Aptana IDE update: milestone 9

Giovedì 30 Agosto, 2007

È disponibile l’aggiornamento ad Aptana IDE, l’ambiente di sviluppo Web che supporta Adobe AIR e Apple iPhone. Tra le novità segnaliamo il miglioramento della sezione PHP con l’aggiornamento del Code Assist sia sulle funzioni che sui parametri. Migliorata anche la "colorazione" del codice. Aggiunto il supporto per gli ultimi framework Ajax tra cui Prototype.js e jQuery. Migliorata anche la gestione di Javascript.

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Per la lista complete delle nuove funzionalità clicca qui.

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Sviluppare applicazioni Adobe AIR con Aptana IDE

Venerdì 15 Giugno, 2007

Adobe rilascia AIR (formerly code-named Apollo), acronimo di Adobe Integrated Runtime e, quindi, "successore" di Apollo. È possibile scaricare la versione beta rilasciata l’11 giugno qui: downloads AIR

Contemporaneamente viene rilasciata la build 0.2.8.15171 di Aptana IDE, ambiente di sviluppo eccezionale dedicato a sviluppatori HTML, PHP, Rails, Javascript ed ora anche con il supporto per AIR.

The Aptana IDE is a free, open-source, cross-platform, JavaScript-focused development environment for building Ajax applications. It features code assist on JavaScript, HTML, and CSS languages, FTP/SFTP support and a JavaScript debugger to troubleshoot your code.

Un temibile concorrente di Adobe Dreamweaver, almeno per i coders, visto che si tratta di un software gratuito integrabile, tra l’altro, con Eclipse. Misteriosamente, poi, Adobe ha rilasciato un’estensione per sviluppare applicazioni Adobe AIR solo per Dreamweaver CS3, abbandonando gli utenti della versione 8! Aptana, quindi, è un’ottima alternativa a Dreamweaver CS3, per chi vuole sperimentare lo sviluppo di package per Adobe AIR!

Tuttavia in Aptana la mancanza di una modalità WYSIWYG, ottima in Dreamweaver, ne diminuisce le potenzialità, che come già accennato sono indirizzate principalmente nell’editor di codice. Dreamweaver, in particolare con la release CS3, offre poi un’integrazione completa e ottimale con Flash CS3, Photoshop CS3 e tutti gli altri tools della nuovissima suite Creative Adobe, caratteristica completamente assente in ambienti IDE come Aptana.

L’IDE di Aptana, comuqnue sia, è spettacolare, comprensibile e dotata di tutte le caratteristiche vitali per un programmatore: gestione progetti, anteprime sui browser installati, autosalvataggio, confronto file, visualizzazione numeri di riga, editor completamente configurabile, collapse delle "taggature", XML incorporato, Debugger di alto livello, supporto italiano e moltissimo altro ancora.

Ottima la gestione della documentazione dinamica che permette di accedere alle specifiche W3C, Javascript e delle librerie (Web2.0 più note come Dojo, JQuery, Mootools, Yahoo (YUI) e Scriptaculous, tutto integrato in un unico ambiente nonostante la documentazione vera e propria venga prelevata direttamente dalla rete!

Aptana è disponibile per Windows (XP e Vista), Macintosh, Linux ed in Plugin per Eclipse. Sul sito sono disponibile moltissime features, compreso un Aptana.tv.

Insomma, per chi già sviluppa o per chi vuole iniziare a sviluppare applicazioni in Adobe AIR (qui troverete un tutorial video per iniziare lo sviluppo di applicazioni Adobe AIR), Aptana è un ambiente funzionale e confortevole, ottimamente integrato in rete e corredato anche da Plugin ed estensioni, alcune mirate per particolari browser come il debug per FireFox.

Ultima nota: alcune funzioni, come il Plugin per AIR, richiedono l’installazione delle runtime Java!

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Riflettendo su Joost, Apollo e i Browser

Venerdì 20 Aprile, 2007

Perchè passare ad Apollo per visualizzare HTML e contenuto dinamico quando un browser già lo permette? Perchè usare Joost per vedere la Net TV quando un browser già lo permette?

