Categoria ‘Tecnologia’
Vorrei riprendere un’interessante Post di Tommaso Tessarolo intitolato “Se YouTube non c’è più“, che tratta un’argomento assai curioso ed inquietante per certi aspetti. Poco tempo fa, durante una puntata di Quark di Piero Angela, si è discusso della consistenza delle informazioni digitali in relazione alla neo-fotografia digitale. Negli ultimi anni la fotografia digitale ha evidentemente eclissato la fotografia tradizionale, grazie all’introduzione delle fotocamere nei cellulari e all’abbassamento dei costi per fotocamere digitali di buona qualità. C’è stato, quindi, un cambiamento radicale nella gestione delle fotografie che trovano in CD, DVD – o il PC stesso – il loro ambiente ideale di conservazione, mantenimento e visualizzazione. La domanda principale che scaturiva dalla trasmissione era: riusciranno i nostri figli o nipoti a visualizzare i “vecchi” CD con le nostre fotografie?
Io conservo ancora Polaroid sbiadite degli anni settanta, come mi è capitato di recuperare fotografie – davvero vecchie – scattate tra il 1940 e il 1960! Se da un lato queste foto hanno perso vigore e il tempo ha lasciato i suoi segni, rimane indubbio che si sono conservate più o meno discretamente nell’arco di oltre mezzo secolo. Inoltre non ho avuto nessun problema per “visualizzarle”, essendo proposte su un supporto analogico! Se consideriamo che non riesco più a leggere dischetti da 3 pollici e un quarto scritti nel 1995, la questione potrebbe cominciare a farsi preoccupante.
ALESSANDRIA DOT NET
Quello che accadde alla biblioteca di Alessandria, un incendio che distrusse un’importante patrimonio che nessuno oramai è in grado di quantificare, è forse un evento ripetibile? Cosa accadrebbe se un’onda elettromagnetica di potenza sufficiente si abbattesse sulla Terra azzerrando tutte le informazioni digitali attualmente memorizzate? Certo, di problemi ce ne sarebbero ben altri, vedi conti bancari, stallo (o tracollo) dell’economia occidentale, ecc… ecc… una vera ecatombe. Tuttavia questa – remota – possibilità è accumonata alla stregua di un disastro ambientale provocato dalla caduta di un asteroide! Sarà vero?
Il cerchio si chiude
Quello che potrebbe accedere è, in certo senso, abbastanza curioso. Tra i vari servizi proposti Online su Internet, i Blog sono quelli più diffusi. Immaginate cosa accadrebbe se il server del nostro Blog chiudesse o subisse un danno – backup compresi! I Blog (i Post) vengono normalmente scritti direttamente Online, non esiste una copia locale, almeno io, ad esempio, non la possiedo (dovrò provvedere…).
Bisognerebbe cominciare a pensare di stampare su carta tutti i Post emessi, così da poter un domani ricostruire il Blog a fronte di una distruzione totale del materiale digitale. Il digitale, quindi, è o non è più sicuro dell’analogico?
Una fotografia stampata è soggetta ad usura del tempo, alla polvere, alla luce, ecc… Tuttavia anche un CD o DVD può rovinarsi, nonostante mantenga il dato in maniera – apparentemente – più stabile (non sicura) di un qualsiasi altro supporto analogico.
Sembra che l’unica soluzione sia quella di utilizzare il digitale, anche a scopo di archivio, ma contemporaneamente continuare a sfruttare le classiche modalità di archiviazione.
Analogico -> Digitale -> Analogico
I libri, ad esempio, hanno una durata abbastanza lunga se consideriamo che ancor oggi è possibile leggere testi datati avanti cristo! Inoltre alcune informazioni non vanno perdute con il tempo. In una fotografia, ad esempio, l’informazione predominante è la luce, la cromia, la foto in se stessa. Questa, su un supporto analogico, è quindi soggetta ad un usura maggiore. In un libro, invece, l’informazione è più stabile e duratura. Un testo con le pagine consumate ai bordi o ingiallite dal tempo continua a mentere completa e intatta la sua informazione principale: il testo.
