Internet Explorer: la più grande campagna virale mai realizzata?

I browser sono oggi uno strumento indispensabile e, molto probabilmente, l’applicazione software più nota in circolazione. Se un tempo questo primato spettava ad applicativi come Microsoft Word, oggi il podio è occupato dall’applicazione che ha rivoluzionato l’informatica, la comunicazione e forse il mondo intero. Grazie alla sua semplicità, il browser si è diffuso rapidamente e con capacità adattive che pochi altri applicativi hanno saputo mostrare: cross platforms (multi-piattaforma) e cross devices (multi-dispositivo).
Navigare su Internet è possibile proprio grazie al browser; possiamo usarlo da un PC, da un Mac, da un palmare, dai nuovi “telefonini”. Tutto questo è possibile, tra l’altro, grazie alla semplicità (in teoria) del – vero – lavoro che un browser deve svolgere: convertire visivamente le informazioni che provengono dalla rete.
Quando un browser visualizza in modo corretto una pagina, il 99% del suo lavoro è terminato! Le schede colorate, l’auto-completamento degli indirizzi, le opzioni infinite, la gestione dei bookmark e tutto il resto, sono di aiuto ma pur sempre un contorno. A parità di features, dunque, dovremmo essere tutti d’accordo che “il migliore” è colui che visualizza al meglio ciò che intendiamo vedere!

Come mai, allora, il browser più diffuso è quello con le caratteristiche peggiori?

Se andando a spulciare le varie statistiche dei browser più usati, o semplicemente guardando le statistiche del proprio sito o blog, ci si accorge che Internet Explorer detiene in media oltre il 70%, seguito da Firefox, Safari e Opera.

Performarce

Un po’ di conti giusto per rendersi conto della paradossale situazione. Questi sono dati (Web Browser Benchmark Comparison) sulle performance dei motori interni ai browser e quindi importanti, se non importantissimi, nelle cosiddette applicazioni Web 2.0; bassi valori (parliamo di tempi, nello specifico di millisecondi) indicano prestazioni migliori:

Benchmark

Acid test

Spostandoci sul versante della resa grafica l’acid test 3 (già provato tempo fa in Four browsers: Acid 3 Test… una delusione) parla da solo; in questo caso valori alti denotano migliori capacità:

Acid Test 3

Riassumendo:

Riassumendo 

Perché conviene scrivere un browser?

Se qualcuno si è chiesto come mai Google abbia deciso di sviluppare un proprio browser e perché mai Microsoft è finita addirittura in tribunale, per la questione della preinstallazione di IE su Windows, non sa che parte degli introiti derivati dalle pubblicità sui motori di ricerca come Google, Yahoo, Live search, ed altri, sono “girati” al browser che ha generato la ricerca! Dato che si parla di quantità notevoli di denaro, diventa chiaro il motivo che spinge allo sviluppo di un browser, anche se distribuito poi a titolo gratuito. È evidente, infatti, che Google si sia stancata di “girare” parte dei suoi introiti a browser esterni. La diffusione di Google Chrome permetterebbe a bigG di risparmiare un bel po’!

Cambiamo!

Se avete un PC e trovate preinstallato il buon Microsoft Internet Explorer, non fatevi vincere dalla pigrizia e, una volta tanto, provate l’ebrezza di cambiare! Installare un diverso browser è facilissimo, basta cliccare qui sotto:

Effetto virale: voluto o puro caso?

C’è poi una questione personale che mi attanaglia! Anzi due: la prima è che come programmatore non riesco proprio a capire come bachi grossolani presenti già nelle versioni 5, 5.5 e 6 di Internet Explorer si siano trascinati nel tempo, nonostante le innumerevoli segnalazioni e lamentele. Non si può certo dire che Microsoft abbia difficoltà ad eseguire aggiornamenti sul proprio sistema, visto il suo “sempre attivo” Windows update. Ancora più curioso, infatti, è che un browser innestato nel sistema operativo come Internet Explorer subisca a mala pena gli aggiornamenti di sicurezza ma non quelli relativi a cattive interpretazioni dei CSS o Javascript. Questo rimarrà per me un eterno mistero!

La seconda questione riguarda l’archivio dei post di undolog. Mi sono reso conto, infatti, di quante volte ho scritto lamentandomi del cattivo funzionamento di Explorer. Insomma, alla fine ne ho parlato male ma pur sempre parlato! E se tutto ciò fosse voluto? Forse sono stato vittima inconsapevole, insieme a qualcun’altro, di una campagna virale ben studiata! Anche se, a pensarci bene, non necessaria…

4 commenti a: “ ”

  1. 18 dic, 2008 Nicola Ballotta:

    Che dire, condivido tutto a pieno…se poi volete proprio scacciare la pigrizia, installate linux, lì il browser di default è Firefox e avrete un sistema operativo molto più scattante, con effetti grafici che battono quelli di mac e con fimi d software opensource installabile con 2 click. Provate qui: http://www.ubuntu.com

    Complimenti per l’articolo Giò :)

  2. 18 dic, 2008 vik:

    Come mai, allora, il browser più diffuso è quello con le caratteristiche peggiori?

    Semplice, è già installato nel sistema operativo più diffuso. Un utente “normale” non cambia browser per pigrizia, per ignoranza, per abitudine o semplicemente perché non ha i diritti di amministratore sulla macchina. Ringraziando che IE7 supporta (più o meno) i PNG.

  3. 21 dic, 2008 Gioxx’s Wall » Blog Archive » Best of Week #34:

    [...] Internet Explorer: la più grande campagna virale mai realizzata? [...]

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