Impostato un materiale in modalità interactive e agganciando un evento ad un piano:
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| var mymaterial:BitmapAssetMaterial = new BitmapAssetMaterial("foto1");
mymaterial.interactive = true;
var myplane:Plane = new Plane( my_material, 200, 100, 0, 0);
myplane.addEventListener( InteractiveScene3DEvent.OBJECT_PRESS,
function(e:InteractiveScene3DEvent):void {
// todo
}
); |
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Come abbiamo visto più volte, nel costruttore di una classe che estende un MovieClip può essere necessario aggiungere l’evento ADDED_TO_STAGE per capire quando il nostro MovieClip è disegnato effettivamente sulla stage:
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In Actionscript 3.0 è necessario utilizzare addEventListener() per intercettare un qualsiasi evento:
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| /**
* Dato un MovieClip mc, si impostano eventi e handler
*/
mc .addEventListener( MouseEvent.CLICK, on_click );
mc .addEventListener( MouseEvent.ROLL_OVER, on_roll_over );
mc .addEventListener( MouseEvent.ROLL_OUT, on_roll_out );
/**
* Funzioni di hander per gli eventi sopra indicati
*/
function on_click ( e :MouseEvent ):void {
// click
}
function on_roll_over ( e :MouseEvent ):void {
// roll over
}
function on_roll_out ( e :MouseEvent ):void {
// roll out
} |
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Prendo spunto dall’ottimo tutorial di Napolux, Flex 3, Adobe AIR e le API di Feedburner, che mostra come scrivere una semplice applicazione (o widget) Adobe AIR usando Flex 3, per mostrare come realizzare la stessa identica cosa usando Adobe Flash CS3. Se lo desiderate, inoltre, potete sfruttare l’estensione per la creazione di applicazioni Adobe AIR. Non è infatti necessario, ai fini di questo tutorial, compilare l’applicazione come eseguibile AIR; potete usare il codice proposto come semplice filmato Flash da “apporre” alle vostre pagine Web.
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Ne avevo già parlato in Flash CS3: la nuova gestione degli eventi. Torno sulla questione per sottolieare la differenza di questo nuovo approccio rispetto alle precedenti versioni di ActionScript. Schematizzando abbiamo una situazione generale di questo tipo:

Ogni oggetto che supporta degli eventi, in definitiva, espone sempre il metodo addEventListener(). Nella documentazione, tra l’altro, leggiamo:
Novità per i listener di eventi in ActionScript 3.0
[...] Per aggiungere listener di eventi in ActionScript 2.0 si usa talvolta addListener() e talvolta addEventListener(), mentre in ActionScript 3.0 si usa addEventListener() in tutte le situazioni.
[..]
La gestione degli eventi, poi, è standardizzata anche a livello di listener vero e proprio. Tutte le “funzioni” di ascolto, infatti, hanno la seguente struttura:
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| function eventResponse(eventObject:EventType):void {
// Le azioni di risposta agli eventi vanno definite qui.
} |
EvenType è sempre un oggetto della classe Event o una sua sottoclasse. Questo permette di ottenere sempre infomazioni specifiche per il particolare evento oltre a manipolare proprietà standard come target o currentTarget.
Un’importante differenza con le precedenti versioni di Actionscript, riguardo ai listener, è che:
In ActionScript 2.0, i listener di eventi possono essere funzioni, metodi oppure oggetti mentre in ActionScript 3.0 possono essere listener di eventi solo funzioni o metodi.
Insomma, avendo usato per un bel po’ di tempo la struttura ad eventi delle precedenti versioni di Flash, devo dire che questo nuovo approccio è davvero piacevole. È un po’ che sviluppo con Actionscript 3.0 e, dopo un piccolo smarrimento iniziale (giusto per ritrovare ciò che prima era scontato) ora non capisco proprio come facevo a sopportare il “vecchio” metodo degli eventi delle precedenti versioni.
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Finalmente con ActionScript 3.0 non abbiamo più due diverse gestioni di eventi come accadeva prima di ActionScript 2.0 (vedi: Gestione degli eventi: similitudini tra Flash e Javascript). Il metodo addEventListener(), onnipresente nella nuova architettura, permette di gestire in modo nuovo e straordinariamente pulito tutti gli eventi possibili, anche quelli personali. La nuova organizzazione in package permette di importare gli eventi che ci servono e trattarli tutti allo stesso modo:
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Uno dei punti di forza di Adobe Flash risiede nella scelta di ECMAScript (sottoprodotti di ECMA – European Computer Manufacturers Association) come standard di scripting. ActionScript e Javascript, infatti, derivano entrambi da uno standard superiore che li rende estremamente simili. Questo è uno dei motivi per il quale molti programmatori ActionScript sviluppano con estrema semplicità anche in Javascript e viceversa.
ActionScript ha da sempre avuto una gestione “doppia” degli eventi che spesso ha confuso alcuni sviluppatori. Nei MovieClip, ad esempio, è possibile impostare un evento semplicemente dichiarando una funzione alla proprietà dell’evento stesso, ad esempio:
Metodo 1
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| mio_mc.onRelease = function() {
trace("Click sul MovieClip");
} |
Altri oggetti, diversamente, richiedono una gestione diversa dell’evento che si vuole monitorare, richiedendo il classico listener, un oggetto predisposto a tale compito. Ad esempio l’oggetto Mouse può essere controllato in questo modo:
Metodo 2
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| var mouseListener :Object = new Obejct ();
mouseListener .onMouseMove = function() {
trace("Mouse in moto");
}
Mouse.addListener (mouseListener ); |
I componenti possiedono un’ulteriore variante, come il componente Loader:
Metodo 3
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| var loaderListener :Object = new Object();
loaderListener .complete = function(evt :Object) {
trace("Caricamento completato");
};
myLoader_ldr .addEventListener("complete", loaderListener ); |
Perchè queste differenze? La ragione, in verità, è molto semplice. Il metodo 1, quello più immediato, viene utilizzato quando l’evento da “intercettare” è unico nel suo genere, cioè quando non ha senso far “scattare” più funzioni una di seguito all’altra. I metodi 2 e 3, invece, creano delle “liste” di “ascoltatori” e sono estremamente utili e potenti in quanto consentono di agganciare virtualmente infinite funzioni ad un determinato evento.
La stessa identica cosa accade in Javascript e la si può ammirare in librerie come prototype. Il comodissimo metodo observe(), messo a disposizione dall’oggetto Event, permette di agganciare funzioni ad un evento di un oggetto. Ad esempio:
1
| Event.observe(window, 'load', function() { alert("Finestra caricata"); } ); |
In questo caso abbiamo agganciato la nostra funzione che mostra un alert all’evento load dell’oggetto window. Potremmo tuttavia ripetere l’istruzione e agganciare un’ulteriore evento:
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| Event.observe(window, 'load', function() { alert("Finestra caricata - 1"); } );
Event.observe(window, 'load', function() { alert("Finestra caricata - 2"); } ); |
Questa caratteristica, comune anche in ActionScript, è estremamente versatile è, in particolare in Javascript, è stata la chiave per la realizzazione di moltissimi “Widgets” ed estensioni (vedi il classico Snap) che oggi proliferano nel Web. La possibilità di accodarsi, infatti, ad eventi già controllati da altre funzioni, permette di essere non intrusivi (Unobtrusive) e quindi, in pratica, di aggiungere funzioni a quelle già presenti.
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