Tuttavia questa soluzione di un ritorno all’analogico può essere applicata con una certa semplicità in contesti ben precisi, come appunto foto o testi. La musica e altre informazioni prettamente digitali impongono soluzioni alternative di non semplice attuazione. Un brano musicale, ad esempio, può essere conservato sotto forma di partitura, come insieme di fogli di carta, ma non è certo una copia dell’originale. I Video sono anch’essi complessi da memorizzare in altre forme.
A mio avviso questo è un argomento assai importante in un era digitale come la nostra. Il fatto che non esistono precedenti che ci allertino a tal riguardo non è una scusa sufficiente per non rifletterci attentamente. Se mai dovesse verificarsi un disastro digitale di proporzioni importanti, ecco che spunterebbero come funghi società e iniziative atte alla salvaguardia dei dati digitali.
Perchè attendere l’inevitabile e non pensare ad una soluzione fin da ora?
Continua...
Prima di tutto, come accennato nel Post Crittografia il sistema RSA è una cifratura a chiave pubblica e sfrutta le proprietà dei numeri primi. Inoltre l’aritmetica adottata (nei calcoli) non è quella ordinaria, bensì la cosidetta artirmetica finita o modulare. Iniziamo proprio da quest’ultima per procedere passo dopo passo nella realizzazione di una cifratura RSA.
Continua...
Visto che si parla sempre più spesso di crittografia, decifrazione di codici, violazione delle protezioni adottate sui DVD e quant’altro, ecco alcuni accenni utili per comprendere, almeno a grandi linee, un’argomento estremamente vario, interessante e complesso.
L’arte della critografia, cioè la capacità di nascondere un messaggio a tutti tranne che ad uno specifico destinatario, risale a tempi antichissimi. In generale crittografare un messaggio significa scegliere un metodo di codifica, e ve ne sono di svariati. L’inconveniente, sino a poco tempo fa, era che tale metodo doveva essere conosciuto non solo dal mittente (colui che criptava il messaggio) ma – ovviamente – anche dal destinatario. In altre parole mittente e destinatario devono trovare un modo per scambiarsi il metodo di codifica.
Continua...
Chi ha avuto la possibilità e la pazienza di vedere l’ultimo Keynote di Steve Jobs, dove viene presentato il nuovo iPhone Apple, avrà sicuramente trovato affascinante l’ultima meraviglia tecnologia multi-touch di Cupertino.
Fantasticherie alla “Minority Report” a parte (la realtà spesso supera davvero la fantasia), quello che mi ha colpito maggiormente, anche se già presente in molti smart-phone da tempo in commercio, è la possibilità di navigare su Internet alla stregua di un PC casalingo. L’iPhone entra in diretta concorrenza con i classici cellulari e non con gli smart-phone attualmente in commercio. La Apple ha presentato la sua soluzione per il mobile, seguendo le sue classiche line guida: semplicità – quindi – diffusione di massa, come è accaduto con l’iPod.
Se gli smart-phone attualmente in commercio, quelli con Windows Mobile a bordo per esempio, permettono di navigare su Internet, sono tuttavia percepiti dal “mass-market” come soluzione ibrida tra un cellulare e un notebook. Insomma qualcosa di diverso dal “cellulare” di tutti i giorni. Ad oggi un cellulare è un “cellulare”, nel senso che navigare su Internet è relegato a pochi – alcuni nemmeno sanno che è possibile farlo – (visti anche i costi) con soluzioni davvero lontane da quelle casalinghe di un PC; per le dimensioni del display, per la velocità di banda, per la difficoltà di interazione con la tastiera o mouse simulati, ecc…
Tuttavia, quasi in sordina, mi sembra che ci sia una piccola rivoluzione in atto di notevole interesse, almeno per gli sviluppatori Web.
