Come sviluppatore di applicazioni stand-alone, e soprattutto come sviluppatore web, mi è capitato spesso di affrontare il problema della localizzazione e del supporto di più “lingue”. La maggioranza delle applicazioni Desktop hanno un grosso vantaggio rispetto ad un sito web e in particolare un blog. Esistono oggi moltissime applicazioni, anche gratuite e/o open-source, che supportano tranquillamente svariate lingue, comprese quelle completamente indecifrabili, come il cinese, il cirillico, etc… Tutto ciò dimostra la presenza di strumenti software, già pronti, in grado di offrire un’ambiente specializzato nella gestione dei differenti linguaggi. Gli stessi sistemi operativi, infatti, da Windows a MacOS, arrivano sulle nostre scrivanie forniti con un buon supporto di localizzazione, che non si riduce alla mera sostituizione dei “caratteri”, ma opera anche sulla direzione della scrittura (vedi arabo o cinese – da destra a sinistra o verticale). I sistemi operativi sono in grado di fornire quel minimo di strato Kernel su cui poi si appoggiano i vari tool presenti nel mercato.
Applicazioni Desktop
La situazione degli applicativi Desktop e ben diversa dal Web, come vedremo più avanti. Le applicazioni che installiamo sul nostro computer, infatti, godono di una serie di privilegi assenti in uno scenario “aperto” come lo è Internet:
- Normalmente l’utente scarica la versione localizzata di un software, se disponibile. A volte sono gli stessi software ad incorporare tutte le lingue disponibili al loro interno (versioni internazionali). L’utente normalmente sincronizza la lingua del sistema operativo con quella del software che installa, o quanto meno tende a fare questo (se sono italiano tenderò ad avere il SO in italiano e cercherò software in italiano…).
- Il software installato sul nostro computer è utilizzato sostanzialmente da noi o, al massimo, da una persona che parla la nostra stessa lingua.
- Punto ancora più importante, il software Desktop – salvo rarissime eccezioni – non muta i suoi contenuti e, se lo fa, siamo noi stessi a generarli.
Il Web
I siti web multilingua (o che partono monolingua e diventano multilingua dopo) soffrono di una articolata gestione dei multi-contenuti. Tutto questo si traduce, in fase di analisi, nell’evincere immediatamente quali sono le sezioni del sito che maggiormanete possono soffrire di problemi di localizzazione alla messa online (vedi news, comunicati/rassegna stampa), così da scegliere preventivamente la tecnologia migliore per gestire i diversi contenuti localizzati.
Possiamo immaginare due grandi modelli per la localizzazione di un sito web:
1) Duplicazione della struttura e dei contenuti basandosi su nomi di dominio diversi (www.miodominio.fr, www.miodominio.it, …) che, quindi, puntano a file ed alberature indipendenti.
2) Struttura unica dinamica, che localizza le pagine in base alle proprietà del browser e/o alla scelta utente.
La scelta dell’opzione 1 (costosa in termini di manutenzione) è ridindante a livello di codice (HTML/Javascript/CSS/PHP…) e di eventuale database. Non lo è per i contenuti che, in qualsiasi caso, andrebbero comunque tradotti e forniti (se li fornisco a server differenti invece che allo stesso server il lovoro di traduzione è stato comunque fatto…). Questa soluzione ha il vantaggio di rendere l’alberatura indipendente dalla lingua: ad esempio posso avere 2 rassegne stampa per l’italiano ma solo 1 per l’inglese… oppure una news per il francese e 10 per quella spagnola… e via discorrendo. Lo svantaggio risiede nella ridondanza del codice e nell’indipendenza, di fatto, del singolo sito localizzato relazionato agli altri. Nonostante esistono varie tecniche per “condividere” alcune funzionalità cross-domain, e quindi limitare tale indipendenza, un eventuale aggiornamento tecnico su un “sito-lingua” dev’essere “copiato” su tutti gli altri n “siti-lingua”!
L’opzione 2 prevede una struttura Web/logica unica, dove il testo (ed eventuali elementi grafici da localizzare), viene generato runtime in base ad un serie di informazioni. In sostanza il sito Web è unico ma i contenuti – localizzati – sono molteplici. Il punto importante, tuttavia, è che in una configurazione come questa il sistema presuppone l’esistenza di un contenuto in tutte le possibili lingue che “gli possono capitare”! I contenuti, in pratica, soprattutto quelli aggiunti nel tempo (news, rassegna stampa e/o comunicati) devono procedere di pari passo. Se “inserisco” una News in italiano devo, contemporaneamente, inserirla per tutte le altre lingue supportate! Alternativamente, ed ecco il punto imoprtante, bisogna configurare il sistema in modo tale che “contempli” l’eventualità di una discrepanza tra un contenuto localizzato ed un altro!
Entrambe le soluzioni sono articolate e portano con se vantaggi e svantaggi.
I Blog e lo user-generated content
Se ci spostiamo da un “semplice” sito Web ad un Blog, ad esempio, la situazione diventa a dir poco drammatica. Esistono Plugin (per WordPress, ad esempio) che permettono di gestire l’inserimento di Post in diverse lingue. In pratica quando si scrive un Post si può decidere di scrivere immediatamente la sua versione inglese e/o francecse e/o tedesca, etc… Questa soluzione, a mio avviso, risolve davvero ben poco! Prima di tutto l’intera interfaccia del Blog (la navigazione ad esempio) rimane comuqnue non localizzata, tutto è concentrato sul Post. Secondo, le lingue supportate sono decise dall’autore il che, esclusi i poliglotti, rende il lavoro di stesura di un Post una vera e propria impresa.
