Categoria ‘Software’
Aggiornamento eseguito! Seguendo sempre la procedura standard indicata in WordPress Italy. Questa nuova release di WordPress contiene numerosi miglioramenti e alcune importanti novità:
- Supporto delle revisioni
È ora possibile tenere traccia di tutte le modifiche apportate sia agli articoli che alle pagine con un sistema wiki-style. Salvando un articolo modificato, a fondo editor verranno elencate le sue versioni e sarà possibile vedere le differenze:

- Anteprima dei temi
Prima di installare definitivamente una tema, è possibile avere un’anteprima per decidere con tutta calma
- Miglioramenti nell’editor
La gestione dei media, in particolare delle immagini, è stata notevolmente migliorata, permettendo ridimensionamenti, upload e manipolazioni estremamente migliori
Tutte le altre novità le trovate elencate in WordPress Italy e/o aggiornando alla 2.6!
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Ho aperto un progetto su Google Code: undolibrary. Per adesso, questa libreria, contiene un solo componente (Knob - manopola) da utilizzare tramite Actionscript 3.0. Ne parlo in quanto questo componente è propedeutico ad una serie di tutorial/sorgenti in Flash che volevo rendere disponibili.
Google Code
Prima di tutto introduco il concetto di Google Code per chi ne fosse estraneo. Google Code è un servizio gratuito messo a disposizione da Google con lo scopo di condividere codice ma, soprattutto, di condividerlo in modo collaborativo e con un sistema di versioning (subversion) e wiki utilissimo a gruppi di sviluppo (soprattutto opensource) o a singoli programmatori. Sul sito Google Code troviamo:
È possibile cercare progetti di altri, con un motore di ricerca appositamente costruito. Molti gruppi di sviluppo, composti da team che sono ubicati in zone geografiche distanti, sfruttano questa condivisione per lavorare insieme, garantiti da un sistema di versioning ormai assodato (checkout/checkin per non sovrapporsi o il supproto per creare dei branch – spinoff di progetti). Librerie e tools come Papervision3D, Tweener o AS3corelib, ad esempio, sono ubicati proprio su Google Code godendo da un lato di un hosting di sviluppo e dall’altro di un accesso pubblico per il download dei sorgenti e della documentazione.
Punto importante, poi, è la possibilità – aperto un progetto – di impostare gli accessi e la visualizzazione. Se volete potete proteggere il vostro lavoro o renderlo del tutto privato, invece che pubblico.
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Su Adobe Labs sono disponibili le beta di Adobe Dreamweaver CS4 (stiletto), Adobe Fireworks e Adobe Soundbooth! È Possibile installare la beta di Dreamweaver parallelamente a quella esistente, tuttavia sarà possibile eseguire una sola istanza dell’applicazione (o beta CS4 o CS3, ad esempio). Adobe raccomanda di eseguire comunque un backup di tutte le impostazioni, sottolineando che essendo una beta non garantisce nulla su eventuali malfunzionamenti.
Tra le novità più interessanti, a parte l’interfaccia completamente ridisegnata, disponibili in Dreamweaver beta, troviamo:
- Live View: grazie all’introduzione del motore opensource WebKit (lo stesso usato da Safari e da Adobe AIR) è ora possibile lavorare con codice e anteprima in contemporanea, con una resa WYSIWYG mai vista prima
- Supporto del code hinting (auto completamento/synopsis) per alcuni dei framework Ajax: jQuery, Prototype e Spry (peccato non sia stato incluso anche Mootools)
- Integrazione con Subversion! Ed era ora!
- Supporto (nativo) di Adobe AIR – quindi basta estensioni aggiuntive
Sulla TV Adobe (http://tv.adobe.com) è possibile seguire delle dimostrazioni di queste beta!
Si avvicina, quindi, il momento di un upgrade dell’intera suite…
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Aggiornamento: vedi Come usare Google Maps in Adobe Flash CS4
Aggiornamento: pare che Google si sia sbagliata e invece di scrivere Flex ha scritto Flash! Morale della situazione le API Google Maps sono state rilasciate solo per Flex e NON funzionano in ambiente Flash: a dimostrazione della confusione che questi due “branch” (Flex/Flash) stanno causando! Leggere, a tal proposito, Damn it google get it right! the google map API is for flex not flash!
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Rispondo, con questo post, alla richiesta di Andrea su come inserire il traduttore di Google nel proprio web. Esistono vari modi per usufruire dei servizi di traduzione automatica messi a disposizione da Google e non solo. Possiamo usare Plugin scritti da terzi, un semplice script Javascript preconfezionato da Google stessa o imparare ad usare le API, cioè una serie di funzioni richiamabili – come vedremo – in vari modi.