Poter navigare un sito dalla “strada”, senza modificare la tecnologia utilizzata è un grandissimo passo avanti. Ad oggi alcune realtà sul Web sono doppie – se non triple: WAP, Flash Lite (versione per Windows Mobile o Symbian) e Internet standard. Far convergere e unificare le tecnologie di browsing è una conquista importante, l’anticamera alla vera diffusione della navigaione via mobile.
Il WAP, ad esempio, per quanto si sia sforzato di emulare il Web vero e proprio è fallito miseramente. In questo mi ricorda il digitale terrestre!
La Net TV, ad esempio, in questa nuova situazione potrebbe trovare un terreno fertile per attecchire ancor di più rispetto a qualche anno fa. Esistono quindi tutti i presupposti per dare ulteriore slancio alla seconda giovinezza di Internet. Da un lato le nuove forme di aggregazione delle community e dall’altro la possibilità di sfruttare queste “esperienze” oltre che da casa anche nella “mobilità” più totale.
Continua...
Domanda: possiamo considerare le applicazioni Ajax come vere e prorie RIA (Rich Internet Application – una RIA è un’applicazione web con tutte le caratteristiche e funzionalità di una tradizionale applicazione desktop per PC)?
Secondo Ryan Stewart, no – o almeno non ora.
The role of the desktop in Rich Internet Applications by ZDNet‘s Ryan Stewart — Rich Internet Applications have helped change the face of the web. It’s more interactive, designers have been able to leave their mark and innovation in web development has soared. Rich Internet Applications helped open up the web to better experiences and now they are doing the same for desktop applications. Where do RIAs fit into the world of desktop development?
In effetti la concorrenza con altri “approcci” – per così dire – è davvero elevata. La recente esplosione del fenomeno Net TV, ad esempio, dimostra che l’unione fa la forza. In “Ajax” non è possibile visualizzare un Video, tanto per dirne una. Come non è possibile realizzare tante altre cosine. Non credo che Ajax sarà il futuro assoluto. Io vedo in Ajax più che altro un’estensione del browser e un nuovo modo per affrontare alcune dinamiche relative all’UI prima neanche prese in considerazione.
Tuttavia, se qualcuno non se ne fosse accorto, esistono ancora degli ostacoli da superare. Ad esempio:
- Migliorare la compatibilità tra i vari browser in commercio, argomento largamento discusso su questo stesso Blog
- Permettere una maggiore interazione tra le pagine Web e il sistema operativo “ospitante”, ad esempio un Drag & Drop dal desktop alla pagina Web
- Standardizzazione degli scripting: JScript, Javascript (1.3, 1.7, …), VBScript
- Accessibilità, usabilità e sicurezza, vista che stiamo sulla rete!!
Librerie, Prototype/Script.aculo.us e YUI components: il vero intoppo?
Quando uno sviluppatore crea una libreria o un frame-work per risolvere (una volta per tutte) una serie di necessità, inizia a creare un mostro. Spesso non ce ne accorgiamo ma il legame sviluppatore end-user è davvero contorto. Si inizia, ad esempio, con la creazione di una libreria Javascript in grado di creare delle semplici finestre. Basta poco e qualcun’altro crea una libreria simile che permette di creare finestre modali, ridimensionabili e con la gestione dell’ordinamento e sovrapposizione. Dopo un po’ ne arriva un’altro che implementa anche la personalizzazione grafica… e così via.
In pratica quando si ottiene qualcosa, nell’istante immediatamente successivo questo qualcosa sembra non bastare più, sembra diventare lo standard e quindi si cercano nuovi accessori per migliorarne ancora di più le performance o l’aspetto. Tutte richieste dell’end-user! E lo sviluppatore corre, quasi come un cagnolino intimidito; l’end-user ha sempre ragione!
Questa continua corsa, in un universo come quello di Internet, rischia a lunga gettata di portare più confusione che altro.
Web 3.0?
