Net TV: come Internet cambierà la televisione per sempre

Seguire la presentazione del libro di Tommaso Tessarolo, “NET TV: come Internet cambierà la televisione per sempre“,  è stato particolarmente interessante, per chi ha avuto la fortuna, come il sottoscritto, di essere presente . Tutto estremamente curato: rinfresco (bravi quelli di Fattoria Italiana – iniziativa audace da vedere assolutamente), video al plasma, ospiti e protagonisti!
Questo evento ha offerto un’occasione rara, se non unica, di confrontarsi su un tema più che mai attuale, la neo Net TV per l’appunto!

Gli interventi a commento del libro e delle dinamiche ad esso collegate sono stati tutti, e indistintamente, davvero molto interessanti ed illuminanti: dallo stesso Tessarolo, che ha commentato i capitoli del libro, agli ospiti che hanno detto la loro secondo i rispettivi punti di vista.

Particolarmente significativo, a mio parere, è stato l’intervento di Roberta Enni di RAI (vedi intervista all’evento a cura di Antonio Pavolini di RadioImago), che è riuscita a spostare l’attenzione ad un livello più alto, forte della sua esperienza in RAI, broadcaster – pubblico e di massa – per eccellenza.

Le prospettive e le problematiche sollevate nel libro di Tessarolo, dalle potenzialità di una TV non lineare (on-demand) alle questioni legate all’advertising e al DRM (Digital Right Management), hanno coinvolto tutti i partecipanti, anche quelli più scettici, su un’imminente stravolgimento della televisione come noi tutti la conosciamo – o siamo abituati a conoscerla. Questo fenomeno, dunque, interessa, viene osservato e seguito con attenzione, senza tuttavia gridare necessariamente alla rivoluzione, come sottolineato – giustamente – da David Bogi, Responsabile Nuovi Progetti Digitale Terrestre di Mediaset

Roberta Enni, nel suo intervento, ha evidenziato alcuni aspetti importanti, sia riguardo all’attuale situazione televisiva (DTT, SKY, broadcast pubblico) sia ad un possibile scenario legato – anche – alla Net TV. Questa, evidentemente, soffre ancora di alcune importanti mancanze:

  • È una tecnologia “abbastanza” evoluta, almeno per la media cultural-informatica del nostro Paese, che la rende articolata, non tanto nella realizzazione (in fin dei conti è più semplice fare Net TV che televisione tradizionale), quanto nella fruizione. Siamo, dunque, un paese con una bassa cultura tecnologica (ringrazio la Enni per il complimento fatto a tutti noi partecipanti, sottolineando che “se una bomba esplodesse alla presentazione del libro di Tessarolo, il livello culturale-tecnologico italiano si abbasserebbe di molto”) non sempre, tuttavia, per colpa di noi utenti finali.
  • Il Digital Divide, che scaturisce dal punto precedente, rende la questione ancor più delicata. Risulta quindi imbarazzante – di punto in bianco – investire ingenti somme di denaro e tempo su una tecnologia che ha, alla base del suo funzionamento e della sua diffusione, necessità di connessioni broadband. Nonostante l’aumento (fortunatamente) delle connessioni a banda larga, siamo ancora un Paese a 56 Kbps e, in alcune zone, nemmeno a quello!
  • Non è del tutto chiaro, e forse addirittura sbagliato, come intraprendere una migrazione dal PC – sulla scrivania – ad un televisore (o monitor) da salotto. La Net TV deve sostituire la televisione tradizionale?
  • Non sono chiare le regole di mercato riguardo all’advertising, pubblicità e sponsor! Tutte le dinamiche applicate alla televisione tradizionale (e non solo) non possono –  e molto probabilmente non devono – essere applicate in questo contesto, pena naufragare, come già è accaduto in passato.
  • I DRM, come è accaduto con la musica, minano i contenuti che, a parte l’esperienza UGC (User Generated Content - vera rivoluzione del Web2.0) rimangono tutt’oggi di scarsa qualità, salvo rare eccezioni.

Giudicare, a breve o a lungo termine, una tecnologia come la Net TV, cercando di sovrapporla, evidenziandone pregi o difetti, alla televisione tradizionale, è forse quello che non andrebbe assolutamente fatto. Tuttavia, sia per chi lavora già nel settore televisivo, sia per chi ne entra a far parte provenendo da altre esperienze, è indubbio che da qualche parte bisognerà pur inziare…

Come è già accaduto con la musica e l’editoria, il video su Internet può evolversi e maturare parallelamente alla televisione tradizionale. Le differenze, positive e negative, insieme alle difficoltà di incastrare a tutti i costi dinamiche collaudate in altri contesti, come DRM e advertising, non fanno altro che dimostrare che la Net TV è qualcosa di assai nuovo e diverso, che ha davvero poco a che fare con la televisione tradizionale.