Perchè chi produce browser non ha inserito due semplici funzioni al loro interno:

  • Finestre Windowless
  • P2P Object

Finestre Windowless

Questa semplice caratteristica permetterebbe di sfruttare al meglio la connessione HTTP e di rendere davvero utili i browser. Poter aprire finestre (popup nella pratica) con il solo titolo e senza bordi, casomai in trasparenza, aumenterebbe la produzione di Widget da sfruttare con i normali browser, al pari di quello che fa oggi Apollo. Con uno studio attento sulla sicurezza (in quanto penso sia oggi l’unico motivo di questo limite) si aprirebbero scenari davvero interessanti.

P2P Object

Come tutti sappiamo oramai tutti i browser supportono l’oggetto XMLHttpRequest, che ha dato vita ad una quantità sconfinata delle cosiddette applicazioni Ajax. Questo oggetto, utilizzabile tramite Javascript, è in grado di fornire un canale HTTP - parallelo - gestibile tramite script client, sia per l’ìinvio che per la ricezione dati.
Primo o poi, come anticipato in vari altri Blog, Adobe inserirà un P2P all’interno di Flash. Perchè non fare la stessa cosa nei Browser? Un oggetto di questo tipo unito a funzionalità Windowless permetterebbe di creare applicazioni simil-Joost senza installare nulla sulla propria macchina, garantendo una cross-compatibilità degna di Internet, aumentando quindi anche l’efficienza della produzione (ad oggi Joost è sviluppato per ogni singolo sistema operativo, cosa assai gravosa - sia in termini economici che temporali - infatti le beta si susseguono…).

Insomma finestre con RSS FEED testo, audio e video da posizionare dove vogliamo sul nostro desktop, in vero standard W3C. Apertura si canali TCP direttamente da Javascript, con possibilità di scambio dati sconfinate. Evidentemente la volontà è poca e la “criminalità” è alta; hackers, Spam e Phishing sono in agguato e mosse di questo tipo terrorizzano un po’ tutti…

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Framework Javascript in Apollo

Giovedì 5 Aprile, 2007

Tra le varie librerie  - o insieme di librerie (veri e propri framework), dedicate ad Ajax, estensione dell’interfaccia HTML e Web2.0 che mi è capitato di vedere, Ext è sicuramente degno di nota. Il sito Web e la documentazione sono ben fatti e organizzati, inoltre i demo online sono da non perdere. L’interfaccia grafica, la compatibilità con Prototype e Scriptaculous e l’impletazione dei Yahoo Utils, ne fanno un sistema quantomeno interessante! Attenzione però alla licenza! Nonostante si presenti come open source e gratuito, per usi personali, richiede un pagamento per potenziarne l’uso e l’assistenza. Quest’ultima, infatti, non è mai da sottovalutare in framework di una certa complessità.

Per la documentazione e i demo clicca qui.

In particolare cito questo sistema, che sto ancora analizzando in dettaglio, in quanto è stato utilizzato per creare Fresh Feed Reader, una delle applicazioni di esempio fornite con la versione Alpha di Adobe Apollo (vedi Adobe Apollo Alpha Release). Fresh, quindi, è un duplice esempio dell’uso di Apollo, che dimostra le sue capacità di sfruttare HTML e Javascript al massimo. Fresh, infatti, non è un’applicazione Apollo pura, ma usa il framework Ext- e quindi Javascript e HTML - all’interno del motore Apollo! Fantastico!!

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Apollo, Firefox 3 e Rails: tutti offline

Sabato 24 Marzo, 2007

Magnetk e Joyent hanno creato Slingshot, un tool che permette ad una applicazione Rails di funzionare offline! Contemporaneamente è stata rilasciata la Alpha 3 di Gran Paradiso, ovvero FireFox 3, anch’esso pronto a sfidare questa nuova frontiera dell’offline. Possiamo affermare senza esagerazione, almeno da quanto si legge sulla rete, che è iniziata una vera e propria competizione che vede schierati Adobe Apollo, FireFox 3 e nuovi contendenti come Slingshot.