Negli ultimi tempi esperienze (beta) nell’ambito del Web2.0 sono proliferate sulla rete a ritmi impressionanti. Ognuno ha portato all’attenzione la sua applicazione Ajax-style, ognuno con le sue soluzioni embedded, appoggiandosi a librerie note, scrivendo frame-work proprietari, ecc…
Ogni esperienza aveva le sue peculiarità: qualcuna era graficamente accattivante, alcune estremamente veloci, altre estrememente personalizzabili e altre estremamente usabili.
Ma nessuno, fino ad ora, è riuscito ad unire tutto questo in un unico ambiente.
Ragionandoci attentamente risulta evidente che il motivo è nello scarso supporto fornito dal browser stesso e dall’immensa complessità del problema.
Anche se qualcuno ha assimilato il browser ad un sistema operativo, quest’ultimo detiene ancora un’enorme vantaggio. Primo fra tutti è il cosidetto Kernel. Qual’è il Kernel di Explorer o di FireFox? Entrambi, come Opera o Safari, supportano a mala pena quel linguaggio di scripting chiamato Javascript (o JScript a secondo dei casi). Mozilla, nel suo FireFox sta per rilasciare la versione di Javascript 1.7, davvero interessante. Ma Microsoft Explorer che farà? Toccherà installare un ActiveX che lo emuli, attendere il 2012 per l’uscita di IE8 o utilizzare una miriade di if per capire su che piattaforma si sta lavorando?
Non posso che essere d’accordo con Ryan Stewart. Per il momento Ajax è un tecnica di notevole aiuto in ben determinati casi, ma paragonare questa tecnica (e sottolineo tecnica non tecnologia) ad una RIA mi sembra – almeno per ora – davvero eccesivo.
Macromedia/Adobe
Interessanti, invece, sono le tecnologie (e sottolineo tecnologie e non tecniche) Flex/Flash ed Apollo, che dopo l’acquisizione di Macromedia da parte di Adobe stanno per vivere una seconda giovinezza.
Consiglio vivamente a tutti gli interessati di visionare gli Adobe Labs, dove si evince una simpatica nuova politica che ispira sicuramente più fiducia nel futuro di Script.aculo.us – senza offesa e senza nulla togliere allo sviluppatore.
Tuttavia Internet ha una caratteristica unica, quella di sorprendere, quindi non mi stupirei affatto di aver detto – a breve – una miriade di sciocchezze!
Continua...
L’evoluzione della tecnologia legata all’informatica è in continua evoluzione. Tanto più che oggi tra palmari, notebook, telefonini di ultima generazione, foto-camere digitali, è sempre più difficile identificare una tecnologia duratura. Tutto si è “fuso”, e “informatica” è diventato davvero limitativo.
Oramai i cosiddetti standard hanno vita davvero breve. Se analizziamo ad esempio i tempi che sono intercorsi tra “Vinile”, “CD”, DVD e l’ultima disputa tra Blu-Ray (Sony) e HD-DVD (Toshiba) (dove sembra aver vinto Blu-Ray…?), ci accorgiamo che sono sempre più brevi.
Cosa ci attende quindi per il futuro? Seremo costretti continuamente a rincorrere i vari formati per mantenere la nostra “videoteca” aggiornata allo stato dell’arte?
L’evoluzione delle tecnologie flash, come le note pennine (oggi disponibile da 2Gb e oltre) o le schede di memoria usate nei cellulari e nelle macchine fotografiche digitali (SD Card), potrebbero essere una soluzione per risolvere l’eterna disputa?
Inoltre ci sono da considerare i tempi fisiologici che ogni nuova tecnologia deve rispettare. Come accadde con i CD, all’inizio il costo per il loro acquisto (sia dei dischi che dei lettori/masterizzatori) era riservato ad un ristretto pubblico. Con il tempo (appunto fisiologico) la diffusione al grande pubblico ha portato ad un notevole abbassamento dei costi. Ne deriva che maggiore è la diffusione di una tecnologia minore è il costo, o il contrario se preferite. Tuttavia rimane il fatto che del tempo va investito. Dunque la tecnologia – nella veste delle grandi case di produzione tecnologica – è in grado di controllare questa corsa? O a farne le spese saremo noi consumatori?