Potremmo cadere in inganno, a causa del video così simile all’amata TV, ma questa tecnologia, ovvero la possibilità di esprimersi attraverso suoni ed immagini in movimento sulla Rete, ha ben altro da offrire che un semplice (e poco redditizio) scontro con la televisione (generalista) tradizionale.

David Boggi (vedi intervista all’evento a cura di Antonio Pavolini di RadioImago), ad esempio, sottolinea attentamente come uno stesso format possiede livelli diversi di penetrabilità e audience in relazione alla user experience, ovvero al dispositivo e al contesto utilizzato per fruirne. Questo, quindi, significa che alcuni content per la Net TV potranno essere totalmente diversi dai content che conosciamo adesso, quantomeno lo stesso contenuto potrà avere sulla Net TV un risultato diverso ed inatteso.

Ciò non significa, comunque, che la televisione da salotto non cambierà, tutt’altro! Quello che è certo, è che dovrà evolvere, sia in tecnologia che in offerta di contenuti.
Dal punto di vista tecnologico, la televisione come elettrodomestico, deve migliorarsi incorporando strumenti e periferiche digitali (come il DTT embedded e periferiche digitali  standard di ingresso: vedi USB). Deve permettere una fruizione dei contenuti cross-media, come accade oggi con la musica e gli mp3.
Dal punto di vista dei contenuti, l’avvento della Net TV non potrà che far bene, visto il crollo degli ascolti della TV generalista negli ultimi anni.

 

Nota sull’on demand
La possibilità di poter scegliere un contenuto, decidere quando e dove vederlo (PSP, TV, Monitor PC, iPod, …), sono caratteristiche note ai navigatori Internet, i quali hanno già sperimentato questa libertà.  Ad esempio,  con la musica: scaricando un mp3, masterizzandolo su un CD da ascoltare nello stereo o copiandolo sul proprio iPod, per ascoltarlo all’aria aperta; nell’editoria elettronica: andando sul sito di Repubblica.it per stampare un articolo in PDF o leggerlo online.
Tuttavia, scegliere, decidere cosa guardare e dove guardarlo, è un’azione che richiede energia, una volontà che la televisione tradizionale non ha mai richiesto. La TV – al massimo – propone degli appuntamenti (palinsesto), un “incontro di massa.
A chi non è capitato, accendendo la TV, di  imbattersi in un Film posseduto nella propria videoteca?! Eppure, proprio perchè trasmesso su quel canale, a quell’orario, si viene alla fine catturati, coinvolti nella tradizionale rete televisiva.
Può darsi che le nuove generazioni siano portate (o dotate) più a scegliere e meno a fruire in modo passivo.
Credo, tuttavia, che a volte non si ha voglia di scegliere! Si ha la necessità, invece, che sia qualcun’altro a scegliere per noi, che decida cosa, quando e dove essere presenti.
Perchè? Per non finire come l’asino di Buridano. Per capirci, è lo stesso meccanismo che anima le radio – anche quelle tematiche su Internet – ovvero il piacere di “adesso cosa fanno”? L’inaspettato, quindi, è anch’esso – a mio giudizio – un elemento essenziale che non si dovrebbe perdere. Ne deriva che la possibilità, e ribadisco possibilità, di scegliere è un passo avanti che tuttavia non può e non deve cancellare le dinamiche odierne. Lo stesso Tessarolo, infatti, sottolinea «[…] che la Net TV sarà prevalentemente non lineare, quindi di fatto che prevarrà la modalità a richiesta. Cosa significa questo? Che finirà la pratica dello zapping o che non ameremo più avere degli appuntamenti con la TV? Assolutamente no, anzi. Entrambe le abitudini, anche nell’era della Net TV, rimarranno profondamente radicate. Solo, in alcuni casi, tenderanno a essere “esercitate” in modo doverso.» 

Per concludere, l’argomento Net TV si dimostra vasto, ricco ed estremamente interessante, principalmente perchè spinge sia chi se ne occupa a livello tecnico/informatico, sia chi fa televisione da anni e chi ne usufruisce, a cambiare il modo di pensare. In particolare l’advertising e i DRM andranno rivisti in un’ottica totalmente nuova e  – ad oggi – quasi imprevedibile.

Dunque, il libro di Tommaso Tessarolo può ben considerarsi un must,  da avere e leggere assolutamente, per chi vuole intraprendere il viaggio verso questa nuova frontiera, apertasi in maniera quasi inaspettata, figlia della Rete, che molto probabilmente rappresenta, senza esagerare, la più grande rivoluzione globale mai avvenuta nella storia dell’umanità.