Ajax: Rich Internet Application?

Mercoledì 17 Gennaio, 2007

Domanda: possiamo considerare le applicazioni Ajax come vere e prorie RIA (Rich Internet Application - una RIA è un’applicazione web con tutte le caratteristiche e funzionalità di una tradizionale applicazione desktop per PC)?
Secondo Ryan Stewart, no - o almeno non ora.

The role of the desktop in Rich Internet Applications by ZDNet’s Ryan Stewart — Rich Internet Applications have helped change the face of the web. It’s more interactive, designers have been able to leave their mark and innovation in web development has soared. Rich Internet Applications helped open up the web to better experiences and now they are doing the same for desktop applications. Where do RIAs fit into the world of desktop development?

In effetti la concorrenza con altri “approcci” - per così dire - è davvero elevata. La recente esplosione del fenomeno Net TV, ad esempio, dimostra che l’unione fa la forza. In “Ajax” non è possibile visualizzare un Video, tanto per dirne una. Come non è possibile realizzare tante altre cosine. Non credo che Ajax sarà il futuro assoluto. Io vedo in Ajax più che altro un’estensione del browser e un nuovo modo per affrontare alcune dinamiche relative all’UI prima neanche prese in considerazione.

Tuttavia, se qualcuno non se ne fosse accorto, esistono ancora degli ostacoli da superare. Ad esempio:

  • Migliorare la compatibilità tra i vari browser in commercio, argomento largamento discusso su questo stesso Blog
  • Permettere una maggiore interazione tra le pagine Web e il sistema operativo “ospitante”, ad esempio un Drag & Drop dal desktop alla pagina Web
  • Standardizzazione degli scripting: JScript, Javascript (1.3, 1.7, …), VBScript
  • Accessibilità, usabilità e sicurezza, vista che stiamo sulla rete!!

Librerie, Prototype/Script.aculo.us e YUI components: il vero intoppo?

Quando uno sviluppatore crea una libreria o un frame-work per risolvere (una volta per tutte) una serie di necessità, inizia a creare un mostro. Spesso non ce ne accorgiamo ma il legame sviluppatore end-user è davvero contorto. Si inizia, ad esempio, con la creazione di una libreria Javascript in grado di creare delle semplici finestre. Basta poco e qualcun’altro crea una libreria simile che permette di creare finestre modali, ridimensionabili e con la gestione dell’ordinamento e sovrapposizione. Dopo un po’ ne arriva un’altro che implementa anche la personalizzazione grafica… e così via.

In pratica quando si ottiene qualcosa, nell’istante immediatamente successivo questo qualcosa sembra non bastare più, sembra diventare lo standard e quindi si cercano nuovi accessori per migliorarne ancora di più le performance o l’aspetto. Tutte richieste dell’end-user! E lo sviluppatore corre, quasi come un cagnolino intimidito; l’end-user ha sempre ragione!

Questa continua corsa, in un universo come quello di Internet, rischia a lunga gettata di portare più confusione che altro.

Web 3.0?

Negli ultimi tempi esperienze (beta) nell’ambito del Web2.0 sono proliferate sulla rete a ritmi impressionanti. Ognuno ha portato all’attenzione la sua applicazione Ajax-style, ognuno con le sue soluzioni embedded, appoggiandosi a librerie note, scrivendo frame-work proprietari, ecc…
Ogni esperienza aveva le sue peculiarità: qualcuna era graficamente accattivante, alcune estremamente veloci, altre estrememente personalizzabili e altre estremamente usabili.
Ma nessuno, fino ad ora, è riuscito ad unire tutto questo in un unico ambiente.

Ragionandoci attentamente risulta evidente che il motivo è nello scarso supporto fornito dal browser stesso e dall’immensa complessità del problema.

Anche se qualcuno ha assimilato il browser ad un sistema operativo, quest’ultimo detiene ancora un’enorme vantaggio. Primo fra tutti è il cosidetto Kernel. Qual’è il Kernel di Explorer o di FireFox? Entrambi, come Opera o Safari, supportano a mala pena quel linguaggio di scripting chiamato Javascript (o JScript a secondo dei casi). Mozilla, nel suo FireFox sta per rilasciare la versione di Javascript 1.7, davvero interessante. Ma Microsoft Explorer che farà? Toccherà installare un ActiveX che lo emuli, attendere il 2012 per l’uscita di IE8 o utilizzare una miriade di if per capire su che piattaforma si sta lavorando?

Non posso che essere d’accordo con Ryan Stewart. Per il momento Ajax è un tecnica di notevole aiuto in ben determinati casi, ma paragonare questa tecnica (e sottolineo tecnica non tecnologia) ad una RIA mi sembra - almeno per ora - davvero eccesivo.

Macromedia/Adobe

Interessanti, invece, sono le tecnologie (e sottolineo tecnologie e non tecniche) Flex/Flash ed Apollo, che dopo l’acquisizione di Macromedia da parte di Adobe stanno per vivere una seconda giovinezza.
Consiglio vivamente a tutti gli interessati di visionare gli Adobe Labs, dove si evince una simpatica nuova politica che ispira sicuramente più fiducia nel futuro di Script.aculo.us - senza offesa e senza nulla togliere allo sviluppatore.

Tuttavia Internet ha una caratteristica unica, quella di sorprendere, quindi non mi stupirei affatto di aver detto - a breve - una miriade di sciocchezze!

