Leggendo l’articolo di Julius ActionScript 2 o ActionScript 3? Facciamo chiarezza! vorrei fare alcune considerazioni sull’evoluzione "inversa" di alcuni strumenti di sviluppo per chi, come me, viene dalla programmazione C/C++.
Una caratteristica comune - negli ultimi anni - di alcuni ambienti di sviluppo è quella di raffinare la sinstassi del proprio linguaggio con il tempo. Si parte da un linguaggio ad alto livello, come il Lingo di Macromedia Director, Actionscript 1.0 delle prime versioni di Flash o Microsoft Visual Basic 3 per arrivare ad allinearsi con il tempo alle specifiche e alle - ormai consolidate - sintassi dettate dallo standard ECMA. Anche se paragonare un Microsoft Visual Basic 3 con Javascript o Actionscript non è del tutto corretto, entrambe le situazioni denotano una chiara evoluzione "inversa" rispetto agli albori della codifica di programmazione.
Unica eccezione, forse, in questo scenario, sono soluzioni come Java o PHP, entrambi con radici fortemente orientate al C/C++.
Concentrandoci su Actionscript, è chiara la volontà della casa prodruttrice (ora Adobe) ad allineare il linguaggio di Flash allo standard ECMA. Usare ancora Actionscript 2.0 non porta nessun concreto vataggio allo sviluppatore, soprattutto a chi non possiede le conoscenze di base proprie del C/C++. Aggiungere patch a vecchi progetti, senza doverli "portare" (riscrivere) in base alle ultimi release, ha un senso in un’ottica di economia. Tuttavia sarebbe utile imparare subito, quando si presenta l’occasione, le "nuove" sintassi proposte dagli aggiornamenti degli ambienti di sviluppo. Più si attende e peggio sarà!
Apprendere Actionscript 3.0, per chi viene dal C/C++, è più come "disapprendere" (o disimparare), le vecchie "clausule", forzate e non standard, presenti nelle precendenti versioni. Stessa cosa accadrà con l’uscita di Flash CS4; evitare, quindi, di rimanere indietro.
Inoltre, lo standard, rende la portabilità del codice estremamente più fattibile e concreta. La similitudine tra PHP, Javascript e Actionscript 3.0, evita di dover rivedere pesantamente codici e algoritmi scritti in uno solo di questi linguaggi.
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