Categoria ‘Net TV’
La Net TV – almeno per ora – non è un’alternativa alla televisione tradizionale. In questo momento, o in questa fase, rappresenta qualcosa che viaggia parallelamente alla TV casalinga. Alcuni dei motivi per affermare questo sono, ad esempio, la possibilità di vedere la Net TV nel proprio salone. Ad oggi il PC rimane lo strumento prediletto per la visualizzazione e l’interazione con la Net TV. Questo non vuol dire assolutamente che sarà sempre così, anzi, con tutta probabilità (vedi le multimedia stations) ci stiamo avvicinando sempre più al giorno in cui il PC, o un suo erede, troverà posto proprio sotto il televisore (o monitor?) nel nostro salone.
Tuttavia per ora ci dobbiamo accontentare di risolvere i problemi logistici ognuno a modo suo.
Lineare o non lineare
Una delle caratteristiche fondamentali (se non imprescindibile) della Net TV è la sua capacità di fornire un video a richiesta. Più che di on-demand si parla di non linearità, la caratteristiche che di fatto tutti i navigatori Web sperimentano ogni volta che si muovono sulla rete. Proprio perchè figlia della rete la Net Tv non si discosta affatto dalle odierne dinamiche di navigazione; clicco su ciò che mi interessa e lo vedo ora! E a buon bisogno lo scarico (download) localmente!
C’è chi sostiene che proprio questa caratteristica della Net TV rende sbagliato un paragone con la televisione attuale. Anche in futuro, dunque, si pensa sempre a due modalità di approccio; una classica, lineare, con un flusso video continuo e una divesra, non lineare, incastonata nella Net TV.
Io penso che il flusso video continuo, la linearità, abbia davvero importanza in ben determinati contensti e situazioni. La caratteristica della non linearità non va certo sottovalutata. Tuttavia uno strumento come la Net TV può, a bisogno, implementare anche caratteristiche di flusso o diretta televisiva (streaming in real-time). Nulla vieta ad un sito di proporre una finestra video con un format in diretta, esattamente come succede oggi sul normale televisore.
Mi sembra quindi ovvio, se non scontato, che appena una postazione Net TV si troverà davvero sotto il mio televisore sarà difficile, almeno per me, tornare a vedere l’odierna TV, sempre che i format e l’offerta Net TV sia quantomeno paragonabile a quello che – costretti – vediamo oggi.
Nonostante la Net TV sia profondamente diversa, quindi, dall’attuale media televisivo, alcune dinamiche conitnuano ad interessare la community e le discussioni su tali questioni sono all’ordine del giorno; distribuzione, diritti, pubblicità, marketing, net-working, user-generated-content, sono solo alcuni degli argomenti che orbitano attorno alla “nuova” televisione, o televisione del futuro.
Tuttavia si può riflettere su come potrebbe cambiare il nostro approccio adottando la Net TV in sostituzione dell’odierna televisione. Cosa accadreebbe? Cosa cambierebbe?
1. Le Guide TV
Ecco la prima cosa che mi viene in mente che non avrà più senso nella nuova visione della televisione sulla rete. “Cosa fanno staserà?”. Domanda inutile su un mezzo come Internet: sarà infatti il provider stesso – il fornitore del canale – ad informarci del suo palinsesto, tra l’altro non lineare! Saremo noi a digitare il canale e leggere cosa è possibile mandare in onda! Saremo forse informati tramite Feed RSS, oppure una simpatica Newsletter (caso mai sul cellulare) ci manterrà informati riguardo i nostri programmi preferiti. Quindi domande come “Quando fanno cosa?” diventeranno senza significato alcuno.