Slingshot, tuttavia, si propone di far sviluppare (o portare) applicazioni Rails direttamente sul Desktop  e di farle girare in modo “semplice e trasparente“;

Joyent Slingshot allows developers to deploy Rails applications that work the same online and offline (with synchronization) and with drag into and out of the application just like a standard desktop application.

Per una dimostrazione di Slingshot vedi il filmato Quicktime.

Non esiste, quindi, una vera e proprio diretta concorreza tra Slingshot e Apollo. Quest’ultimo, infatti, ha in definitiva un target diverso, come indicato da Wikipedia ;)

“A cross-OS runtime that allows developers to employ their existing web development skills (Flash, Flex, HTML, Ajax) to build and deploy desktop Rich Internet Applications.”

Interessanti - invece - sono le caratteristiche di FireFox 3 (come gli Animated PNG - APNG), che si pone in maniera diversa dalle soluzioni sopra esposte.  

La caratteristica che condividono i contendenti, quindi, è questa nuova tendenza a lavorare - o a permettere di lavorare - offline! È curioso che questo interesse sia esploso quasi all’improvviso, in un momento storico che vede la rete al centro di molti interessi. Inoltre, proprio in questi ultimi anni, la diffusione della banda larga ha portato gli utenti a rimanere continuamente connessi in rete, un cordone ombellicale impensabile sino a pochi anni fa; l’era del Dial-Up è ormai finita.

Proprio questa necessità di connessione perpetua ha dato il via alla generazione 2.0 (web2.0), al contributo sociale di tutti in quanto tutti connessi. L’offline è, nonstante tutto questo, un esigenza tecnica, non un cambio di tendenza. Probabilmente è di sicuro interesse poter investire su tecnologie di questo tipo. Il Wireless, molto probabilmente, dominerà nel prossimo futuro, ma a differenza di un cavo potrebbe essere maggiormente soggetto a improvvisi mancamenti (!

Poter lavorare sconnessi ha evidentemente tutta una serie di vantaggi che - come spesso accade - oggi non riusciamo nemmeno a vedere chiaramente.

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Adobe Apollo Alpha Release

Lunedì 19 Marzo, 2007

Finalmente Adobe ha rilasciato la versione Alpha di Apollo. Siamo ancora lontani dalla versione finale, tuttavia è possibile verificare alcune delle sue funzionalità grazie ai Demo delle applicazioni (file .air) proposte online. L’installazione (Apollo runtime) di questa Alpha pesa circa 6Mb - per Windows. I Demo (Apollo sample applications) non arrivano a pesare nemmeno 600Kb. Dopo aver installato il runtime di Apollo nulla sembrerà cambiato sul vostro PC (non viene aggiunto nessun link sul desktop o sulla barra delle applicazioni), nonostante abbiate installato - di fatto - il nuovo browser di Adobe! Vedi Web2.0: Adobe ci prova con Apollo? 

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Dove Javascript vince

Sabato 17 Marzo, 2007

Scegliere la tecnologia da usare nello sviluppo di una Web Application è di vitale importanza, per non ritrovarsi nei guai subito dopo. Il tipo di Web Application, le sue caratteristiche di funzionamento, sono il primo punto da prendere in considerazione per poter scegliere il FrameWork e le tecnologie correlate.
Ho spesso discusso sull'efficacia di script Javascript nei confronti di tecnologie diverse come Adobe Flash o Java. Tuttavia è bene sottolineare un aspetto importante spesso sottovalutato: l'accesso al DOM. Javascript, in questo caso, è il candidato (per non dire il solo) prediletto per questo tipo di operazione.

Strumenti con Snap, ad esempio, funzionano su un semplicissimo meccanismo: quando la pagina HTML è caricata (e dopo aver inserito il caricamento dello script Javascript) viene eseguita una scansione della pagina HTML e aggiunto un nuovo codice in punti particolari. Nel caso specifico di Snap vengono identificati tutti i link a pagine esterne (o interne nella configurazione dell'ultimo rilascio), i TAG <A> per indenderci. Questi vengono modificati in modo tale che al passaggio del mouse si apra una finestra di anterpima del link (vedi questo stesso Blog per un esempio).