Vale la pena, quindi, acquistare una tecnologia Blu-Ray (lettori, masterizzatori, dischi vergine) sapendo che a breve uscirà qualcosa di nuovo e strabigliante; riporto come esempio un articolo del 2004 estratto a PCSELF:
In futuro DVD da 1 Terabyte di dati
I nuovi dischi MODS (Multiplexed Optical Data Storage) potranno contenere fino a 472 ore di video con qualità DVD
Un team di ricercatori inglesi appartenenti al Dipartimento di Fisica dell’Imperial College di Londra, che in stretta collaborazione con dell’Istituto di Microtecnologia dell’Universita di Neuchotel e con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica dell’Aristotle University di Tessalonica, sta lavorando ad un progetto che consentirà la memorizzazione di un Terabyte di dati (1000 GB) su un disco a doppia faccia e doppio layer nello stesso spazio di un comune CD.
I nuovi dischi MODS (Multiplexed Optical Data Storage) potranno contenere fino a 472 ore di video con qualità DVD e dovrebbe essere possibile produrli con costi comparabili a quelli dei DVD. I nuovi player manterranno la compatibilità gli attuali CD e DVD.
La nuova tecnologia MODS, basandosi su una particolare conformazione asimmetrica dei “pit” (microfori) e dei “land” (area piatta) incisi con circa 330 angolazioni differenti, permette di leggere e decodificare i dati riflessi da queste diverse angolazioni assegnando molte più informazioni di quanto sia possibile averne oggi con le attuali tecnologie.
Se il gruppo di ricercatori sarà in grado di acquisire in futuro sufficienti fondi per continuare ed approfondire la ricerca, si stima che i primi dischi MODS saranno disponibili sul mercato tra il 2010 e il 2015.
Tutto ciò è abbastanza sconcertante…
La PS3 – essendo Sony – si è giustamente autoimposta il suo Blu-Ray a differenza di Microsoft che per la sua XBox 360 ha scelto tutt’altra strategia; il lettore DVD è standard e se volete acquistate separatamente un HD-DVD!
La comodità delle “memory-card” (pennine, SD Card, Flash Memory, ecc…) è indubbia, ma ciò non è detto che risolve il problema. Tutto sommato la “guerra” potrebbe spostarsi a breve dai DVD alle “memory-card”, e quindi non cambierebbe sostanzialmente nulla!
Tuttavia l’approccio pennina-USB, dove la porta (USB) che accetta la periferica rimane uguale per un tempo maggiore, potrebbe giocare a nostro vantaggio. Infatti le prime pennine da 64Mega vengono inserite nella stessa identica porta che oggi vede pennine da 2Gb (escluso il passaggio da USB1.0 a USB2.0)! Quantomeno si avrebbe una situazione più accomodante.
Staremo a vedere…
Continua...
Come già affrontato su “Javascript vs PHP” (o altro: ASP, CFM, …), la questione di inserire o meno un kernel Web2.0 negli script Javascript, invece di lasciarlo – in maggiornaza – lato server, può creare confusione se non sconcerto. Tuttavia ci sono degli ottimi motivi per favorire il server rispetto al client, motivi che non hanno niente a che fare con il Web2.0 che, al contrario, punta i riflettori proprio sugli script Javascript.
Continua...
Ultimi Commenti
Giovambattista Fazioli: @Nik: Sono contento! In bocca al lupo dunque!!
Nik: Lunedì ho l’esame di informatica su java, grazie mi sei stato utilissimo, il libro che ho era poco chiaro...
Marco: Ti ringrazio moltissimo, mi hai illuminato
ho risolto impostando [cc_objc] //OptionViewController.m -...
Giovambattista Fazioli: @Marco: Ti consiglio un approccio credo più corretto. Se hai eseguito il subclass del tab...
luigi: molto chiaro e semplice devo ammettere che anche scrivendo da un pà difficilmente uso delegati creati da...