2. La morte del WAP: media cross platform
“Cosa c’entra?” dirà qualcuno…? L’esplosione del media più importante di tutti – il video – sulla rete è relativamente recente. Già con i nuovi iPod Video di Apple si doveva apprezzare l’avvicinarsi di una nuova era. Con l’iPhone – e lo scatto immediato della concorrenza (vedi “L’iPhone secondo NOKIA“) – Internet nella sua totalità (posta, voice, mp3, video, ecc…) è entrata nel mobile come mai prima d’ora. Oggi ormai avere FireFox, Opera o Mozilla sul cellulare è uno standard, quindi, ne deriva, che il sito xyz sarà navigabile alla stessa maniera sia da casa (via PC) sia da “strada”, via iPhone per esempio. Un solo sito, due media diversi: Convergent Media! Morale: la Net TV ha tutte le carte in regola per esplodere come mai avrebbe potuto fare solo un paio di anni fa.
3. Consigli per gli acquisti
<>Argomento caldo, anzi caldissimo. La pubblicità è una questione cruciale per la Net TV? Come, quando, dove, come farla digerire agli utenti, sono solo alcune delle domande che l’interà comunità del marketing si sta ponendo. Probabilmente la pubblicità come l’intendiamo adesso è morta. Sicuramente non sarà possibile aggredire la Net TV come è stato fatto con la televisione casalinga, per tutta una serie di motivi praticamente ovvi.
Inserire spot, banner o pubblicità prima o dopo i video è fallimentare in partenza, ci sarà sempre qualcuno in grado di eliminarli in modo rapido; ricordiamoci che siamo su Internet e chiunque può contribuire.
L’unica alternativa – pena il collasso dell’intero sistema, o presto o tardi – è un cambio di rotta, una nuova strategia commerciale, un nuovo marketing che sia in grado di evolversi rapidamente quanto la stessa comunità della rete.
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Chi ha avuto la possibilità e la pazienza di vedere l’ultimo Keynote di Steve Jobs, dove viene presentato il nuovo iPhone Apple, avrà sicuramente trovato affascinante l’ultima meraviglia tecnologia multi-touch di Cupertino.
Fantasticherie alla “Minority Report” a parte (la realtà spesso supera davvero la fantasia), quello che mi ha colpito maggiormente, anche se già presente in molti smart-phone da tempo in commercio, è la possibilità di navigare su Internet alla stregua di un PC casalingo. L’iPhone entra in diretta concorrenza con i classici cellulari e non con gli smart-phone attualmente in commercio. La Apple ha presentato la sua soluzione per il mobile, seguendo le sue classiche line guida: semplicità – quindi – diffusione di massa, come è accaduto con l’iPod.
Se gli smart-phone attualmente in commercio, quelli con Windows Mobile a bordo per esempio, permettono di navigare su Internet, sono tuttavia percepiti dal “mass-market” come soluzione ibrida tra un cellulare e un notebook. Insomma qualcosa di diverso dal “cellulare” di tutti i giorni. Ad oggi un cellulare è un “cellulare”, nel senso che navigare su Internet è relegato a pochi – alcuni nemmeno sanno che è possibile farlo – (visti anche i costi) con soluzioni davvero lontane da quelle casalinghe di un PC; per le dimensioni del display, per la velocità di banda, per la difficoltà di interazione con la tastiera o mouse simulati, ecc…
Tuttavia, quasi in sordina, mi sembra che ci sia una piccola rivoluzione in atto di notevole interesse, almeno per gli sviluppatori Web.
Poter navigare un sito dalla “strada”, senza modificare la tecnologia utilizzata è un grandissimo passo avanti. Ad oggi alcune realtà sul Web sono doppie – se non triple: WAP, Flash Lite (versione per Windows Mobile o Symbian) e Internet standard. Far convergere e unificare le tecnologie di browsing è una conquista importante, l’anticamera alla vera diffusione della navigaione via mobile.
Il WAP, ad esempio, per quanto si sia sforzato di emulare il Web vero e proprio è fallito miseramente. In questo mi ricorda il digitale terrestre!
La Net TV, ad esempio, in questa nuova situazione potrebbe trovare un terreno fertile per attecchire ancor di più rispetto a qualche anno fa. Esistono quindi tutti i presupposti per dare ulteriore slancio alla seconda giovinezza di Internet. Da un lato le nuove forme di aggregazione delle community e dall’altro la possibilità di sfruttare queste “esperienze” oltre che da casa anche nella “mobilità” più totale.