Non solo Snap ma molti altri script Javascript fanno praticamente la stessa cosa. Ultimamente questa tecnica si è largamente diffusa grazie alla libreria Prototype, che mette a disposizione tutta una serie di metodi (come il famoso $ o doppio-dollaro $$ - vedi Prototype: l'uso del doppio dollaro ($$)) sia per rintracciare che modificare - al volo - gli elementi di una pagina HTML.

Muoversi all'interno del DOM HTML è dunque compito specifico di Javascript. Storicamente, tra l'altro, Javascript fu introdotto proprio per leggere e scrivere i contenuti di una pagina HTML.
Se ad esempio volessimo fare alcune modifiche ad una pagina HTML tramite Adobe Flash, ci aggorgeremmo - o presto o tardi - di essere costretti ad invocare una funzione Javascript. Il nuovo ActionScript 3.0, ad esempio, mette a disposizione una classe (ExternalInterface) adatta a tale scopo. Una volta (nelle precedenti versioni di ActionScript) si usava il comando getURL() - oggi sostituita dalla migliore flash.net.navigateToURL() - o fscommad() per chiamare una funzione Javascript:

Actionscript:
  1. getURL("javascript:miaFunzione()");

Inoltre:

The ExternalInterface class is the External API, an application programming interface that enables straightforward communication between ActionScript and the Flash Player container; for example, an HTML page with JavaScript, or a desktop application with Flash Player embedded.

Notate quel "desktop application" che tanto ricorda Apollo!

Oggi, grazie a ExternalInterface, è possibile invocare una funzione Javascript in modo quantomeno più pulito (questa classe permette una gestione notevolmente più efficace rispetto a getURL(), come ad esempio il passaggio di parametri):

Actionscript:
  1. /* calls the external function "addNumbers"
  2. passing two parameters, and assigning that function's result
  3. to the variable "result" */
  4. var param1:uint = 3;
  5. var param2:uint = 7;
  6. var result:uint = ExternalInterface.call("addNumbers", param1, param2);

JavaScript:
  1. <script><!--
  2.     // adds two numbers, and sends the result back to ActionScript
  3.     function addNumbers(num1, num2) {
  4.         return (num1 + num2);
  5.     }
  6. // --></script>

Cosa possiamo concludere quindi? Tra tutti i vari framework e librerie disponibili l'analisi iniziale del progetto che si vuole realizzare rimane di fondamentale importanza. Sbagliare questa fase può compromettere seriamente le successive fasi di qualsiasi progetto Web2.0. Javascript, quindi, vince su tutti quando si deve interagire con il DOM.

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Web2.0: Gran Paradiso-Firefox 3.0 e Apollo

Lunedì 12 Marzo, 2007

È disponibile online la versione Alpha 2 di Firefox 3.0, nome in codice Gran Paradiso. Tra le novità annunciate (la versione definitiva è attesa per fine 2007) troviamo la possibilità di utilizzare il browser in modalità off-line. Tutto questo ricorda Adobe Apollo che, nonostante non si presenti come browser, ne evoca i tratti essenziali.

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Net Software

Venerdì 2 Marzo, 2007

È successo alla TV di trasformarsi in Net TV, come già era successo alla Radio di diventare Net Radio, per non parlare della musica! Ora, come anticipato in altri Post, è ufficiale anche per il Software di trasformarsi a breve in Net Software!

Adobe, che come sappiamo ha da poco acquisito Macromedia, ufficializza le Web Application - del Web 2.0 - in vere e proprie RIA (Rich Internet Applications) con l'annuncio di voler portare sul Web il noto software di fotoritocco Photoshop. È recente l'accordo tra Adobe e Photobucket per rendere disponibile online una tecnologia per l'editing e il remix video. Grazie alla nuova tecnologia sviluppata per Flash 9, con ActionScript 3.0, Adobe punta in alto, anticipando che entro sei mesi sarà disponibile online una versione di Photoshop basata, appunto, su tecnologia Flash.