Post correlati

Geni: il social albero genealogico

Mercoledì 17 Gennaio, 2007

Geni! È proprio vero che la fantasia non ha limiti. Probabilmente Ajax ci porterà li dove nessun developer è mai giunto prima! Comunque bravi. Questo tool, free, è davvero simpatico. Permette di creare “al volo” il proprio albero genealogico, fatto salvo che abbiate tutti i dati. La registrazione è “nascosta” nel primo inserimento, ovvero voi stessi:

Si procede abbastanza spediti, tiene in cosiderazione praticamento tutto (divorsi, parenti in vita, sesso, …) ogni “persona” ha una vera e propria scheda personale, quasi da rubrica o agenda clienti. L’interfaccia princpale ha un risposta abbastanza rapida, cosa che non si può dire dell’interfaccia a schede per i singoli elementi aggiunti: ogni volta che si clicca su un TabStrip viene eseguita una richiesta Ajax davvero lenta.
A parte qualche “baghetto” quà e la, la lentezza cronica di alcune fasi, l’idea è simpatica. Da provare almeno una volta…

NOTE:
Fa uso di Prototype/Script.aculo.us e i componenti YUI (Yahoo). Forse è per questo che è molto lento.

Post correlati

DVD o RAM?

Mercoledì 17 Gennaio, 2007

L’evoluzione della tecnologia legata all’informatica è in continua evoluzione. Tanto più che oggi tra palmari, notebook, telefonini di ultima generazione, foto-camere digitali, è sempre più difficile identificare una tecnologia duratura. Tutto si è “fuso”, e “informatica” è diventato davvero limitativo.
Oramai i cosiddetti standard hanno vita davvero breve. Se analizziamo ad esempio i tempi che sono intercorsi tra “Vinile”, “CD”, DVD e l’ultima disputa tra Blu-Ray (Sony) e HD-DVD (Toshiba) (dove sembra aver vinto Blu-Ray…?), ci accorgiamo che sono sempre più brevi.
Cosa ci attende quindi per il futuro? Seremo costretti continuamente a rincorrere i vari formati per mantenere la nostra “videoteca” aggiornata allo stato dell’arte?

L’evoluzione delle tecnologie flash, come le note pennine (oggi disponibile da 2Gb e oltre) o le schede di memoria usate nei cellulari e nelle macchine fotografiche digitali (SD Card), potrebbero essere una soluzione per risolvere l’eterna disputa?

Inoltre ci sono da considerare i tempi fisiologici che ogni nuova tecnologia deve rispettare. Come accadde con i CD, all’inizio il costo per il loro acquisto (sia dei dischi che dei lettori/masterizzatori) era riservato ad un ristretto pubblico. Con il tempo (appunto fisiologico) la diffusione al grande pubblico ha portato ad un notevole abbassamento dei costi. Ne deriva che maggiore è la diffusione di una tecnologia minore è il costo, o il contrario se preferite. Tuttavia rimane il fatto che del tempo va investito. Dunque la tecnologia - nella veste delle grandi case di produzione tecnologica - è in grado di controllare questa corsa? O a farne le spese saremo noi consumatori?
Vale la pena, quindi, acquistare una tecnologia Blu-Ray (lettori, masterizzatori, dischi vergine) sapendo che a breve uscirà qualcosa di nuovo e strabigliante; riporto come esempio un articolo del 2004 estratto a PCSELF:

In futuro DVD da 1 Terabyte di dati

I nuovi dischi MODS (Multiplexed Optical Data Storage) potranno contenere fino a 472 ore di video con qualità DVD

Un team di ricercatori inglesi appartenenti al Dipartimento di Fisica dell’Imperial College di Londra, che in stretta collaborazione con dell’Istituto di Microtecnologia dell’Universita di Neuchotel e con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica dell’Aristotle University di Tessalonica, sta lavorando ad un progetto che consentirà la memorizzazione di un Terabyte di dati (1000 GB) su un disco a doppia faccia e doppio layer nello stesso spazio di un comune CD.

I nuovi dischi MODS (Multiplexed Optical Data Storage) potranno contenere fino a 472 ore di video con qualità DVD e dovrebbe essere possibile produrli con costi comparabili a quelli dei DVD. I nuovi player manterranno la compatibilità gli attuali CD e DVD.

La nuova tecnologia MODS, basandosi su una particolare conformazione asimmetrica dei “pit” (microfori) e dei “land” (area piatta) incisi con circa 330 angolazioni differenti, permette di leggere e decodificare i dati riflessi da queste diverse angolazioni assegnando molte più informazioni di quanto sia possibile averne oggi con le attuali tecnologie.

Se il gruppo di ricercatori sarà in grado di acquisire in futuro sufficienti fondi per continuare ed approfondire la ricerca, si stima che i primi dischi MODS saranno disponibili sul mercato tra il 2010 e il 2015.

Tutto ciò è abbastanza sconcertante…
La PS3 - essendo Sony - si è giustamente autoimposta il suo Blu-Ray a differenza di Microsoft che per la sua XBox 360 ha scelto tutt’altra strategia; il lettore DVD è standard e se volete acquistate separatamente un HD-DVD!
La comodità delle “memory-card” (pennine, SD Card, Flash Memory, ecc…) è indubbia, ma ciò non è detto che risolve il problema. Tutto sommato la “guerra” potrebbe spostarsi a breve dai DVD alle “memory-card”, e quindi non cambierebbe sostanzialmente nulla!
Tuttavia l’approccio pennina-USB, dove la porta (USB) che accetta la periferica rimane uguale per un tempo maggiore, potrebbe giocare a nostro vantaggio. Infatti le prime pennine da 64Mega vengono inserite nella stessa identica porta che oggi vede pennine da 2Gb (escluso il passaggio da USB1.0 a USB2.0)! Quantomeno si avrebbe una situazione più accomodante.
Staremo a vedere…

Post correlati