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Una definizione esatta di NET TV è probabilmente contenuta nel suo stesso nome; semplice, chiaro, privo di ambiguità e in linea con la straordinaria evoluzione che Internet sta partando all’intera community/umanità.
La televisione è stata una rivoluzione, un potere in continua crescita dal dopo guerra ad oggi. E ora?
Dopo il fallimento del Digitale Terrestre e le confuse proposte di televisione via cavo, via satellite e via discorrendo, la comunità Web ha risolto da sola e in modo armonico la comunicazione video.
La maggiore diffusione della banda larga, l’evoluzione delle tecnologie di compressione e visualizzazione video, una crescente comunità Internet disposta a sperimentare, sono tra le principali cause della nascita di questo nuovo – recente – fenomeno che sta dilagando sul Web.
È la NET TV il futuro della televisione?
Forse addirittura qualcosa in più!
Sarebbe bello, in quanto incorpora tutta una serie di caratteristiche assenti – tutte insieme – in altri tipi di soluzioni proposte (o imposte).
Per esempio:
- Chiunque può realizzare la sua (NET) TV, o se preferite il suo Network
- L’offerta dei format e dei content è virtualmente illimitata
- L’approccio è di tipo on-demand, quindi il migliore possibile
- Possibilità di approccio al “canale” completamente nuove: ricerca, taggatura, feed-video, e chissà cos’altro
- Scalabilità del sistema anch’essa virtualmente illimitata, cosa da non sottovalutare rispetto a tutte le altre tecnologie estremamente vincolate a satelliti, decoder, ecc…
- Pluralità di formati: vedi alta definizione, ad esempio
- Partecipazione attiva dello spettatore! Questo è sicuramente il punto più importante ed interessante, completamente assente nelle versioni attuali della televisione. L’utente finale diventa attivo in modi prima impensabili, non foss’altro in quanto può egli stesso essere “costrutture” del “canale”, inviando video realizzati personalmente! Una vera e straordinaria innovazione nell’espressione delle comunità
Queste sono solo alcune delle caratteristiche che si rivelano vincenti nell’universo NET TV. Ed altre sono proprio adesso in fase di creazione e mutamento. Questo è un’altro aspetto vincente della NET TV: è snella è le innovazioni e le proposte viaggiano a velocità warp rispetto ai canoni televisivi attuali!
Come sottolineano nel Blog di Tommaso Tessarolo, che si occupa da tempo anche di questo fenomeno, (vedi “Cos’è la NET TV“) «Internet sta cambiando la TV», il che dimostra come le sorti di questi media si siano da tempo ivertite.
È stata – dopo tutto – proprio la televisione il primo grande sponsor di Internet. Tutto è iniziato quando le trasmissioni televisive, come telegiornali, giochi a premi, rubriche, tutte, insomma, nessuna esclusa, hanno iniziato a lasciare i loro indirizzi e-mail e i siti Web collegati. Ecco che Internet ha iniziato a cambiare la televisione (e non il contrario come qualcuno all’epoca ha pensato), aprendo nuove prospettive con uno strumento già radicato nelle case.
Sicuramente Internet ha prodotto una crescita esponenziale dei PC all’interno delle mura domestiche. Se prima il televisore era l’elettrodomestico per eccellenza, oggi lo scettro è passato decisamente al Computer, utilizzato per comunicare, vedere e registrare la TV, fotocopiare, lavorare, scrivere, disegnare, giocare, suonare … … …
Probabilmente il PC è l’elettrodomestico – senza offesa – più versatile mai concepito dall’uomo, se pensiamo che potrebbe “fare anche il caffè” o tenere sotto controllo l’intera nostra abitazione (domotica). Già oggi è difficile pensare una vita senza Computer, figuriamoci a breve.
