Categoria ‘Internet’


Web Analytics

More about Web analytics L’analisi degli accessi di un sito Web è un’argomento vasto ed interessantissimo. La maggioranza delle volte l’analisi viene affidata a strumenti come Google Analitycs, Woopra, Reinvigorate, etc… tuttavia, per i più smaliziati, potrebbe venire in mente di costruire un proprio personale strumento di analisi o, semplicemente, di dare un’occhiata ai “misteriosi” file di log del nostro Web Server. Consiglio, allora, la lettura di Web Analytics di Davide Vasta, testo utilissimo per comprendere in modo dettagliato tutti i processi che si trovano dietro il tracciamento degli accessi.

La guida è davvero completa in quanto analizza ogni aspetto che ruota intorno all’argomento di Web Analitycs. Utilissimi anche i consigli indirizzati ai coder, a chi sviluppa pagine Web, su come usare “correttamente” tag e attributo. Elenco qui sotto gli argomenti principali trattati nel testo evidenziando, a mio parere, quelli più interessanti ed utili anche ai “coder”, cioè a coloro che non si interessano direttamente di analisi SEO:

  • Le basi delle Web Analytics: log file e metriche
  • Gli strumenti di analisi
  • Prime analisi: visite, frequenza di rimbalzo, pagine viste, percorsi di navigazione, link un uscita
  • Analisi storiche, stagionali e geografiche
  • Analisi di keyword e pagine rilevanti
  • Analisi per referrer e dei KPI
  • Analisi delle conversioni
  • Analisi in tempo reale
  • Serach engine marketing (SEM) e Web Analytics
  • Strumenti di analisi per i log
  • Aumentare la visibilità di un sito
  • Aspetti legali della Web Analytics

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5 estensioni per FireFox da avere dedicate ai Web Developer

Uno degli enormi vantaggi di Mozilla FireFox, rispetto agli altri browser, è stato, è lo è tutt’ora, quello di possedere una grande quantità di estensioni gratuite che permettono di personalizzare ed estendere l’applicazione. Come sviluppatore web non posso – oramai – farne a meno di alcune utilissime estensioni che mi aiutano nella costruzione, controllo e manutenzione delle pagine Web.

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Internet Explorer: la più grande campagna virale mai realizzata?

I browser sono oggi uno strumento indispensabile e, molto probabilmente, l’applicazione software più nota in circolazione. Se un tempo questo primato spettava ad applicativi come Microsoft Word, oggi il podio è occupato dall’applicazione che ha rivoluzionato l’informatica, la comunicazione e forse il mondo intero. Grazie alla sua semplicità, il browser si è diffuso rapidamente e con capacità adattive che pochi altri applicativi hanno saputo mostrare: cross platforms (multi-piattaforma) e cross devices (multi-dispositivo).
Navigare su Internet è possibile proprio grazie al browser; possiamo usarlo da un PC, da un Mac, da un palmare, dai nuovi “telefonini”.

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Adobe AIR e le API di Feedburner: reloaded

Prendo spunto dall’ottimo tutorial di Napolux, Flex 3, Adobe AIR e le API di Feedburner, che mostra come scrivere una semplice applicazione (o widget) Adobe AIR usando Flex 3, per mostrare come realizzare la stessa identica cosa usando Adobe Flash CS3. Se lo desiderate, inoltre, potete sfruttare l’estensione per la creazione di applicazioni Adobe AIR. Non è infatti necessario, ai fini di questo tutorial, compilare l’applicazione come eseguibile AIR; potete usare il codice proposto come semplice filmato Flash da “apporre” alle vostre pagine Web.

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Very short trick: 3 output function in PHP

All’interno di una funzione PHP è possibile stampare in tre modi diversi:

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<?php
function miaFunction( $valore = 'Ciao' ) {
?>
<ul>
  <!-- <li><?php echo $valore; ?> -->
  <li><?=$valore?></li>
</ul>
<?php
}
?>

Oppure:

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function miaFunction( $valore = 'Ciao' ) {
    $o = '<ul><li>'.$valore.'</li></ul>';
    echo $o;
}

Oppure:

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function miaFunction( $valore = 'Ciao' ) {
    $o = "<ul><li>$valore</li></ul>";
    echo $o;
}

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SWFObject su Google AJAX Libraries API

swfobjectGoogle AJAX Libraries API allarga il suo parco di librerie e framework anche a SWFObject, utilissima per inserire e manipolare filmati Flash sulle nostre pagine Web.

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Actionscript 3.0 for beginners: lesson #4

Riprendiamo il nostro codice di esempio del TicTacToe (che trovate per intero su Google Code) e iniziamo ad analizzarlo in dettaglio.