Ma il punto forse più importante, nell’era del Web 2.0, è tutto il contenuto generato dagli utenti! Oggi, più che mai, il “navigatore” è parte attiva nella consultazione del Web. Chiunque può lasciare i propri commenti e, più in generale, contribuire di fatto alla generazione di contenuti. In questo scenario risulta evidente che, non avendo nessuna informazioni dei possibili futuri contributi di un utente, nessun sistema preventivo di localizzazione può risultare efficace.
Tuttavia, nell’era dell’automazione, è corretto pensare che sia la macchina a svolgere il compito di traduzione. I sistemi di traduzione diventeranno con il tempo sempre più sofisticati e sono l’unica vera risposta ad una traduzione immediata e semplice. Semplice per chi a costruito il sito/blog, e semplice per chi consulta.
Su questo Blog, ad esempio, ho introdotto un Plugin per WordPress (Global Translator) in grado di sfruttare il servizio di traduzione simlutanea offerto da Google (ma ce ne sono tanti altri). La traduzione, anche se non perfetta, permette di tradurre anche i commenti lasciati dai lettori! Un passo fondamentale nella traduzione del futuro!
Sistemi basati sull’intelligenza artificiale e auto-apprendimento, garantiranno – o presto o tardi – traduzioni non dissimili da quelle “umane” o, quantomeno, largamente più accettabili rispetto a quelle disponibili – alla stragrande maggioranza di noi – oggi. Inoltre, la taggatura del codice HTML, permetterà di poter intervenire anche dove l’automatismo è costretto ad arrendersi (almeno per ora): come nel caso di immagini che contengono un testo o nella guida all’interno di un testo da tradurre.








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copyright d’ERRICO Giuseppe
Traduttori in automatico delle varie lingue.
In internet creano dei problemi di interpretazione, non basta avere solo un linguaggio della conoscenza inglese.
Il sistema migliore è di elaborare un linguaggio nuovo,moderno, una struttura in comune con tutti i linguaggi.
Esempio una qualsiasi persona, anche straniera, gestisce questo nuovo linguaggio, con il suo linguaggio naturale.
Il tipico esempio che tutti i linguaggi alla fine vengono convertiti in un codice binario.
Partendo da questo concetto si associano i concetti del discorso.
In ultimo lo straniero chiunque, può trasformare, questo linguaggio binario nel suo linguaggio appropriato.
Attualmente il tipico errore è quello di associare da una parola con un’altra parola convertita. Cambiando il suo
vero significato professionale, portando il lettore straniero ad una interpretazione tutta sua.
L’odissea di questo scambio porta ogni 20 anni ad una trasformazione del linguaggio stesso, perdendo tutta l’informazione, nel suo vero significato.
Prima di tutto complimenti per la scelta del tema: molto bello, soprattutto visto che sono un sostenitore dei temi scuri
Sarebbe possibile utilizzarlo anche altrove?
Per quanto riguarda la localizzazione dei blog, io sono un traduttore/localizzatore di software e siti web, specializzato in informatica e mi dispiace ma non sono per niente d’accordo (discorso del tirar-l’acqua-al-proprio-mulino a parte
): i software di traduzione automatica hanno ancora parecchia strada da fare (ne parlavo giusto qualche giorno fa con amici programmatori/sviluppatori…) ed oramai mi considero un Webzorro
della rete, visto che quando m’imbatto in siti/blog con link a traduttori automatici della razza google o affini, lascio il segno
Sto terminando un blog relativo al mio lavoro ed ovviamente sarà bilingue, certo non è facile trovare plugin che localizzino tutto ma esistono (quello che ho usato nel mio blog – leonardomusumeci.net – ad esempio, si chiama qtranslate e finora è il migliore – o almeno migliore rispetto ad altri – ), un altro è xtranslate che proverò a breve (visto che qtranslate mi genera un errore nella funzione parse url; ma, a parte questo, funziona egregiamente… )
[...] pochi giorni fa avevo scritto un Post sulle traduzioni automatiche, affrontando la questione dei siti e/o blog multilingua dal mio punto di vista di sviluppatore. Ho [...]
Ciao ho scaricato il plug-in WordPress Global Translator ma non riesco ad inserire il codice…potresti dirmi come fare a metterlo come lo hai messo tu ?? potresti darmi il codice da inserire nell’header ? grazie
Grazie
ciao, ho avuto gli stessi problemi per scaricare il plug in wordpress global.
se ti interessa ho scoperto recentemente, tramite amici un sito veramente
interessante.
si tratta di un webmail translator che mi permette di comunicare in maniera
efficente con i miei amici all’estero.
a me sembra che funzioni davvero bene.
il sito è http://www.words4world.com.
spero di esserti stata utile.
@leila: servizio interessante! Grazie per la segnalazione
@Giovambattista Fazioli:
di niente figurati………… io lo stò usando e ti dico… mi sembra che funziona veramente bene, certo la mente umana è un altra cosa ( e per fortuna….) però pensa che anche un mio amico lo stà usando in ditta da suo padre perchè esporta in Germania e fino a prima sia lui che il cliente tedesco cercavano di comunicare in inglese senza conosclerlo bene….. un disastro.
Comunque mi fa piacere essere stata utile.
Ciao
Leila
grazie la ottima segnalazione