessanti se non inquietanti. Proprio per le caratteristiche dei sistemi di indicizzazione una situazione come quella mostrata qui sotto sarebbe quantomeno curiosa:

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<div id="visibile_a_video">
   <p>Contenuto visibile a video</p>
</div>

<div id="visibile_in_stampa">
   <p>Contenuto visibile in stampa</p>
</div>

Correlato con un file .css di questo tipo:

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@media screen {
div#visibile_a_video {display:block}
div#visibile_in_stampa {display:none}
}

@media print {
div#visibile_a_video {display:none}
div#visibile_in_stampa {display:block}
}

Google, ad esempio, indicizzerebbe entrambi i contenuti del nostro HTML, anche se a video saremmo in grado di vederne solo uno. Se stampiamo la pagina troveremmo con sorpresa un nuovo contenuto. Il trucco, tuttavia, sarebbe svelato eliminando l’applicazione degli stili nei browser che lo supportano. Normalmente nessuno esegue un’operazione di questo tipo quando naviga su Internet. Tale indagine scaturirebbe solo dopo aver trovato un’incongruenza tra ciò che è visibile a video e ciò che si è stampato!

Ad oggi non mi risultano casi eclatanti di questo tipo di manipolazioni tramite CSS. Un tempo si cercava di aumentare la visibilità su Internet inserendo una serie di testi, parole, dello stesso colore dello sfondo della pagina Web, così da rendere tale artifizio oscuro agli occhi dei navigatori. Con il tempo i motori di indicizzazione si sono cautelati contro queste “frodi”. Sarà forse il momento di anticipare qualche burlone prima di creare un precedente?

Attualmente gli Style Sheet consentono di specificare tutta una serie di media type di output. Per una lista completa vedi il W3C.

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Snap: real time link preview

Snap fa parte di quegli straordinari servizi Web2.0 style che sempre più spesso vengono offerti in rete in modo totalmente gratuito. Il suo fuzionamento è semplicissimo, basta inserire il “solito” script Javascript sul vostro Web, Blog o qualsiasi altra cosa… e come d’inconato tutti i vostri link ora possiedono un simpatico preview in tempo reale.
Per provarlo l’ho inserito qui su undolog.com, provate a passare il mouse qui sopra. Fantastico!

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