Sempre più spesso i telegiornali mostrano comunicati stampi prelevati dal Web. Addirittura video presenti solo sul Web (come oggi, 8 gennaio 2007, un incdente nella metropolitana di WASHINGTON trasmesso su CNN live Web e ripreso da Canale 5 – paro paro, con tanto di player…).
Insomma, cos’è la NET TV? È il futuro! È il nuovo modo di fruire un mezzo – la televisione – che ci ha accompagnato negli ultimi 50 anni. Le premesse sono ottime, grazie anche al sub-strato Internet che ha dimostrato di essere già di per sè una grande rivoluzione. La NET TV è quindi figlia di questa grande innovazione del nostro secolo e rappresenta un’ottima alternativa alla televisione corrente.
Considerando anche il cross-platform che si preannuncia all’orizzonte, dove cellulari, palmari, notebook, mini-console, PSP, iPod, ecc… sono tutte perferiche – già – pronte ad ospitare la NET TV?!
Visto quello che è accaduto con la musica, la rivoluzione di iTunes e il formato MP3, ecco scorgere all’orizzonte il nuovo evento, qualcosa che sarà ricordato nella storia della comunicazione come un grande passo in avanti, verso una più ampia e democratica (veramente) pluralità d’informazione.
Lunga vita alla NET TV, quindi, lunga vita ad Internet.
Da visitare:
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Nell’era della diffusione in massa delle informazioni (Video, audio, testuali, ecc…) c’è chi attacca senza pensare, senza rendersi conto di quello che sta davvero accadendo. L’associazione italiana Vivi Down, giustamente risentita – come tutte le persone civili – dalla “messa in onda” del filmato girato in una scuola torinese dove alcuni alunni maltrattano e umiliano un loro compagno down, denuncia Google Video per aver omesso una necessaria e dovuta funzione di controllo.
Ad oggi è impensabile verificare tutti i contenuti video inoltrati liberamente nella rete, proprio per le sue caratteristiche di “tempo reale” e “globalità”. Risulta invece strano l’attacco dell’associazione e dei PM italiani nei confronti Goggle, ultimo tassello di un degrado che con la rete Internet non ha nulla a che fare.
I ragazzi della scuola torinese hanno fatto quello che hanno fatto non certo per colpa di Google. Anzi! Grazie a Google, almeno, sappiamo chi sono, come hanno operato e abbiamo potuto riconoscerli e punirli. I ragazzi, la professoressa assente e gli altri alunni, devono solo vergongnarsi e essere perseguiti con tutti i mezzi messi a disposizione dalla società, dall’istituzione scolastica e dalla giustizia. In tutta questa faccenda Google non c’entra davvero nulla. Il video, girato con un telefonico (denuciamio quindi anche il gestore telefonico?!…) sarebbe potuto essere diffuso in tanti altri modi.
Non dobbiamo spendere tempo ed energie verso un colpevole “inventato”. La verità è che la vera colpa è nell’educazione che la società, tramite la scuola e la famiglia, non riesce più a dare ai nostri figli. La vera oscenità del video torinese è la professoressa che gira lo sguardo e esce, quello è il nocciolo del problema! Se il “controllore” evade i suoi doveri è ovvio che a cascata ci rimettiamo tutti. Se la professoressa avesse fatto il suo dovere, non avremmo saputo nulla.
Quanti atti di prepotenza vengono perpetuati ai danni dei più deboli continuamente?
Non è certo una novità! Sono gli organi di controllo locale a svolgere il lavoro più importante e fondamentale. Questo è valido in generale dove gli organi di controllo sono i professori e i presidi nella scuola, i genitori all’interno della famiglia, le forze dell’ordine nelle città! E via discorrendo…
Sono loro che devono avere la nostra attenzione e il nostro ascolto quando le cose non procedono nel modo giusto. Dovremmo, quindi, cercare di capire cos’è che non ha funzionato nel meccanismo di controllo della scuola torinese invece di attaccare Google Video.
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