Importare le definizioni

Con Actionscript 3.0 è stato fatto un grande lavoro di pulizia e sistemazione nell’alberatura delle classi (contenute nei pacchetti, package) utilizzate durante lo sviluppo. In altri linguaggi di programmazione, come il C ad esempio, quando si desidera utilizzare una funzionalità bisogna esplicitamente “importarla” nel codice. Questa operazione di “importazione” è necessaria per permettere al compilatore di avere tutti i codici e le definizioni legate alla funzionalità che vogliamo usare. In Actionscript 3.0, tuttavia, l’istruzione import non va confusa con l’equivalente C/C++ #include; Actionscript 3.0 mette a disposizione l’istruzione include che è identica all’#include del C/C++. Quest’ultima, infatti, “include” effettivamente del codice che, se usato o meno, viene compilato nell’eseguibile finale. L’istruzione import è di più alto livello e risulta più “intelligente” in fase di compilazione. Essa serve principalemente per accedere alle classi senza doverne specificare il nome completo. In alre parole invece di usare forme del tipo:

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var myMC:flash.display.MovieClip = new flash.display.MovieClip();

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WordPress: rimuovere i menu dell’amministrazione

Può risultare utile, a volte, “oscurare” alcuni menu dell’amministrazione di WordPress, soprattutto se si è sviluppato un sito/blog per un cliente e non si vuole permettere l’accesso a funzionalità particolarmente delicate. Esistono Plugin che svolgono questa già funzione ma, per avere un controllo personale e completo, vediamo come funziona in dettaglio questa caratteristica.
Come sempre sfruttiamo le utilissime Action messe a disposizione da WordPress, in questo caso admin_menu. Tramite la variabile globale $menu possiamo accedere alla lista dei menu dell’amministrazione. Possiamo individuare il menu da “eliminare” in due modi: tramite l’etichetta o tramite il link a cui punta (vedi parti commentati nell’esempio qui sotto). Nell’esempio proposto vengono “oscurate” le voci di menu Design, Impostazioni e Plugins:

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function remove_menu_item() {
    global  $menu;
    // tramite label
    $removes = array( 'Design', 'Impostazioni', 'Plugins' );
    // tramite link
    // $removes = array( 'themes.php', 'options-general.php', 'plugins.php' );
    foreach( $removes as $todel )
        foreach($menu as $key => $sm) if($sm[0] == $todel ) { unset( $menu[$key] ); break; }
        // tramite link
        // foreach($menu as $key => $sm) if($sm[2] == $todel ) { unset( $menu[$key] ); break; }  
}
//
add_action('admin_menu',  'remove_menu_item');

L’uso del link come chiave per la rimozione ($sm[2] nelle parti commentate nel codice qui sorpra), è utile quando non si ha certezza della lingua – localizzazione – con cui è stato installato WordPress. Con questa tecnica, tuttavia, il menu è rimosso solo a livello di interfaccia, quindi sarà possibile ancora accedere alla pagina tramite una link diretto.

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jQuery: bordi rotondi sulle immagini per sovrapposizione

A causa dei diversi rendering tra i vari browser, che vedono sicuramente Microsoft Internet Explorer in testa, bisogna sempre ricorrere ad artifizi particolari per applicare effetti che, ormai, dovrebbero rappresentare uno standard. I pluri-discussi bordi arrotondati sono un classico esempio del “disastro” prodotto dalla completa incapacità di realizzare uno standard serio sul rendering delle pagine HTML/CSS. Esistono in rete numerosissime soluzioni che permettono di ottenere “effetti” (effetti che esonerano dall’HTML attuale come bordi arrotondati, effetti ombra, riflessioni, etc…) con patch sui fogli di stili, particolari trucchi con l’uso di div innestati, librerie Javascript, uso delle canvas, etc…
A titolo puramente didattico vorrei illustrare un’ulteriore tecnica (cross-browser) per applicare dei bordi arrotondati a delle immagini:

Demo e sorgenti

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Creare applicazioni Desktop con Google Chrome e FireFox?

Google Chrome permette di creare applicazioni Desktop a partire da una pagina Web? In realtà, come indicato nella voce di menu, è semplicemente permesso di creare una scorciatoia ad un collegamento che – a sua volta – apre una finestra senza barra degli indirizzi e senza tutti i “fronzoli” del browser. Con questo non significa che abbiamo creato un’applicazione Desktop; abbiamo solo creato un link allo stesso Google Chrome in modalità – per così dire- chrome-less.

Caratteristica simle, ma più ambiziosa, era già stata proposta dalla fondazione Mozilla nel 2007, tramite il progetto Prism. Questo è sicuramente più versatile ed articolato, corredato anche da un’utile estensione che permette di creare applicazioni desktop dal menu di FireFox, alla stregua di Google Chrome.

Tuttavia, entrambe le soluzioni, sono ben lontane dalla tecnologia Adobe AIR. Prima che qualcuno le confonda è bene sottolineare le differenze sostanziali tra un collegamento sul desktop, che apre una finestra senza menu, ed una applicazione desktop vero e propria.
Adobe AIR, infatti, a differenza delle soluzioni proposte da Google Chrome e Prism permette:

  • Accesso virtualmente completo al sistema su cui gira l’applicazione, con la possibilità di leggere e scrivere file. Possibilità di estendere le proprie funzionalità tramite dll (dynamic link library), estensioni e prodotti di terze parti come SHU Player (vedi Distribuire applicazioni Adobe AIR: da AIR Badge a SHU Player)
  • Gestisce l’applicazione come le altre applicazioni di sistema: installazione e disinstallazione

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