Plugin
Su questa soluzione non mi dilungo, in quanto credo non sia propriamente attinente alla richiesta di Andrea, se ho compreso bene. Inoltre è una soluzione sostanzialemente valida solo per i Blog e non per un uso personalizzato e generico. Posso solo segnalare, per gli utenti WordPress, Global Translator, forse il più semplice, funzionale e diffuso Plugin di questo tipo.
Script preconfezionato da Google
Il modo più semplice per tradurre il proprio sito web o il proprio Blog è quello di inserire un semplice script Javascript fornito da Google stessa. Basta andare sul sito translate.google.com e cliccare sulla scheda ‘Strumenti‘. Da questa pagina è possibile preimpostare le funzioni di traduzione o lasciare quelle di default. Lo script è molto semplice:
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| <script src="http://www.gmodules.com/ig/ifr?url=http://www.google.com/ig/modules/translatemypage.xml&up_source_language=it&w=160&h=60&title=&border=&output=js"></script> |
e come risultato si ottiene:

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Inauguro con questo Post una nuova sezione Eventi & iniziative, viste le numerose segnalazioni che spesso mi vengono proposte. Ovviamente segnalerò quelle inerenti ai temi di questo Blog.
“Arrivano i Guru“, si terrà a Roma ad Ottobre 2008, e vede per la prima volta in assoluto, la presenza in Italia di Martin Evening, massimo esperto di digital imaging, nonchè autore di innumerevoli libri di successo su Photoshop, venduti in tutto il mondo.
Vista l’unicità dell’evento, quest’anno l’organizzazione ha ideato un “Tour” di 8 tappe, in altrettante città italiane, la cui partecipazione è TOTALMENTE GRATUITA.
Durante i vari incontri gli Adobe Guru Marianna Santoni, Claudio Marconato, Tiziano Fruet, e Davide Vasta, intratterranno i partecipanti con 5 ore di seminari di approfondimento su vari temi, dalla fotografia digitale, al design ed al Web design. Ci saranno 3 tappe che avranno luogo al Sud (Napoli, Bari, Catania), notoriamente “snobbato” da eventi di grande rilevanza. Il sito Web ufficiale è questo: http://www.arrivanoiguru.com
(segnalato da: Davide Vasta)
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Proprio pochi giorni fa avevo scritto un Post sulle traduzioni automatiche, affrontando la questione dei siti e/o blog multilingua dal mio punto di vista di sviluppatore. Ho ricevuto, infatti, alcuni commenti interessanti che sottolineano i limiti delle tecnologie attuali. In effetti i sistemi che permettono di tradurre “al volo” le nostre pagine Web, come Google Translate, non producono assolutamente un risultato paragonabile a quello umano, a chi – insomma – di mestiere svolge la professione di traduttore. Inoltre non esiste una specializzazione di questi sistemi pubblici: tradurre un testo scientifico in inglese e diverso da tradurre un romanzo in inglese o un manuale informatico e via dicendo. Questo, con una traduzione “umana” sappiamo che non accade e i traduttori professionisto sono proprio specializzati in ben determinati ambiti.
Tuttavia, come ho risposto (in privato essendo la mail corposa) a Leonardo, ci sono casi in cui un traduttore automatico, soprattutto con l’avvento dei Blog, permette di abbattere tempi e costi consentendo, nei limiti dei sistemi di traduzione automatica attuali, quantomeno di comprendere nella propria lingua ciò che è scritto sul Web.
Proprio in questi giorni Google Translate ha aggiornato il suo sistema di traduzione online, aggiugendo il supporto per molte, se non tutte, le lingue del pianeta: dal cinese, al greco al giapponese e molte altre. Anche l’interfaccia si è rinnovata proponedo dei menu a tendina per rendere più semplice la scelta della lingua sorgente e quella di “traduzione”.
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Mi trattengo da tempo dallo scaricare la versione beta di FireFox 3! Uso FireFox tutti i giorni quindi non voglio scasinare tutto per la fretta. Comunque sia, non vedo proprio l’ora che arrivi il rilascio ufficiale di questo fantastico browser, che con la release 3 promette meraviglie che ho avuto il piacere di provare su un’altra macchina (beta 5).