Effettivamente le nuove potenzialità di ActionScript 3.0 (che coinvolgono progetti come Flex e Apollo - vedi anche Web2.0: Adobe ci prova con Apollo e Ajax: Rich Internet Application) lo rendono il candidato perfetto per l'implementazione di vere RIA sul Web. Ajax, dal canto suo, si vede spodestato dal suo trono in questo nuovo scenario. Nonostante gli innumerevole Framework Ajax, alcuni di ottimo livello, prodotti nel corso di questi ultimi anni, Flash garantisce un'ambiente più evoluto e semplice da manipolare. Inoltre parliamo di uno dei Plugin più diffuso al mondo: Flash ha infatti alle spalle qualche anno in più rispetto ad Ajax e derivati.

Inoltre risulta ovvio che Adobe scelga Flash, essendo oramai lui il produttore. Tuttavia ci sono da considerate questioni tecniche che possono - ad oggi - essere risolte in modo armonico unicamente ricorrendo a tecnologie come quella Flash. Dando uno sguardo al nuovo ActionScript 3.0 ci si rendo subito conto delle enormi possibilità di sviluppo che offre questa nuova piattaforma. Lo standard ECMA del linguaggio e i nuovi oggetti messi a disposizione dal Framework, permettono di arrivare ad un livello di dettaglio impensabile con le precedenti versioni di Flash: una su tutte, ad esempio, la possibilità di accedere ai dati Bitmap di un'immagine caricata da disco!

L'attacco da parte di Adobe sembra svolgerersi quindi su due fronti distinti che hanno in comune la tecnologia Flash (che ricordiamo ha da sempre la capacità di interagire attivamente con il browser e quindi con Javascript lato Client e Scripting lato Server).

Il primo attacco avviene dall'esterno, sul versante browser, dove la tecnologia Apollo si propone di fatto come alternativa ai Kernel usuali delle diverse piattoforme oggi disponibili (Windows, Mac OS, Linux, ecc...); usare Adobe Apollo, quindi, al posto del browser per ottenere prestazioni e applicazioni (vere e proprie RIA) impensabili, aggirando così le incompatibilità tra Internet Explorer, FireFox e compagnia. Inoltre Apollo garantisce una piattaforma unica di sviluppo, al pari di Javascript-Ajax, ma senza i problemi di compatibilità. Quest'ultimo punto è uno scacco notevole a tecnologie come Ajax che ancora oggi soffrono enormemente delle questioni legate alla compatibilità tra browser; non dimentichiamo, inoltre, tutta la questione legata alla resa (rendering) grafica dei CSS!

L'altro attacco avviene direttamente dall'interno, colpendo i Framework Ajax con la carta Flash. L'elemento vincente in questa strategia risiede nell'uso di Flash, della tecnologia Flash, che trova applicazione sia in Flex, sia in Apollo, sia in versione standalone come già siamo abituati a vedere (semplici file SWF per intenderci)! Non c'è dubbio che tale scenario è estremamente invitante per gli sviluppatori, Web e non. Ciò che realizzo in Flash diventa immediatamente riusabile in vari modi, senza costringermi a modificare una sola riga di codice e, inoltre, senza preoccuparmi della compatibilità!

Tutto questo, a mio avviso, è un'importante passo avanti, una svolta di proporzioni notevoli che coinvolge anche il mondo dei giochi e del Marketing. Ne parleremo ancora prossimamente, statene certi!

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Web2.0: Adobe ci prova con Apollo?

Martedì 13 Febbraio, 2007

Apollo è il nome in codice (per ora) di un ambizioso progetto Adobe destinato al mondo  RIA (Rich Internet Applications) e Web2.0, Ajax compreso. A qualcuno ricorda Macromedia Contribute, a qualcun'altro Macromedia Central. C'è, altresì, chi vede in Apollo la mera unione -  o possibilità - di far convivere elementi Flash e PDF (cosa tra l'altro già fattibile con Flash Paper)!

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