Adobe AIR: l’incompreso
Giovedì 7 Febbraio, 2008
Alcuni, e non a torto, discutono sull’utilità di Adobe AIR, Adobe Integrated Runtime (ex Apollo) proposto da Adobe. Di che stiamo parlando? Dopo tutto AIR è ancora una beta (l’ultima release è del 12/12/2007 - la beta 3) e il suo successo, vedremo se compreso o meno, dipende da molti fattori.
C’è chi lo adora e chi non ha capito a cosa serve. In effetti ad un primo sguardo, e forse anche approfondendo, non troviamo nulla di tecnologicamente innovativo. Detto fra noi, Adobe AIR è l’ennesimo interprete runtime (Java, vecchio caro Java…) cross-platform, un modo per sottolineare che, ottenuta la virtual machine di AIR, tutte le piattaforme possono eseguire gli applicativi AIR - ad oggi la virtual machine di AIR è disponibile per Windows e Macintosh.
Tuttavia bisogna considerare alcune differenze con le "altre" virtual machine disponibili. Oggi, con l’esplosione di Internet, si sono formate figure professionali nuove ed i programmatori non sono solo quelli che sviluppano codice macchina (Assembly) o C/C++. Esistono già, in effetti, linguaggi che "prescindono" dalla piattaforma (cross platform). Javascript e PHP, tanto per citarne due, non compromettono il loro codice in favore di una piattaforma (lasciamo stare, ovviamente, l’universo della compatibilità di Javascript con i vari browser!! Dopo tutto la piattaforma di esecuzione di Javascript è proprio il browser e qui, ancora oggi, di cross platform non si può proprio parlare o quantomeno non si è soddisfatti della completa compatibilità). Senza divagare oltre, troviamo anche in linguaggi più evoluti la presenza di virtual o pseudo-virtual machine - più o meno nascoste o camuffate ;)! Pensiamo ad esempio a Microsoft Visual Basic!
Un punto di forza di AIR, evidentemente, è nella possibilità di sviluppare applicazioni - indipendenti dalla piattaforma - utilizzando HTML, Javascript (e tutte le numerose terze parti dai frameword Ajax, Yahoo tools, Adobe Spry, etc…), Flash e Flex. Non si può certo negare che la diffusione di tool e know-how per Javascript e Flash sia ad oggi considerevole. Ne deriva, quindi, un’immediata possibilità per gli sviluppatori HTML/Javascript e Flash di provare con estrema rapidità la nuova piattaforma proposta da Adobe.
Un limite delle applicazioni Web, scritte in Javascript o Flash, risiede nella necessità di possedere un browser (e chi non ce l’ha?) e di una connessione Internet (mi ripeto… e chi non ce l’ha?). Si è vero, alcuni hanno gridato alla nuova era proprio grazie alla diffusione di massa di browser/connettività a banda larga, ma un limite rimane sempre, ovvero quello di non poter interagire con il PC/Mac al pari di una qualsiasi altra applicazione, scritta casomai in C o C++.
Adobe AIR, quindi, irrompe sulla scena non certo per far concorrenza ai filmati Flash già presenti in molti Web o alle fantastiche Web Application proposte da Google, Yahoo e moltissime altre realtà. Risulta evidente che il target di Adobe sia proprio la fetta di mercato delle applicazioni desktop per lo sviluppo: Microsoft Visual C++, Delphi, etc…
Utopia? Assolutamente no! Prima di tutto i Desktop domestici sono diventati estremamente veloci e potenti. Questo ha permesso di bypassare un ostacolo che, fino a pochi anni fa, avrebbe impedito il solo pensiero di un Adobe AIR (o Apollo che sia). Usare le virtual machine, infatti, non è mai performante come scrivere direttamente un codice eseguibile. Tuttavia, con le ultime versioni di Flash, Adobe ha dimostrato di avere un’ottima virtual machine in grado di compiere operazioni ad altissima velocità. Questo permette tutta una serie di speculazioni e pensieri. La prossima release di Adobe Photoshop potrebbe essere scritta in AIR? (questo abbatterebbe - e non di poco - i costi di produzione software oggi moltiplicati per le piattaforme Windows, Mac, etc… che si desiderano supportare).
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