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Adobe ha annunciato da tempo alcune nuove features (Hydra per i filtri grafici evoluti e una migliore gestione del testo) che saranno presenti nella prossima release di Flash. In particolare ha destato interesse l’introduzione del 3D (l’asse Z), la capacità quindi di Flash di manipolare oggetti in un mondo tridimensionale. La stessa Adobe precisa che si tratta in realtà di un 2.5D, come spesso viene indicato, una specie di “simulazione” di un vero e proprio mondo tridimensionale. Infatti si può ruotare un simbolo Flash introno all’asse z ma, nonostante questo, il simbolo rimane piatto nello spazio tridimensionale! Un po’ quello che accade quando si distorce una bitmap in Photoshop! Tutto questo, quindi, non ha niente a che fare con progetti come Papervision3D, Away3D, Sandy e molti altri, che contengono tutta una serie di features (camera, scene, texture, etc…) assenti “nell’Astro nascente”. In sostanza Adobe non vuole assolutamente sovrapporsi a progetti 3D di terze parti ma solo fornire uno strato nativo per migliorare le prestazioni di librerie 3D già esistenti.
Comunque sia la cosa importante è che Adobe sembrerebbe orientata ad introdurre queste funzionalità tridimensionale ad un alto livello, non aiutando affatto librerie complete e complesse come Paparevision3D. Da tempo, infatti, si usano sostanzialmente due tecniche per espandere le funzionalità di Flash: API di basso livello e API di alto livello.
Le API di basso livello vengono normalmente scritte in C/C++ e fanno parte del core di Flash, compilate quindi all’interno del Player. Questo metodo se da un lato garantisce una maggiore velocità di esecuzione, dall’altro aumenta le dimesioni del Player Flash.
Le API di alto livello sono invece scritte in Actionscript e non appartengono al core nativo. In altre parole sono del tutto simili a librerie che potremmo scrivere noi, con la differenza che vengono fornite direttamente da Adobe. Come accade con il rilascio di Flash 5, la prima introduzione dell’oggetto XML fu realizzata completamente in Actionscript, creando non pochi problemi di performance!
Il vantaggio è che librerie di questo tipo vengono compilate solo quando necessarie e scaricate quindi all’interno del file SWF. Come accade oggi con l’oggetto Tween (vedi fl.motion.* o fl.transition.*) interamente scritto in Actionscript (anche per questo sono nati progetti paralleli come Tweener (caurina.transitions.Tweener) o TweenerMax.
Proprio per questo motivo la comunità Papervision non è del tutto contenta della scelta di utilizzare API di alto livello, in pratica dello stesso “livello” di Papervision3D. Questo, infatti, potrebbe non influire sulle future performance di librerie 3D.
Comunque andrà a finire, la cosa importante è che Papervision3D non è morto, anzi!
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Come sviluppatore di applicazioni stand-alone, e soprattutto come sviluppatore web, mi è capitato spesso di affrontare il problema della localizzazione e del supporto di più “lingue”. La maggioranza delle applicazioni Desktop hanno un grosso vantaggio rispetto ad un sito web e in particolare un blog. Esistono oggi moltissime applicazioni, anche gratuite e/o open-source, che supportano tranquillamente svariate lingue, comprese quelle completamente indecifrabili, come il cinese, il cirillico, etc… Tutto ciò dimostra la presenza di strumenti software, già pronti, in grado di offrire un’ambiente specializzato nella gestione dei differenti linguaggi. Gli stessi sistemi operativi, infatti, da Windows a MacOS, arrivano sulle nostre scrivanie forniti con un buon supporto di localizzazione, che non si riduce alla mera sostituizione dei “caratteri”, ma opera anche sulla direzione della scrittura (vedi arabo o cinese – da destra a sinistra o verticale). I sistemi operativi sono in grado di fornire quel minimo di strato Kernel su cui poi si appoggiano i vari tool presenti nel mercato.
Applicazioni Desktop
La situazione degli applicativi Desktop e ben diversa dal Web, come vedremo più avanti. Le applicazioni che installiamo sul nostro computer, infatti, godono di una serie di privilegi assenti in uno scenario “aperto” come lo è Internet:
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Giovambattista Fazioli: @Nik: Sono contento! In bocca al lupo dunque!!
Nik: Lunedì ho l’esame di informatica su java, grazie mi sei stato utilissimo, il libro che ho era poco chiaro...
Marco: Ti ringrazio moltissimo, mi hai illuminato
ho risolto impostando [cc_objc] //OptionViewController.m -...
Giovambattista Fazioli: @Marco: Ti consiglio un approccio credo più corretto. Se hai eseguito il subclass del tab...
luigi: molto chiaro e semplice devo ammettere che anche scrivendo da un pà difficilmente uso delegati creati da...